Il petrolio supera i 100 dollari al barile e trascina in rosso le borse
Il greggio è in rialzo del 7,5% e il panorama geopolitico non sembra suggerire risoluzioni nel breve termine.
Milano chiude la seconda seduta peggiore dell'anno -2,8%. STM cede il -18%, Tesla il 14%

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Wall Street estende le perdite con il petrolio Brent oltre i 100 dollari il barile (+7,5%) ed il rischio di effetti inflazionistici. Indice S&P 500 -1%, Nasdaq -1,7%.
Le mega‑cap tecnologiche guidano i ribassi dopo trimestrali che hanno riacceso le preoccupazioni sulla sostenibilità della spesa nell'intelligenza artificiale. Dopo un avvio più resiliente, anche i titoli legati alla filiera AI sono in calo: Indice SOX dei semiconduttori -1,4%, solo Micron mantiene un rialzo interessante, sul +3%.
Tesla e Alphabet
Il titolo della società di Elon Musk è in calo del 14% dopo utili sotto le stime e indicazioni che gli investimenti nel business "fisico‑AI" richiederanno più tempo per generare ritorni. La spesa per AI e robotica ha inoltre oscurato un buon trimestre nell’automotive, mentre Elon Musk ha ribadito l’intenzione di "spendere in capex il più velocemente possibile". Il mercato teme che la corsa agli investimenti possa protrarsi più del previsto.
Alphabet arretra dell'8%. Il flusso di cassa della Holding di Google è scivolato in rosso per la prima volta dalla sua IPO nel 2004, complice l’esplosione di spese operative e investimenti. Il management ha rivisto al rialzo la spesa in conto capitale fino a 205 miliardi di dollari per il 2026, riaccendendo i timori sulla disciplina finanziaria nella corsa all’AI, mentre il cloud resta la parte più solida dei conti con ricavi del secondo trimestre in crescita dell’82% rispetto all’anno precedente.
Altri titoli sotto la lente a Wall Street
Magnifici 7: Tesla e Alphabet guidano i ribassi dopo trimestrali, il resto del gruppo segue in calo, -5,4%.
Eli Lilly +2%. Presenterà domanda di approvazione per un farmaco anti‑obesità di nuova generazione nel primo trimestre del 2027, dopo esiti positivi in due studi avanzati. In uno di questi, adulti con obesità e malattia cardiovascolare hanno perso 55,8 libbre, (circa 25kg) pari a una media del 22,6% del peso, in 80 settimane.
IBM +0,5%. Ha riportato utili e ricavi del secondo trimestre inferiori alle attese degli analisti. Ciò segue i risultati preliminari diffusi la scorsa settimana, che avevano innescato il più forte sell‑off nella storia del titolo IBM.
Lockheed Martin +10%. Risultati del secondo trimestre migliori delle attese. Ha registrato 7,94 dollari per azione su 20,06 miliardi di ricavi, contro le stime FactSet di 7,19 dollari su 19,34 miliardi. La società ha inoltre alzato l’outlook sugli utili dell’intero anno.
Rollins -10%. Risultati sotto le attese per la società di disinfestazione, con il segmento Residential particolarmente debole e margini penalizzati da una stagione di picco meno robusta del previsto, secondo JP Morgan.
Macro Usa e Tassi BCE
In USA le nuove richieste di disoccupazione della settimana al 18 luglio si sono attestate a 187 mila, contro attese a 210 mila unità e dopo le 209 mila precedenti (riviste da 208 mila).
I dati confermano un mercato del lavoro ancora resiliente con un livello di licenziamenti contenuto e inferiore alle attese, mentre il calo delle richieste continue suggerisce che la disoccupazione resta poco persistente. Nel complesso, la dinamica dei sussidi non segnala pressioni significative sul mercato.
La BCE ha lasciato i tassi invariati a luglio (deposito 2,25%, rifinanziamento principale 2,40%, marginale 2,65%) dopo il rialzo di giugno, rilevando che le prospettive dell’energia restano elevate e volatili e che l’impatto inflazionistico dello shock legato al conflitto in Medio Oriente non si è ancora dispiegato appieno. L’istituto ribadisce l’approccio data‑dependent e la necessità di monitorare intensità, durata ed effetti indiretti dello shock, senza pre‑impegnarsi su un percorso dei tassi. Secondo Bloomberg, la decisione non cambia una postura che resta hawkish: gli swap continuano a prezzare un rialzo a settembre e un altro entro fine anno, con la riunione di settembre vista come la finestra naturale per un eventuale nuovo intervento.
Borse Europee
Chiudono in territorio negativo: Euro Stoxx 50 -1,8% e Stoxx 600 -1,3%.
Pesanti i consumi nonostante il profilo difensivo: Lo Stoxx FoodBeverage&Tobacco ha segnato un calo del 4%, Nestlé -7,5%; i titoli del lusso sono appesantiti, Kering -5%. Moncler -9% dopo i dati e il taglio del target price di Jefferies da 60 a 53 euro.
Il comparto tech di nuovo in calo -2,8% e -6% dall’inizio di luglio. STM, -18%, guida il ribasso dopo aver comunicato la sua trimestrale: Barclays segnala una guidance nettamente sotto le attese, JPMorgan evidenzia una crescita trimestrale più debole della normale stagionalità, mentre Citi riconosce progressi sul fronte data center, ma avverte che aspettative e valutazione sono già molto elevate.
I rialzi sono concentrati sui titoli petroliferi, tra i pochi a beneficiare della corsa del petrolio: Equinor +5%, Repsol +3,8%, TotalEnergies +2,5%.
La Borsa di Milano chiude la seduta da peggiore della classe, l'indice Ftse Mib è in calo dell'2,8%. Oltre ai cali di STM e Moncler scendono anche Nexi, -5,5% e Unicredit -5%. In rialzo Eni +3,3%. Amplifon e Leonardo +1,5%.
CAC 40 di Parigi e DAX di Francoforte -1,9%.
Macrovariabili
Il WTI segna +6,5% e tratta vicino ai 93 dollari.
Gli Houthi hanno rivendicato il primo attacco a navi commerciali nello Stretto di Bab el-Mandeb. Sebbene non sia chiaro se le navi abbiano riportato danni, l’azione rischia di chiudere di fatto un altro snodo marittimo cruciale per l’energia.
Obbligazioni: il rendimento del Treasury decennale sale di 5 punti base a 4,71%, sui livelli di gennaio 2025. BTP 10 anni +7 punti base al 4,07%. Bund tedesco 3,21%, spread a 86 punti. Gilt decennale +9 punti base a 5,12%.
Metalli preziosi: oro in calo del 2%, sui 4.050 dollari l'oncia.
L’argento scende del 4%, sui 57 dollari l'oncia.
Euro in calo dello 0,4% sul dollaro, cambio a 1,370.
Bitcoin -1,6%, oscilla intorno ai 64.900 dollari.
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