Wall Street in ripresa ma i chip restano in stallo, a Milano crolla Saipem
Il petrolio Brent continua in calo, ora a 84 dollari, le pressioni sulla supply chain impattano sull'Oil&Gas: Saipem -9%. Continua il sell-off globale sui chip: SK Hynix -13%, Infineon -6%, Micron -8%

Wall Street
La borsa degli Stati Uniti recupera: S&P 500 +0,5%. Il Nasdaq segna un cauto rialzo dello 0,1% ma il mercato continua a sfiduciare i titoli dei semiconduttori, Nasdaq 100 -0,6%.
L'indice SOX dei semiconduttori registra l'ennesimo ribasso del mese, -3,5%. Da inizio anno, ha raddoppiato il suo valore, ma dall'inizio di luglio le perdite si attestano ad oltre il 20%, dimostrando un netto cambio del sentiment di mercato rispetto alla tenuta del settore.
Le ultime notizie su Nvidia hanno alimentato le paure fra gli investitori sui ritorni dei massicci investimenti sull'intelligenza artificiale. Il colosso Usa dei chip ha stanziato 750 miliardi di dollari per potenziare le infrastrutture necessarie al funzionamento della nuova tecnologia.
Petrolio e Medio Oriente
Sul fronte geopolitico, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato lunedì ad Axios che sono in corso colloqui "molto approfonditi" con l'Iran. "L'unica ragione per cui vogliono incontrarsi è che li abbiamo colpiti molto duramente", ha dichiarato. "Ci sono buone probabilità che qualcosa accada e, se accadrà, tanto meglio. Se invece non succederà, torneremo a fare quello che stavamo facendo."
Il petrolio resta debole e il gas europeo prolunga i ribassi sulla scia dei segnali di distensione tra USA e Iran e delle trattative su Hormuz, sebbene il Qatar abbia avvertito che non riuscirà a garantire le spedizioni di GNL verso l’Europa fino a fine settembre per problemi alle infrastrutture e al transito nel Golfo. Una criticità che mantiene pressione sulla supply chain energetica.
Il Brent è in calo del 4,5%, sugli 84 dollari il barile. Il WTI segna -4% e tratta sugli 79 dollari.
Gas TTF di Amsterdam -2,5% sotto i 56 euro il megawattora.
Dati macro negli Stati Uniti
Sul fronte macroecnomico, il dato sulle scorte all’ingrosso di giugno (preliminare) ha registrato un aumento del +0,3%, leggermente sotto le stime di +0,4% e dopo il +0,1% del mese precedente.
La fiducia dei consumatori del Conference Board di luglio si è attestata a 90,8 punti, peggio rispetto alle previsioni di 92,4 punti, e in calo anche rispetto ai 91,2 del mese precedente, segnalando un quadro di sentiment più debole.
Tassi FED
Domani si riunirà il FOMC della FED per prendere una decisione sui tassi. La maggioranza degli esperti prevede che i tassi rimarranno invariati, e un maggiore ottimismo si è diffuso anche grazie al recente calo dei prezzi del petrolio, grazie alla momentanea tregua in Medio Oriente.
I dati FEDWatch indicano un mercato che vede la FED ferma a luglio ma più propensa ad alzare i tassi a settembre.
Per la riunione di domani, la probabilità di mantenere l’attuale livello dei tassi è al 68,5%, mentre un rialzo di 25 punti base vale il 31,5%.
Per il 16 settembre 2026, lo scenario diventa più restrittivo: solo 21% di probabilità di stabilità, 57% per un aumento di 25 punti base e 22% per un rialzo più ampio, di 50pb. In totale, la componente “rialzo” arriva all’80%.
Titoli sotto la lente a Wall Street
Boeing +4,5%. Ha riportato una perdita netta di 428 milioni di dollari nel secondo trimestre 2026, inferiore ai -612 milioni registrati un anno fa. Le perdite core per azione sono state pari a 0,76 dollari dai -1,25 dollari del II trimestre 2025. I ricavi sono aumentati dell’8% a 24,56 miliardi. Il portafoglio ordini ha raggiunto il livello record di 715 miliardi di dollari e include ordini per 6200 aerei commerciali.
Cadence Design Systems +3%. La società di chip design ha riportato utili rettificati del secondo trimestre pari a 2,11 dollari per azione, superando la stima LSEG di 2,05 dollari. I ricavi, pari a 1,58 miliardi, sono stati in linea con le attese.
Coca-Cola +6%. La società di bevande ha superato le attese sugli utili e ha alzato la guidance per l’intero anno riportando utili rettificati per azione di 97 centesimi, sopra i 93 centesimi previsti dagli analisti interpellati da LSEG. Anche i ricavi, pari a 13,38 miliardi di dollari, hanno superato i 13,16 miliardi attesi.
Corning -15% dopo che il produttore di cavi in fibra ottica ha pubblicato i risultati del secondo trimestre e fornito una guidance per il terzo trimestre.
Hilton Worldwide Holdings -3,5%. La guidance per il trimestre in corso della società di hospitality ha deluso le attese. Il gruppo ha indicato una guidance di 2,28–2,34 dollari per azione nel terzo trimestre, sotto la stima FactSet di 2,43 dollari.
Johnson & Johnson +1,5%. Ha accettato di risolvere migliaia di cause legali che accusavano alcuni prodotti al talco di aver causato tumori ovarici. J&J pagherà complessivamente 5,5 miliardi di dollari per chiudere le controversie.
Magnifici 7: Microsoft +2%, Apple +0,8%, Meta +0,4%, Alphabet +2%, Amazon -0,1%, Nvidia +1%, Tesla -0,1%
Produttori chip - estendono il sell-off mentre le preoccupazioni sui progressi della Cina nel chipmaking avanzato pesano sul sentiment: Western Digital, Seagate e Micron -8%.
Rambus -6%, nonostante il produttore di chip per interfacce di memoria abbia riportato risultati superiori alle aspettative nel secondo trimestre registrando utili rettificati di 77 centesimi per azione su ricavi di 207 milioni. Gli analisti LSEG si aspettavano 72 centesimi per azione su ricavi di 198 milioni.
Sherwin-Williams: +8%. Ha riportato risultati del secondo trimestre superiori alle attese registrando utili rettificati di 3,70 dollari per azione su ricavi di 6,79 miliardi. Gli analisti di FactSet si aspettavano un utile di 3,52 dollari per azione su ricavi di 6,6 miliardi. La società ha inoltre alzato la guidance sugli utili dell’intero anno.
Borse europee
Le borse europee chiudono incerte: Euro Stoxx 50 -0,2%, Stoxx 600 +0,4%.
I consumi sono i comparti più forti: Unilever continua la sua salita su massimi da due anni e guida i rialzi, +8%. La Holding che controlla, tra le altre, Algida e Mentadent, ha pubblicato risultati che sorprendono per la forza dei volumi e delle vendite, trainati dai mercati emergenti.
Bene anche l'automotive, guidato da Porsche +4,9%, VolksWagen +4,5%, BMW +3,6%.
Misto il settore tech. I produttori di chip sono in calo con perdite dal 3% al 10%, reggono l'urto i titoli dei software.
Pesante il settore Oil&Gas che risente del calo del petrolio e della prolungata pressione sulle tratte commerciali in Medio Oriente. Saipem -9% e SubSea7 -6,3, Siemens Energy -7%. Il calo dei metalli preziosi porta KGHM Polska, Glencore e Hochschild Mining ad arretrare di circa il 3%.
Piazza Affari inverte la rotta e chiude la seduta in territorio negativo, l'indice Ftse Mib di Milano segna -1%.
Oltre a Saipem, che zavorra l'indice, in calo ci sono anche , Prysmian -4,3%, STM e Italgas -3%. In rialzo Amplifon +3% e DiaSorin, oltre il 5%, segue Campari +3% e Ferrari +2,9%.
CAC 40 di Parigi +0,4%, DAX di Francoforte -0,2%.
Macrovariabili
Obbligazioni: il rendimento del Treasury decennale scende di 6 punti base a 4,58%. Il rendimento BTP decennale scende di 4 punti base al 3,90%. Bund tedesco al 3,10%, spread a 80 punti.
Metalli preziosi: oro in calo dello 0,7%, sui 4.050 dollari l'oncia. L’argento scende dell'1,6%, sui 57 dollari l'oncia.
Euro in rialzo dello 0,3% sul dollaro, cambio a 1,140.
Bitcoin -1,6%, oscilla intorno ai 63.800 dollari.
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