Warsh rivoluziona la FED
Il primo FOMC della nuova presidenza mantiene i tassi invariati, ma cambia il messaggio della Fed: stime più restrittive, addio alla forward guidance e rischio maggiore di volatilità.

Una Fed più aggressiva
Il primo FOMC guidato dal nuovo presidente della Federal Reserve si chiude con tassi invariati, ma il tono del meeting è stato chiaramente restrittivo. Le nuove stime su un'economia resiliente e sui rischi inflazionistici hanno portato a una revisione dei "dots", passando dall'ipotesi di un taglio a quella di un possibile rialzo dei tassi entro fine anno.
Cambia il dibattito sui tassi
Secondo quanto emerso dalla riunione, la Fed non discute più se ridurre il costo del denaro, ma se l'attuale livello dei tassi sia sufficientemente restrittivo. In questo contesto, il mancato rialzo viene presentato come il massimo risultato ottenibile.
Voto unanime e cinque task force
La decisione è stata approvata all'unanimità, in contrasto con il forte dissenso registrato negli ultimi meeting. All'interno della banca centrale nasceranno inoltre cinque task force dedicate a comunicazione, dati economici, mercato del lavoro, bilancio e inflazione.
Meno indicazioni ai mercati
Tra le principali novità c'è il progressivo abbandono della forward guidance. La Fed comunicherà meno sulle sue prossime mosse, aumentando così l'incertezza e il rischio di maggiore volatilità sui mercati finanziari.
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