Ritorna la guerra nel Golfo: petrolio sopra 80$
Tre navi colpite a Hormuz: USA lanciano raid sull'Iran, Brent sfonda 80$. Bond europei sotto pressione. Semiconduttori -16% dai massimi. Linux vende azioni per 28 miliardi.

Ritorna la guerra nel Golfo: raid USA sull'Iran
La notizia di tre navi in transito nello Stretto di Hormuz colpite da proiettili ha portato prima gli Stati Uniti a imporre l'embargo sul petrolio iraniano e poi a lanciare pesanti raid sull'Iran. Teheran ha reagito attaccando le basi USA in Kuwait e Bahrein.
Crollano le probabilità di normalizzazione a Hormuz
Più volte si era detto che il mercato stava peccando di eccesso di ottimismo nella sua accettazione della fine del conflitto e della conseguente normalizzazione del traffico a Hormuz. I recenti accadimenti dimostrano che i timori erano fondati. Per il mercato è crollata la probabilità di una normalizzazione del traffico a Hormuz entro la fine dell'anno: da 3 su 4 a 1 su 4.
Petrolio: il Brent sfonda gli 80 dollari
Il Brent era tornato sul livello pre-conflitto, attestandosi intorno ai 72 dollari. Il riaccendersi delle tensioni ha portato a una brusca salita, con il greggio che ha sfondato il tetto degli 80 dollari. Anche questa volta la reazione dell'oro è stata in discesa e non in salita, venendo meno per l'ennesima volta al suo ruolo di protezione nelle fasi di incertezza. E ciò a dispetto del fatto che la prima reazione del dollaro sia stata una svalutazione e non un apprezzamento.
Bond sotto pressione: tassi in rialzo dall'America all'Eurozona
Aspettative di rialzo tassi in aumento, Treasury e periferici europei in sofferenza
Ciò che ha reagito subito e come ci si poteva attendere sono state le aspettative sui tassi. Dall'America all'Eurozona il mercato è tornato ad apprezzare una maggiore intensità di azione restrittiva delle banche centrali. Ne hanno fatto le spese il Treasury, che ha subito anche la spinta negativa della pubblicazione delle minute dell'ultimo FOMC, e gli stessi periferici europei.
La Francia sotto osservazione
Il vero osservato speciale è stato il governativo della Francia, ex paese core. Dopo l'allarme dell'OCSE sul debito pubblico e la conferma che la leader del partito di estrema destra Marine Le Pen parteciperà alla prossima competizione per la presidenza.
Tecnologia: rotazione in atto, semiconduttori -16% dai massimi
I Magnifici Sette recuperano terreno, i semiconduttori no
L'altro grande tema che da settimane condiziona in modo altalenante le sorti del mercato è quello della tecnologia, con al centro sempre il tema della sostenibilità dell'AI e del conseguente collo di bottiglia dei chip. Nelle ultime sedute si è iniziata a notare una forte rotazione: i Magnifici Sette erano stati messi da parte nel passaggio dai player delle API ai fornitori di chip. Per i Magnifici Sette si era arrivati a perdere oltre il 14% dal massimo assoluto, ma stanno adesso riguadagnando terreno. Il settore dei semiconduttori continua invece la sua flessione, arrivata al -16% dal massimo assoluto.
Di pari passo si è mosso anche l'indice dei titoli tecnologici che bruciano capitale. Il trash rally IT ha smesso di dominare quello del Nasdaq, in attesa della partenza della stagione delle trimestrali in America.
Linux vende azioni per 28 miliardi
Un nuovo test importante sull'interesse degli investitori per la tecnologia è l'annuncio di lunedì di Linux di vendita di azioni in America per 28 miliardi
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