Le due facce del mercato: azionario su, bond sotto pressione
Azionario in rally: semiconduttori e AI spingono i mercati, 70% S&P sopra media mobile. Bond sotto pressione, petrolio su da 6 sedute. Fed ferma a settembre.

Azionario: rally più solido, partecipazione allargata
AI e semiconduttori guidano ancora
La prospettiva di una Fed più attendista a settembre ha ridato ossigeno al settore tecnologico e ha contribuito a spingere l'S&P su nuovi massimi. In Asia, SK Hynix e Samsung hanno beneficiato della corsa agli investimenti in AI, portando la Corea in bull market in sole 10 sedute. In Cina la neo-debuttante CXMT, diventata in poche sedute leader per capitalizzazione di mercato, ha confermato quanto gli investitori stiano premiando la filiera dei chip.
Il 70% dei titoli S&P sopra la media mobile: il rally si allarga
Non è più soltanto la corsa di pochi titoli. Dopo un rally nato con un respiro molto ristretto, oggi il 70% dei titoli dell'S&P quota sopra la media mobile a 200 giorni. La partecipazione al rialzo si è ampliata e il mercato appare più solido rispetto alle fasi iniziali del movimento al rialzo.
Obbligazionario: debito, inflazione e banche centrali sotto stress
La parte lunga delle curve paga il prezzo più alto
I governi devono rifinanziare debiti enormi, l'inflazione resta sopra target e le banche centrali si muovono in un territorio pieno di incertezze. La parte lunga delle curve è quella che paga il prezzo più alto: rendimenti in salita, aste più costose e investitori che chiedono una remunerazione crescente per assorbire nuovo debito.
Il debito: problema finanziario e politico
I rendimenti elevati pesano sui mutui, compromettendo l'agenda di affidabilità che ha portato alla rielezione di Trump. Ma pesano soprattutto sul costo del debito federale: la spesa per interessi degli Stati Uniti è ormai una delle voci più rilevanti del bilancio pubblico. Senza più il sostegno del Quantitative Easing, il mercato chiede un premio più alto per comprare scadenze lunghe.
Giappone: yen sotto pressione, sfiducia sulla politica fiscale
La tensione fiscale non riguarda solo Washington. In Giappone lo yen continua a indebolirsi, nonostante un differenziale tassi meno sfavorevole. Il mercato guarda con scetticismo alla sostenibilità della politica fiscale e chiede alla Bank of Japan segnali più chiari. Le aspettative di un rialzo dei tassi a settembre sono salite, ma contemporaneamente aumentano i rendimenti dei JGB e lo yen resta sotto pressione.
Fed: inflazione in discesa ma percorso non lineare
Il dato chiave della settimana è stata l'inflazione americana: headline e core in discesa grazie anche al temporaneo rientro dell'energia, ma con una dinamica dei prezzi ancora superiore a quella dei salari. Per la Fed è un equilibrio delicato: da un lato l'inflazione resta troppo alta, dall'altro il mercato del lavoro mostra segnali di indebolimento. Il mercato sconta con maggiore convinzione una Fed ferma a settembre. Il problema è che il percorso non è lineare: petrolio, tensioni USA-Iran, dazi e volatilità della benzina possono rapidamente riaccendere le pressioni sui prezzi.
Geopolitica: petrolio su da 6 sedute, autunno caldo in vista
Sullo sfondo, la geopolitica continua a fare da moltiplicatore di rischio. L'attacco degli Houthi a una nave egiziana nel Mar Rosso, un nuovo test nucleare della Corea del Nord, le tensioni tra Taiwan e Cina e l'intensificarsi del conflitto russo-ucraino hanno garantito al petrolio 6 sedute consecutive di rialzo: non accadeva dal momento più caldo del conflitto Iran-USA di aprile. Trump ha rassicurato la stampa che l'America detiene il pieno controllo di Hormuz, ma resta attiva la cinghia di trasmissione energia-inflazione proprio mentre le banche centrali cercano di guadagnare tempo.
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