Wall Street in rialzo, scende il dollaro dopo i dati sull'occupazione

Per diversi osservatori, i dati permetterebbero alla Fed di avere ulteriore margine per un approccio attendista. Il dollaro registra la maggiore flessione in due mesi, Dollar Index -0,7%

Autore: Niccolò Tirani
Inquadratura del Ponte di Brooklyn con la struttura sospesa e la città sullo sfondo.

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Wall Street viaggia in rialzo dopo i dati sul mercato del lavoro. S&P 500 +0,7%, Nasdaq +0,6%.

I dati sul lavoro di giugno, decisamente più deboli del previsto, hanno portato il mercato a ridimensionare le probabilità di ulteriori rialzi da parte della Federal Reserve.

Il report mostra una frenata marcata: le buste paga non agricole sono aumentate di 57mila unità, meno della metà del consensus a 113mila e in forte rallentamento rispetto alle 129mila di maggio. Il settore privato ha creato 49mila posti, contro attese a 107mila, mentre la manifattura è rimasta in linea a +3mila unità.

I salari medi orari sono cresciuti dello 0,3% su base mensile e del 3,5% annuale, confermando un quadro di pressioni salariali contenute.

Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2%, in un contesto di partecipazione in forte calo, mentre le richieste di sussidi si sono attestate a 215mila, leggermente sotto le attese.

Per diversi osservatori, il quadro complessivo indica un mercato del lavoro che procede a ritmo moderato, senza segnali che giustifichino un irrigidimento della politica monetaria nel breve termine. Il report è stato letto come favorevole a una Fed più paziente, con il presidente della banca centrale, Kevin Warsh, che ottiene ulteriore margine per mantenere un approccio attendista nei prossimi meeting.

“Vediamo ancora la possibilità che la Fed resti ferma per il resto dell’anno; tuttavia, ulteriori sorprese al rialzo sull’inflazione potrebbero convincere il comitato ad alzare i tassi prima piuttosto che dopo”, ha detto Kay Haigh di Goldman Sachs Asset Management.

Zach Griffiths, head of investment grade and macro-strategy di CreditSights, ha commentato: “I numeri di oggi sono coerenti con la nostra view secondo cui, sebbene la Fed difficilmente taglierà presto, anche i rialzi sono probabilmente inappropriati nel breve termine, forse per i prossimi 12 mesi”.

Medio Oriente

Donald Trump si è espresso positivamente sull’esito dei colloqui indiretti svoltisi ieri nella capitale qatariota tra i negoziatori USA, Jared Kushner e Steve Wittkoff, e i mediatori del Golfo (Pakistan e Qatar): "Hanno avuto incontri molto buoni, e vedremo". Ha poi proseguito riferendosi all’Iran: "Li abbiamo colpiti molto duramente per tre notti, come sapete, ma stiamo andando molto d’accordo".

Al centro dei negoziati restano alcuni dei dettagli, come il ripristino del traffico attraverso lo Stretto di Hormuz e le questioni nucleari.

Nel frattempo, le esportazioni di greggio dell’Arabia Saudita sono tornate su livelli vicini al periodo pre‑guerra dopo la ripresa dei carichi nel Golfo Persico, segnalando un recupero dell’offerta regionale in scia all’accordo provvisorio USA‑Iran.
Nei sei giorni fino a mercoledì il principale esportatore mondiale ha spedito 6,3 milioni di barili al giorno, in linea con la media del 2025 e pari a circa il 90% dei volumi di febbraio.

Il petrolio Brent è in calo dell’1,7% a 70 dollari al barile, il WTI segue un andamento simile a 67 dollari.

Altre Macrovariabili

Obbligazionario: Il rendimento del Treasury decennale è in calo di 2 punti base al 4,46%, biennale al 4,11%, in calo di 6 punti base.

L’euro è in forte rialzo sul dollaro, +0,7%. Oggi il cambio è a 1,1456. Il dollaro ha registrato la maggiore flessione in due mesi, con il Bloomberg Dollar Spot Index in calo dello 0,7%.

Oro +2,5%, sui 4.130 dollari l’oncia.

Bitcoin +3% a 61800 dollari. +5,5% nelle prime due sedute del secondo semestre.

Titoli sotto la lente a Wall Street

Magnifici sette - Alphabet -0,5%, Google ha perso la sua lunga battaglia legale con l’antitrust dell’Unione Europea, multa da 4,1 miliardi di euro. Nvidia -0,2%, Apple +1,5%, il colosso tecnologico è in trattative per acquistare chip da due produttori cinesi di semiconduttori inseriti nella blacklist del Pentagono, per attenuare l’impatto della carenza globale di memoria che ha costretto la società ad aumentare i prezzi lungo tutta la gamma dei suoi prodotti. Tesla +0,8%, Amazon +1%, Microsoft +0,5%, Meta -2%.

AeroVironment +6%. Ha ottenuto un contratto da 500 milioni di dollari con l’esercito statunitense. Il contratto riguarda lo sviluppo di capacità anti‑drone per le forze armate.

Bending Spoons -7%. Il titolo era balzato di quasi il 40% rispetto al livello dell’IPO nella seduta di ieri.

Crypto - Strategy +7%, Coinbase +6%. I titoli sono in rialzo mentre il prezzo del bitcoin ha superato i 61.000 dollari, avviandosi a un rally di due giorni pari al 4,5%.

Palantir +4%. D.A. Davidson ha portato le raccomandazioni a buy da neutral. Gli analisti della società hanno anche affermato di considerare la valutazione del titolo la più interessante da tempo. Le azioni si avviano a chiudere la settimana di scambi ridotta in rialzo di oltre il 15%.

Robinhood +8%. Il rally del bitcoin non è l’unico fattore a sostenere Robinhood. Gli analisti di Mizuho hanno alzato il target price del titolo a 130 dollari, affermando che Robinhood ha la possibilità di diventare l’“hyperscaler” del brokerage online, con la possibilità di ottenere una posizione dominante attraverso più Paesi invece che in un singolo mercato.



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