Intermonte e Banca Generali mettono un ponte tra risparmio e imprese

Presentato oggi l'ETF che investe su un indice composto da cento società quotate attive nei settori più rappresentativi dell'economia italiana. Banca Generali si impegna subito con 100 milioni di euro

Autore: Marino Masotti
Facciata principale della Borsa Italiana a Milano, Piazza Affari.

Photo by michelangelop/Getty Images

L'indice delle piccole quotate

Cento, numero tondo e quindi un po’ magico, è anche il numero di riferimento dell’indice Intermonte Valore Italia presentato oggi alla Borsa di Milano nel corso dell’evento PMI2CHANCE organizzato da Banca Generali. 
Cento sono infatti le società quotate non finanziarie selezionate da Intermonte tra quelle con una capitalizzazione inferiore al miliardo di euro, flottante minimo del 30%, debito non esasperato e presenza di almeno un consigliere indipendente. La base di partenza erano le 286 società sotto il miliardo di euro presenti sul listino italiano, il punto di arrivo vale 22 miliardi di euro di capitalizzazione e dieci miliardi di flottante. 

WITA

Le cento società sono il bacino di riferimento per l’ETF a gestione attiva e PIR compliant (fiscalmente vantaggioso) identificato dal ticker WITA, codice Isin IE000EDOZV89. Lo strumento emesso da Investlinx e con un TER di 0,85% l’anno, “è stato pensato per creare un ponte tra il risparmio e il mondo delle imprese”, si legge nel comunicato. La strategia di investimento punta su un particolare tipo di imprese, le piccole e sofisticate, quelle che più delle grandi raccontano l’Italia di oggi.
A fronte di un Ftse Mib con il 59% della capitalizzazione concentrata su finanza e utility, le cento società dell’indice Intermonte Valore Italia si qualificano con oltre tre quarti della capitalizzazione suddivisa tra industria, salute, beni discrezionali e tecnologia.

Lo squilibrio tra grande e piccolo

Nel suo intervento, il CEO di Banca Genrrali Gian Maria Mossa ha spiegato che l’iniziativa nasce da uno squilibrio strutturale del mercato italiano: le società quotate con capitalizzazione sotto il miliardo rappresentano l'80% del numero totale delle quotate in Borsa, ma solo il 3% del valore complessivo. Secondo i dati di Banca d'Italia, a fine 2025 il valore delle imprese non quotate si attestava a circa 1.800 miliardi di euro contro i 1.200 miliardi delle quotate. La proporzione (40%) colloca l'Italia in una posizione opposta rispetto a Germania (70%), Francia (65%) e Spagna (57%): in questi paesi le società quotate valgono più di quelle non quotate.

Ricchezza, risparmio e investimenti

A fronte di una ricchezza lorda delle famiglie italiane pari a 13.300 miliardi, ci sono 6.500 miliardi di ricchezza finanziaria: le azioni di società quotate sono solo lo 0,2%. Il risparmio degli italiani arriva poco in borsa e pochissimo sulle piccole società, un problema per il sistema Italia di cui ha parlato nel suo intervento il sottosegretario all'Economia Federico Freni.
L’iniziativa congiunta Banca Generali-Intermonte a sostegno della parte più distintiva della struttura aziendale nazionale, cade nel giorno dell’entrata in vigore delle nuove regole sulla destinazione del TFR, un altro elemento potenzialmente in grado di spingere il risparmio degli italiani verso gli investimenti.

Banca Generali si impegna a supportare il lancio dello strumento con una raccolta iniziale di 100 milioni di euro nei primi mesi, con una crescita graduale dell’esposizione fino a raggiungere 500 milioni di euro nel medio termine. L’impegno dovrebbe contribuire a generare nuovi flussi d’investimento pari a 1-2 milioni di euro al giorno, rappresentando oltre il 5% del flottante dell’indice.

"Un regalo all'Italia"

Così lo ha definito nel suo intervento Giovanni Tamburi. Il presidente della Tamburi Investments Partners ha segnalato che c’è bisogno di interventi di questo tipo, perché, in termini di liquidità, si sta esaurendo il contributo dei fondi di private equity (“hanno un invenduto da 4000 miliardi”). Non solo, l’iniziativa mette in luce la scandalosa sottovalutazione delle mid small cap italiane, un elemento segnalato nel suo intervento anche da Guglielmo Manetti, il CEO di Intermonte: “Trattano al 50% di sconto sulle large sopra il miliardo di capitalizzazione”. Questo sconto esiste anche in altri paesi, ma in maniera meno esagerata, in Spagna è del 10%, in Germania del 28%.
Avvicinare le valutazioni tra il grande e il piccolo dovrebbe portare anche sempre più aziende verso la borsa, obiettivo che negli ultimi due anni è stato pochissimo preso in considerazione dalle aziende private. Ci troviamo così in quella che Manetti ha definito una situazione anomala: “large caps della borsa italiana sui massimi e IPO ai minimi”.



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