Economia resiliente, rischi crescenti: il crack spread avvisa

Il FMI vede crescita globale al 3%. Il crack spread supera i 64$, nuovo massimo. Hormuz aperto per gli USA, chiuso per l'Iran. Warsh al Congresso: attesa sul nuovo presidente Fed.

Autore: Donatella Principe, Macro Research Team
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Il FMI: ciclo globale resiliente, effetti asimmetrici tra paesi

Il World Economic Outlook appena pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale parla di un ciclo economico globale ancora resiliente, con solo una lieve riduzione delle attese di crescita per quest'anno, compensata da una contenuta revisione al rialzo di quelle per il prossimo. La crescita globale dovrebbe attestarsi al 3%, salendo al 3,4% nel 2027. Per il Fondo Monetario la forza negativa del conflitto in Iran risulta bilanciata da quella positiva del ciclo tecnologico, ampiamente connesso con l'ecosistema dell'AI. Non solo queste due forze spingono il ciclo globale in due opposte direzioni, ma producono effetti asimmetrici a seconda del modo nel quale si presentano nei vari paesi.

Lo Stretto di Hormuz di Schrödinger

Il tema del conflitto USA-Iran resta centrale nel dibattito economico e sui mercati finanziari. Lo Stretto di Hormuz è sempre più quello di Schrödinger: contemporaneamente aperto per l'America e chiuso per l'Iran. Teheran ha esplicitamente ammesso che lo Stretto di Hormuz per l'Iran è più importante del programma nucleare. È ormai chiaro che quello che è stato firmato il 17 giugno non fosse un memorandum of understanding, ma di misunderstanding, con le posizioni delle due controparti troppo lontane.

La reazione dei mercati di fronte alla ripresa sia della guerra verbale che di quella militare è stata per adesso negativa, ma non da panico.

Il vero segnale da monitorare: il crack spread

Il petrolio in risalita, ma lontano dai massimi

Il prezzo del petrolio è risalito, ma siamo su livelli molto lontani dai massimi post attacco di febbraio. Il petrolio, pur in risalita, resta del 30% più basso del massimo di questa primavera.

Il crack spread supera i 64 dollari: nuovo massimo

L'elemento sul quale richiamare l'attenzione va oltre il semplice prezzo del petrolio e riguarda il crack spread, la differenza tra il petrolio greggio e quello raffinato. Dopo il primo attacco USA-Iran, il crack spread era salito da 33 dollari fino alla soglia di 60 dollari, senza però mai superarla. Oggi viaggia sopra i 64 dollari. Questo è uno degli elementi più rilevanti da monitorare sul fronte del petrolio per le possibili ripercussioni sulle dinamiche globali dell'inflazione.

Banche centrali: distonia tra dati e aspettative

I dati macroeconomici non riescono a tenere il passo con gli eventi di cronaca bellica. Ciò contribuisce a spiegare la distonia tra le attese sui dati di inflazione in America questa settimana, al ribasso, e le aspettative degli investitori sui tassi della Fed, al rialzo. Ancora più forte la reazione per la BCE, vista anche la dipendenza energetica del Vecchio Continente.

Warsh al Congresso: momento centrale per capire la Fed

Ulteriore volatilità sulle prospettive della politica monetaria potrebbe venire questa settimana dalla prima edizione al Congresso di Warsh come presidente della Fed. In assenza di forward guidance e con Warsh che non ha votato neanche per i dots, questa edizione potrebbe essere un momento centrale per comprendere l'orientamento del nuovo presidente della Fed.

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