L'inflazione c'è ma è tiepida, Wall Street in moderato rialzo

Il CPI in linea e forti trimestrali portano forti rialzi nell’AI infrastructure: SOX dei semiconduttori +3%. In Europa pesano le vendite nel lusso, a Milano Moncler -2,5% e Brunello Cucinelli -1,8%

Autore: Niccolò Tirani
Facciata del New York Stock Exchange con colonne e bandiere USA

Canva

La borsa degli Stati Uniti è in rialzo, con un passo più moderato rispetto all'avvio di seduta: l’S&P 500 avanza dello 0,2% e il Nasdaq dello 0,5%. I risultati migliori delle attese nelle società delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e il dato sull’inflazione in linea con le attese sostengono gli acquisti su azioni e Treasury.

Inflazione

L’inflazione USA di luglio ha mostrato una dinamica coerente con le attese.

L'indice dei prezzi al consumo di luglio è salito dello 0,1% su base mensile, in linea con il consensus e dopo il -0,4% di giugno, mentre su base annua l’indice è aumentato del 3,4%, leggermente sotto il 3,5% precedente.

Il Core CPI, il dato depurato dalle componenti volatili, ha registrato un incremento dello 0,2% su base mensile, come previsto e dopo un dato invariato, e un aumento del 2,5% su base annuale, in lieve rallentamento rispetto al +2,6% registrato il mese precedente.

Secondo il FED Watch, le probabilità implicite di un rialzo dei tassi a settembre, che prima della pubblicazione del dato si attestavano al 46%, sono scese al 36,1%, riflettendo una lettura che riduce la pressione su un’azione immediata della Federal Reserve.

Il report indica che l’impatto dello shock energetico legato alla guerra in Iran ha continuato ad attenuarsi a luglio, contribuendo a un quadro di pressioni sui prezzi più gestibile per la Federal Reserve.

Titoli sotto la lente a Wall Street

Super Micro Computer +15%

Il titolo avanza dopo una guidance molto superiore alle attese per il primo trimestre: utile rettificato previsto tra 1,01 e 1,10 dollari per azione, contro i 76 centesimi del consensus LSEG. La società ha inoltre indicato ricavi tra 14,5 e 15,5 miliardi, ben sopra gli 11,68 miliardi stimati, dopo aver superato le attese nel quarto trimestre.

CoreWeave +19%

Il margine operativo rettificato del secondo trimestre è salito al 5% (vs 2,7% atteso da FactSet). I ricavi sono aumentati del 112% su base annua a 2,58 miliardi, leggermente sopra le stime LSEG (2,56 miliardi).

Nebius Group +18%

Il titolo dell’infrastruttura AI avanza dopo risultati migliori delle attese su Ebitda, ricavi e margini lordi, secondo le stime FactSet

Software - Workday -2,5%  Salesforce -2,5%  Palantir -2%  ServiceNow -3%

I titoli software figurano tra i peggiori dell’S&P 500, penalizzati dalla rotazione verso i nomi dell’AI infrastructure.
Indice SOX dei semiconduttori +3%.

Europa

Le borse europee sono deboli nel finale: Euro Stoxx 50 e Stoxx 600 -0,3%.

Gli acquisti dello Stoxx 600 sono concentrati nel settore delle risorse di base, +0,7% con i titoli minerari che beneficiano del rialzo di oro e argento. Fresnillo e Hochschild Mining vicini al +4%.

Sale anche il settore energy +0,7%. Dopo l'inversione del petrolio la sovraperformance arriva dal segmento eolico, spinto dai risultati straordinari di Vestas Wind Systems. Il rally trascina l’intero sotto‑settore: Nordex +5,5% e Siemens Energy +4%, beneficiando del miglioramento dei margini nell’industria delle turbine.

Vendite concentrate nei consumi discrezionali, nel lusso e nel settore della grande distribuzione: Kering -4%, Burberry -4,5%, LVMH -3,5%, Dior -3,5%.

A Milano il Ftse Mib tratta poco sotto la parità. Prysmian guida i rialzi +3,5%, seguono Unipol +2% e Avio +1,5%.
Il lusso italiano fa eco al settore in Europa: Moncler -2% e Brunello Cucinelli -2,5%. Peggior titolo dell'indice DiaSorin -3,5% dopo il downgrade di UBS da neutral sell. Il broker ha anche abbassato il target price a 55 euro, da 66, indicando che le aspettative potrebbero aver superato la “realtà competitiva” del settore. Anche Stellantis in forte calo, -2,9%.

Il DAX di Francoforte cede lo 0,2% mentre il CAC 40 di Parigi, ricco di titoli legati ai consumi ed al lusso cede lo -0,5%.

Macrovariabili

Petrolio: Il Brent si muove in calo dello 0,1% a 88,7 dollari il barile, il WTI, -0,4% tratta sotto gli 83 dollari.
Il quadro sullo Stretto di Hormuz resta complesso: Pakistan e Qatar parlano di progressi nei colloqui tra Iran e Oman, mentre Washington mantiene una posizione rigida sul controllo della via d'acqua. Donald Trump sul tema si è espresso dicendo che gli Stati Uniti hanno “il controllo totale sullo Stretto di Hormuz”, rivendicando la piena autorità americana sul passaggio strategico e respingendo le condizioni poste da Teheran.

Metalli preziosi: l'oro accelera a 4.410 dollari l'oncia, +1,2%, l'argento sale del 2% a 66 dollari.

Si rafforzano i Treasury, con il rendimento del decennale in calo di 2 punti base a 4,66%, il biennale cala di 3 punti base al 4,18%. BTP decennale scende di 2 punti base, al 3,93%, quello del Bund al 3,15%. Spread a 78 punti. 

Euro: poco mosso sul dollaro, cambio a 1,154.

Bitcoin: inverte la rotta, -0,3% a 63.500 dollari.



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