Wall Street in affanno, pesano l'inflazione e lo stallo in Iran

A maggio, l’inflazione Usa è accelerata al ritmo più veloce degli ultimi tre anni. Più della metà dell’aumento complessivo del CPI è dovuto ai maggiori costi energetici

Autore: Niccolò Tirani
Facciata del New York Stock Exchange con colonne e bandiere USA

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Wall Street è incerta nonostante abbia ridotto le perdite rispetto al premarket. L'S&P 500 scende dello 0,3%, il Nasdaq 100 dello 0,4%. 

Gli investitori sono preoccupati da due fattori. 

Inflazione USA

L’indice dei prezzi al consumo (CPI) su base mensile è aumentato dello 0,5%, in linea con le stime, dopo il +0,6% del mese precedente. Il Core CPI, che esclude energia e alimentari, su base mensile è salito dello 0,2%, in rallentamento rispetto al +0,4% precedente e leggermente sotto il consenso (+0,3%).

Su base annua, il CPI è aumentato del 4,2% dal 3,8% precedente, in linea con le attese. Il dato core si è attestato al 2,9%, in lieve aumento rispetto al 2,8% precedente e in linea con le stime.

Quella di maggio è l'accelerazione al ritmo più veloce degli ultimi tre anni, più della metà dell’aumento complessivo del CPI è dovuto ai maggiori costi energetici. Anche se il conflitto dovesse risolversi presto, gli economisti prevedono ulteriori rialzi dei prezzi, che potrebbero spingere i funzionari della Federal Reserve a valutare un aumento dei tassi quest’anno. 

Usa e Iran

Il presidente Donald Trump ha criticato l’Iran per non aver raggiunto rapidamente un accordo di pace con gli Stati Uniti, dopo una notte di attacchi che ha messo sotto pressione la fragile tregua di due mesi. "Hanno impiegato troppo tempo per negoziare un accordo che sarebbe stato ottimo per loro, ora dovranno pagarne il prezzo", ha scritto su Truth.

Non è chiaro se la dichiarazione del presidente implichi l’intenzione di interrompere il cessate il fuoco. Da settimane, Trump oscilla tra annunci sull'imminente fine della guerra e la minaccia di riprendere gli attacchi su larga scala.

Il Brent è in rialzo dell’1% e tratta sui 92 dollari al barile, il WTI sugli 89 dollari, +1,5%.

Macrovariabili

Oro -2,6% a 4.145 dollari l'oncia, sui minimi da fine marzo.

Obbligazionario in ripresa: Il rendimento del Treasury decennale è al 4,52%. Il biennale tratta al 4,11%

Euro in rialzo sul dollaro a 1,156. +0,16%.

Bitcoin -0,6% a 61.725 dollari.

Titoli sotto la lente a Wall Street

Magnifici SetteMicrosoft -1,3%, NVIDIA -1,3%, Tesla -1,2%, Alphabet -0,5%, Meta +0,1%, Amazon -0,8%, Apple -0,5%.

Cava +4,5%. La catena fast‑casual è stata promossa da UBS da hold a buy grazie alla sua “crescita convincente”.

Cracker Barrel +27%. Ha alzato la guidance su ricavi e EBITDA rettificato per l’intero anno. Nel terzo trimestre fiscale ha registrato 0,29 dollari per azione su 797,4 milioni di ricavi, superando nettamente le attese di una perdita di 0,48 dollari per azione e ricavi a 776,7 milioni.

Nike -1,8%. RBC ha declassato la società da outperform a sector perform, affermando che la crescita di Nike sia “più lenta e limitata del previsto”.

Semiconduttori. La seduta si preannuncia debole per chip e hardware legati all’AI. Vendite diffuse su Micron -3%, Western Digital -3%, Dell -0,2%, AMD -1,5%, Monolithic Power Systems -1,3%.

Super Micro Computer -14%, dopo l’annuncio di un aumento di capitale da 7 miliardi di dollari per finanziare l’acquisto di componenti hardware.



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