Inflazione sparita in Francia, borse europee in rialzo

L’inflazione rallenta in Italia e Francia: dati preliminari di giugno in moderazione, con l’Italia in lieve calo e la Francia in correzione più marcata. Attesi nel pomeriggio i numeri tedeschi.

Autore: Niccolò Tirani
Vista aerea della terra con focus sull'Europa illuminata

Photo by DrPixel/Getty Images

Le borse europee salgono, a Milano il Ftse Mib guadagna lo 0,5%.
A trainare l'indice ci sono Saipem, +3,3%, STM +2,2%, Unipol +2% e Avio+1,9%. In calo Inwit -2%, Ferrari -1,3%, Brunello Cucinelli e DiaSorin -1,2%.

L’Euro Stoxx 50 e lo Stoxx 600 hanno un andamento molto simile, in rialzo dello 0,8%. Gli acquisti sono concentrati nei settori delle risorse di base, nei servizi industriali e nei tech, tutti in rialzo di oltre l’1%.
Anglo American e Antofagasta avanzano del 2,5%. Tra i tech ASML e Infineon sono in rialzo del 3%. Siemens Energy e Schneider Electric sono in rialzo rispettivamente del 4,5% e del 2,5%.

Le vendite appesantiscono i settori del lusso e dei consumi discrezionali con Kering in calo del 5%, LVMH e Burberry del 2,5%. Hermes arretra dell’1,5%.

CAC 40 di Parigi +0,2%. DAX di Francoforte +0,9%.

Inflazione

Italia. I dati preliminari sull’inflazione mostrano un quadro coerente con le attese del mercato

Il CPI armonizzato UE su base mensile è risultato in aumento dello 0,1% a fronte di una previsione pari a +0,2% e di un dato precedente di +0,3%. Su base annua i prezz al consumo salgono del 3,1% leggermente sotto previsioni e il dato precedente a +3,2%.

Francia. Il CPI armonizzato UE su base mensile è diminuito di -0,3%, a fronte di una previsione pari a 0,0% e di un dato precedente dello 0,1%. Su base annua si è attestato al 2,0%, in rallentamento rispetto alle previsioni del 2,3% e il precedente pari al 2,8%.

Nel pomeriggio sono attesi i dati preliminari di giugno sull’inflazione in Germania: il consensus si +2,6% anno su anno, stessa variazione di maggio.

Qui Sintra

I funzionari della Banca centrale europea ribadiscono che lo shock inflazionistico causato dalla guerra in Iran non può ancora essere considerato superato, anche se le ostilità sono in gran parte cessate.
Il capo economista Philip Lane e il governatore olandese Olaf Sleijpen, intervenuti al simposio annuale in Portogallo, si sono astenuti per ora dal chiedere un ulteriore aumento dei tassi di interesse, pur segnalando una maggiore vigilanza sui prezzi al consumo. "Quello che dobbiamo osservare è come i quattro mesi di aumenti dei costi energetici si ripercuotano sull’inflazione dei generi alimentari e su quella dei servizi", ha dichiarato Lane a Bloomberg Television.
Ieri la presidente Christine Lagarde ha rassicurato sul fatto che l’economia dell’eurozona sta dimostrando una maggiore resilienza agli shock, compreso l'impatto energetico della guerra.

Stretto di Hormuz

In vista dell’incontro di oggi a Doha in cui Stati Uniti e Iran cercheranno un accordo definitivo circa le sorti dello Stretto di Hormuz, il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi ha dichiarato che Teheran vuole definire un accordo con l’Oman per supervisionare le navi in transito attraverso lo Stretto di Hormuz.
L’Oman è alleato degli Stati Uniti ma mantiene stretti rapporti con l’Iran, il paese è sotto pressione da parte di Washington e di altre potenze mondiali affinché non accetti alcun sistema di pedaggi o tariffe con Teheran. Ieri il sultano Haitham bin Tariq, ha concordato con il presidente Emmanuel Macron sulla necessità di “garantire la libertà di navigazione senza condizioni o restrizioni”.

Il traffico attraverso la via d'acqua è aumentato per la prima volta dopo i recenti attacchi dell'Iran alle navi in transito. Un numero crescente di armatori ha ripreso a inviare petroliere nel Golfo Persico. Secondo i dati di Kpler, lunedì circa 24 navi mercantili, tra cui petroliere, metaniere (LNG) e navi portarinfuse, hanno attraversato lo stretto in entrambe le direzioni.

Il Petrolio Brent è in calo dello 0,4% poco sotto i 73 dollari al barile. Il WTI vede un simile andamento attestandosi intorno ai 70,5 dollari.

Altre macrovariabili

Obbligazionario: Il rendimento del BTP decennale è al 3,55%, -2 punti base. Il Bund tedesco al 2,84%. Spread in calo a 72 punti.

Euro in calo sul dollaro. Il cambio torna sotto l’1,14, -0,25%.

Oro poco mosso a 4.020 dollari l’oncia.

Bitcoin -1,6% a 59.200 dollari. Sui minimi da ottobre 2024. In giugno ha perso quasi il 20% del suo valore.



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