USA attaccano l'Iran: cessate il fuoco a rischio
USA attaccano Bandar Abbas, Iran risponde: cessate il fuoco a rischio. Brent +4%, Treasury sopra il 4,5%. Fed valuta un rialzo, inflazione PCE attesa al 3,8%.

Nuova escalation militare: attacchi su Bandar Abbas
Il contesto: dalla bozza di accordo agli attacchi
Nella giornata di ieri la stampa iraniana aveva annunciato la bozza di un memorandum in cui pareva che lo Stretto di Hormuz potesse essere riaperto per una durata di trenta giorni. Ieri il petrolio aveva reagito al ribasso e il WTI era finalmente sceso sotto i novanta dollari al barile. Pochissime ore dopo però gli Stati Uniti hanno dichiarato che quelle affermazioni della stampa iraniana erano di fatto un'invenzione. Da questa notizia si è passati a un vero e proprio attacco militare avvenuto nella notte.
Attacchi e risposte: la situazione attuale
Washington ha condotto attacchi aerei su un sito militare iraniano a Bandar Abbas, sullo Stretto di Hormuz. L'Iran ha risposto colpendo una base militare statunitense. Diversi droni iraniani sono stati abbattuti dagli Stati Uniti. Si teme già che il debole cessate il fuoco possa terminare. Le richieste statunitensi vogliono che l'accordo sia fortemente favorevole per gli Stati Uniti piuttosto che per l'Iran.
La reazione dei mercati
Il Brent ha avuto un'impennata del quattro percento. L'apertura delle borse è assolutamente negativa. I tassi tornano a salire: il Treasury decennale si trova sopra il quattro e mezzo percento. Tutto il sospiro di sollievo annunciato lunedì è stato rapidamente cancellato.
Inflazione USA: oggi il dato PCE di aprile
Un dato fondamentale per la Fed
Oggi è atteso il dato sul PCE statunitense di aprile, l'indice favorito dalla Fed per misurare l'inflazione. Il mese passato il valore del PCE si era attestato al 3,5%, mentre quello core al 3,2%. Gli economisti stimano un PCE al 3,8% per aprile. Valori estremamente distanti dal 2% che rappresenta il benchmark ideale per la Fed.
Lisa Cook apre a un rialzo dei tassi
Nella serata di ieri Lisa Cook ha comunicato la possibilità di un rialzo dei tassi da parte della Fed nel caso in cui l'inflazione non dovesse scendere. Se il dato PCE dovesse essere particolarmente forte, questo potrebbe portare ancora più banchieri centrali a optare per un rialzo. Anche la Bank of Japan guarda con preoccupazione all'inflazione: il governatore Ueda ha dichiarato di temere effetti di secondo turno sull'economia giapponese.
Mercati azionari: vicini ai massimi nonostante tutto
Nonostante l'escalation e l'apertura negativa delle borse, i listini continuano a essere molto vicini ai massimi storici, soprattutto negli Stati Uniti. La maggior parte dei gestori crede ancora che non ci sarà nessuna recessione negli Stati Uniti. C'è abbondante liquidità sui mercati e gli utili sia delle Magnifiche Sette sia delle varie aziende dell'S&P sono stati nettamente superiori rispetto alle attese.
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