La BCE verso un aumento dei tassi

Le pressioni sui prezzi scatenate dalla guerra, a causa del rally dei prezzi del petrolio, hanno fatto balzare l'inflazione nell'Eurozona al 3,2% a maggio

Autore: Redazione
Bandiere Unione Europea fuori dal Parlamento di Strasburgo, Francia.

Photo by MASSIMO SCARSELLETTA/Getty Images

E' ormai considerato quasi certo che giovedì 11 giugno la Banca centrale europea alzerà i tassi di interesse dello 0,25%, portandoli al 2,25%.

Secondo quanto emerge da un sondaggio di Bloomberg tra esperti del settore, la previsione è che la Bce li aumenterà due volte quest'anno, con la prima mossa che arriverà appunto questa settimana. Secondo le opinioni raccolte, la Banca centrale successivamente opterà per un ulteriore rialzo dello 0,25%, probabilmente a settembre, portando così il tasso sui depositi al 2,5%.

Effetto guerra in Medio Oriente

Una scelta dettata dagli effetti del conflitto in Medio Oriente. Le pressioni sui prezzi scatenate dalla guerra, a causa del rally dei prezzi del petrolio, hanno fatto balzare l'inflazione nell'Eurozona al 3,2% a maggio, al massimo dal settembre 2023. Inoltre, si tratta del terzo mese consecutivo in cui la crescita dei prezzi ha superato l'obiettivo a medio termine del 2%. Solo l'energia è costata il 10,9% in più rispetto a un anno fa, in leggero aumento rispetto al 10,8% di aprile. Dunque, non ci sarebbe da stupirsi se la Bce volesse correre ai ripari.

I 'falchi' all'interno del Comitato direttivo, tra cui il capo economista della Bce Philip Lane e il membro del comitato esecutivo Isabel Schnabel, hanno preparato nelle ultime settimane il terreno per il probabile aumento dei tassi d'interesse, usando come motivazione proprio gli alti prezzi del petrolio che stanno alimentando l'inflazione.

Nuove stime BCE

Giovedì, inoltre, verranno aggiornate le stime sull'inflazione: gli economisti ritengono che la Bce le vedrà al rialzo per il 2026 (al 3,5%) e il 2027. Saranno invece limate al ribasso quelle della crescita del Pil dell'eurozona, che si limiterà a un +0,6%.

Infine, c’è molta attesa per le parole della presidente Christine Lagarde, da cui si cercherà di capire come intende muoversi in futuro Francoforte. La banchiera, in ogni caso, dovrebbe confidare nel fatto che al momento non vi siano rischi di stagflazione, ovvero di alta inflazione e crescita zero o recessione.


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