Wall Street ferma, guarda al CPI di mercoledì e attende sviluppi tra Iran e USA

Negoziati bloccati e blocco navale per erodere l'economia iraniana mentre il mercato guarda ai dati macro statunitensi. Il FED Watch vede le probabilità di rialzo dei tassi a settembre sotto il 50%

Autore: Niccolò Tirani
Strada principale di Wall Street con edifici storici e traffico urbano

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Gli indici future di Wall Street si trovano poco sotto la parità, dopo i massimi storici registrati la settimana scorsa. Il Nasdaq 100 segna -0,1%. L’S&P 500, che ha toccato un nuovo record storico nella seduta di mercoledì a 7.793 punti, ha ricevuto una revisione al rialzo del target da JPMorgan a 8.000 punti, la seconda in due mesi.

Sul fronte geopolitico, il petrolio di tipo Brent sale dell'1,5% e resta sopra gli 84 dollari il barile mentre Iran e Oman sembrano lontani da un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz.

I negoziati tra Iran e Stati Uniti sono fermi: Donald Trump ha definito la situazione “una partita a scacchi”, spiegando ad Axios che il blocco navale imposto dalla Casa Bianca mira ad aggravare le difficoltà finanziarie della Repubblica Islamica, alle prese con un’inflazione molto elevata. “Stiamo solo semi‑negoziando mentre osserviamo l’Iran”, ha detto, indicando che la pressione economica è al momento preferita a nuove operazioni militari.

Il dollaro risale dai minimi di due mesi con il Bloomberg Dollar Spot Index in rialzo dello 0,2%. Il cambio euro/dollaro si attesta 1,155, mentre scende l'oro dello 0,3% e tocca i 4.300 dollari l'oncia.

Il mercato attende i dati sull'indice dei prezzi al consumo, in uscita mercoledì nel primo pomeriggio. Secondo il Financial Times, se le prossime letture inflazionistiche dovessero risultare elevate, il presidente della Fed, Kevin Warsh, sarebbe pronto ad alzare i tassi. Al momento, le probabilità di un rialzo a settembre restano sotto il 46%, mentre il rendimento del Treasury decennale sale di 2 punti base al 4,66%.

Titoli sotto la lente a Wall Street

Magnificent 7

Movimento misto nel premarket: Alphabet e Meta guidano i rialzi, mentre Apple guida i ribassi dopo il downgrade di Jefferies a underperform e le indicazioni dalla supply chain secondo cui l’iPhone “all‑glass” sarebbe stato cancellato, aumentando la pressione sul gruppo in un contesto di costi della memoria in forte crescita. Microsoft resta l’unico altro titolo in lieve calo. Alphabet +1%, Tesla +0,2%, Meta +2%, Nvidia -0,2%, Amazon +0,2%, Apple -1,0%, Microsoft -0,1%.

National Energy Services Reunited +7%

I risultati del secondo trimestre sono stati migliori delle attese, trainati da livelli di attività più elevati. Ricavi +59% su base annua, utile netto +190%, EPS rettificato +110%, Ebitda rettificato +51%. La società ha parlato di “pronunciata espansione dei margini, redditività record e robusta generazione di cassa”, sottolineando di aver mantenuto operatività piena nonostante il conflitto nella regione.

Rocket Lab +2%

In vista dei risultati del secondo trimestre, attesi dopo la chiusura di oggi. Il titolo ha guadagnato circa il 60% nel periodo ma resta oltre il 40% sotto i massimi di fine maggio.

Berkshire Hathaway +0,5%

Secondo trimestre positivo con utili operativi in aumento del +16%, forte la divisione Manufacturing, Service & Retailing; più debole l’area assicurativa, con investment income in calo del 9%.

Intel -4%

La società ha depositato presso la SEC un filing che autorizza una futura vendita di azioni ordinarie. Intel non ha indicato il numero di titoli che potrebbe collocare, lasciando aperta la possibilità di una diluizione futura.

GameStop +3%

Secondo alcune indiscrezioni la società starebbe valutando di ritirare l’offerta da 56 miliardi di dollari per eBay, respinta a maggio dal gruppo che l’aveva definita “né credibile né attraente”.

Samsara -5%

Piper Sandler ha tagliato la raccomandazione a Neutral da Overweight. Il target price è stato fissato a 40 dollari, pari a un potenziale downside del 2,2% rispetto all’ultimo prezzo.

Verisk Analytics -6,5%

Un giudice del Delaware ha imposto alla società di procedere con l’acquisizione da 2,35 miliardi di dollari di AccuLynx, accordo che Verisk aveva annullato a dicembre per la mancata conclusione della revisione FTC.



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