Semestre record per i mercati: chip, Iran e Fed le variabili

Primo semestre record per i mercati. Chip battono l'AI pura. Tensioni Iran-USA in aumento: rischio pedaggio a Hormuz. BCE attendista, Fed verso altri rialzi.

Autore: Donatella Principe, Macro Research Team
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Come si è composto il risultato del primo semestre

Tecnologia ancora protagonista, ma con un importante contributo energetico

Ancora una volta è stata la tecnologia a guidare i mercati, anche se con un importante contributo da parte del settore energetico. Ma è ciò che è avvenuto all'interno della tecnologia che segna il distacco tra il 2026 e gli anni precedenti.

Il grande spostamento: dall'AI ai chip per i data center

In questi mesi si è assistito a un drastico spostamento di interesse degli investitori dall'AI in sé alla componente hardware centrale per i data center: i chip. La prossima stagione delle trimestrali sarà oggetto di forte scrutinio da parte degli investitori, sempre più preoccupati per un trend di investimenti da parte degli hyper scaler che sta risucchiando liquidità, frenando i buyback e per il quale vi sono dubbi crescenti sui ritorni.

Trimestrali: al via il 13 luglio, AI protagonista

Il 13 luglio prenderà avvio la stagione delle trimestrali. Il consensus è per una crescita anno su anno del +22%. Di nuovo la parte del leone la faranno le società dell'AI, con un contributo di circa il 60% alla crescita degli utili per azione dell'S&P da sole. Micron e Nvidia dovrebbero pesare per più del 40% di questa crescita.

Iran: le posizioni si allontanano, rischio pedaggio a Hormuz

La resilienza del mercato azionario globale alla crisi in Iran sembra sempre più accompagnarsi a un eccesso di ottimismo sull'esito del conflitto. Le posizioni tra Iran e Stati Uniti appaiono sempre più lontane. Gli sviluppi recenti sono negativi: attacchi di droni iraniani, minacce americane e, in base a quanto riportato dal New York Times, un rischio ormai concreto di pedaggio a Hormuz imposto da Iran e Oman. Di fronte a tanta incertezza, il prezzo del petrolio è destinato a restare volatile, e con esso i tassi di interesse e i tassi di cambio.

Banche centrali: BCE attendista, Fed verso altri rialzi

Inflazione eurozona scende al 2,8%: BCE può aspettare

Il dato di inflazione nell'Unione Europea di questa settimana è sceso più delle attese, passando dal 3,2% al 2,8%. Questo sviluppo concede alla BCE il lusso di poter mantenere un atteggiamento attendista nel prossimo meeting di luglio, dopo la recente decisione di alzare il costo del denaro. Il mercato ha smesso di scontare appieno un altro rialzo entro la fine dell'anno e l'euro ne ha risentito.

Fed: mercato prezza ancora più di un rialzo entro fine anno

In America le previsioni sulla politica monetaria della Fed si sono spostate solo marginalmente. Per luglio il mercato si attende una Fed ferma con una probabilità di 3 su 4. A settembre gli investitori vedono una possibilità su 2 che la Fed rialzi i tassi. Per la fine dell'anno l'attesa resta per più di un rialzo. Il prossimo job report sarà un importantissimo test per l'azione della Fed.

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