Wall Street migliora grazie ai dati macro, Europa in affanno

La Borsa Usa recupera le perdite grazie ai segnali di solidità economica, uniti all’allentamento delle pressioni sui prezzi. Warsh: "I rischi inflazionistici sono diminuiti” 

Autore: Niccolò Tirani
Iconica statua del toro simbolo di Wall Street vista dal davanti, su base in bronzo

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Wall Street

La Borsa Usa recupera le perdite dell’aperura grazie ai segnali di solidità economica e all’allentamento delle pressioni sui prezzi. S&P 500 +0,2%, Nasdaq -0,3%.

Sul fronte geopolitico, proseguono i colloqui indiretti fra Usa e Iran, che ancora non hanno dato esiti concreti. La questione principale rimane quella del controllo dello Stretto dio Hormuz, a cui l'Iran sembra non voler rinunciare. 

Il Presidente della Federal Reserve Kevin Warsh è intervenuto al forum economico annuale della Banca Centrale Europea a Sintra, in Portogallo. “Le aspettative di inflazione nelle prime quattro settimane di questo periodo sono diminuite, i rischi inflazionistici sono diminuiti”, queste le parole di Warsh che ha comunque ribadito che non fornirà alcun tipo di “forward guidance” sui tassi di interesse.

Gli investitori continuano a prezzare almeno un rialzo da 25 punti base entro dicembre e metà dei funzionari del board proiettano un aumento entro fine anno.

Macro Usa

Le richieste settimanali di mutui MBA sono rimaste stabili (0,0%) dopo il precedente +1,0%.

L’ADP Employment Change ha mostrato un incremento di 98mila, in rallentamento rispetto ai 122mila del mese precedente, e sotto le stime di 120mila.

Il PMI Manifatturiero S&P Global finale di giugno si è attestato a 53,9 punti, in calo rispetto al preliminare e alle attese di 55,7 punti, ma in espansione per il tredicesimo mese consecutivo.

L’ISM Manifatturiero di giugno è sceso a 53,3, dai 54 precedenti, sotto le attese di 53,9. Sesto mese consecutivo in espansione.

Le componenti dell’ISM mostrano un quadro misto: le pressioni sui costi rallentano bruscamente (prezzi pagati a 73, ‑9,1 punti), grazie anche alla flessione del petrolio dopo l’intesa USA‑Iran, ma il sottoindice resta comunque elevato per via di acciaio, alluminio, tariffe e beni importati. I nuovi ordini si moderano pur restando solidi, mentre la produzione scende ai minimi da sei mesi. L’espansione coinvolge 14 industrie, sostenuta da investimenti in capitale, AI e spesa per la difesa, con aziende che accumulano scorte per proteggersi da tensioni geopolitiche e supply chain fragili. Il sentiment resta debole: solo il 34% dei commenti è positivo, segnalando un settore in crescita ma ancora esposto a rischi sui costi e sulla domanda.

Titoli sotto la lente a Wall Street

Alcoa -10%. La società ha annunciato un accordo definitivo per acquisire alcuni asset di South32, società mineraria e metallurgica. 

Constellation Brands +1%. L’azienda produttrice di alcolici ha pubblicato risultati del primo trimestre migliori delle attese. 

Kroger -1,5%. Ha annunciato l’acquisizione di Giant Eagle, catena attiva nel food e nella farmacia, per 1,65 miliardi di dollari.

Memory: Sandisk -10%, Micron Technology -8% I titoli dei produttori di memoria sono in calo. Entrambi avevano più che triplicato nel secondo trimestre. 

Nike +4%. La società ha riportato un calo delle vendite del 12% in Cina.

Software - Salesforce +5%, ServiceNow +7%. Guggenheim ha alzato entrambe a buy.

Shutterstock -28,5% dopo che Getty Images ha annullato la proposta di fusione.

Europa

Euro Stoxx 50 -0,7%. Scendono i tech, ASML e Infineon perdono oltre il 4%. Sale Rheinmetall, +5,5% in sintonia con il settore della difesa.

L’Euro Stoxx 600 perde lo 0,3%. Tra i migliori comparti figura l’Automotive +1%: Renault +5,5%, Aumovio +4%. In calo Utilities ed Energetici, -1,5%.

Ftse Mib di Milano -0,15%. Stm, Saipem, Prysmian ed Eni arretrano tra il 2% e il 3,5%. In rialzo Nexi +6,4%, Leonardo +4% e Diasorin +3,9%.

CAC 40 di Parigi -0,8%, DAX di Francoforte +0,25%.

Macro Eurozona

Sul fronte dei prezzi, l’inflazione di giugno in Eurozona conferma un rallentamento più marcato del previsto. L’headline si attesta al 2,8% su base annua (da 3,2%, sotto il 3% atteso) e a -0,1% su base mensile (contro +0,1% precedente e atteso). Il dato core scende a 2,4% (da 2,6%, sotto il 2,5% di consensus). La discesa simultanea di headline e core riflette l’allentamento delle pressioni energetiche, favorito dal miglioramento del contesto geopolitico in Medio Oriente.

I PMI manifatturieri S&P Global di giugno mostrano un quadro disomogeneo nelle principali economie dell’area euro. Francia e Germania migliorano rispettivamente a 51,2 (da 50,7) e 50,3 (da 50), mentre Italia e Spagna rallentano: lo stivale scende a 52,2 (da 52,9, sotto le attese di 52,4), Madrid invece segna una contrazione a 49,7, sotto la soglia di espansione (da 51,2, sotto 51 di consensus).
Il dato complessivo dell’eurozona registra un lieve incremento a 51,4 (da 51,3).

Macrovariabili

Il petrolio Brent è in calo dell’2,3% sui 71 dollari al barile, il WTI dell’1,8% sui 68 dollari.

TTF di Amsterdam a €43,18/MWh (‑0,6%). Gli afflussi di GNL in Europa sono scesi del 20% a giugno, aggravando la ricostruzione di scorte in vista dell’inverno e aumentando la competizione con Asia ed Egitto. Il conflitto in Medio Oriente continua a bloccare circa un quinto dell’offerta globale di GNL, mantenendo il benchmark europeo oltre il 30% sopra i livelli pre‑guerra. I future con prima scadenza disponibile (attualmente agosto).

Obbligazionario: Il rendimento del Treasury decennale cala di 0,2 punti base al 4,46%, biennale al 4,14%, -2,5 punti base. Il BTP decennale è in rialzo di 3,8 punti base al 3,66%, Bund tedesco al 2,87%. Spread in aumento a 78 punti.

L’euro è in calo sul dollaro, -0,3%. Oggi il cambio è a 1,1386.

L’oro è in ripresa +2%, sui 4.090 dollari l’oncia.

Bitcoin +2% a 59.800 dollari.



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