Future USA in rialzo col traino dei tech, giù il petrolio

Con oggi si apre una settimana intensa, dominata dalla decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse, prevista mercoledì, e dalla pubblicazione dei risultati di alcune big tech, tra cui Apple

Autore: Gianluca Brigatti
Strada principale di Wall Street con edifici storici e traffico urbano

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I future azionari indicano un'apertura brillante per Wall Street, mentre un calo del 7% dei prezzi del petrolio ha portato un sollievo immediato ai mercati, preoccupati dall'inflazione. S&P 500 +0,9%, Nasdaq +1,4% grazie al rimbalzo dei tech.

Cruciale il contesto geopolitico: Washington ha sospeso la propria campagna militare contro l'Iran e Teheran ha interrotto gli attacchi di rappresaglia, attenuando i timori per le principali rotte di transito energetico in Medio Oriente. Tuttavia, non sono stati annunciati progressi sulla ripresa dei negoziati e la situazione rimane tesa.

Fed e big tech

Con oggi si apre una settimana intensa, dominata dalla decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse, prevista mercoledì, e dalla pubblicazione dei risultati di alcune big tech, tra cui Apple, Microsoft, Amazon e Meta Platforms.

Il settore affronta questa stagione delle trimestrali con massima attenzione, all'interno di un'accesa discussione su valutazioni elevate e ingenti investimenti nell'AI che potrebbero non dare i ritorni sperati (almeno nel breve termine). Soprattutto dopo che i risultati di Alphabet e Tesla, già pubblicati, hanno preoccupato gli investitori.

Intanto, l'improvviso calo dei costi energetici ha dato un importante sostegno ai mercati azionari, allentando le preoccupazioni per l'impatto sull'inflazione, che potrebbe costringere le banche centrali a mantenere elevati i costi di finanziamento. 

Facendo un focus sulla Fed, sebbene sia ampiamente previsto che i tassi di interesse resteranno invariati nella prossima riunione, gli investitori analizzeranno attentamente la conferenza stampa del presidente, Kevin Warsh, alla ricerca di indicazioni sulle prospettive macro e sul futuro orientamento della politica monetaria.

Macrovariabili

Il petrolio di tipo Brent tratta sui 90 dollari al barile, mentre il prezzo del WTI è poco sotto gli 84 dollari: entrambi sono in rialzo di circa il 7%.

Le buone notizie dal fronte Medio Orientale alleggeriscono le pressioni anche sul gas: TTF di Amsterdam -7% a 59 euro il megawattora.

Metalli preziosioro +1% sui 4.100 dollari l'oncia. Argento spot +1,2%, vicino ai 59 dollari l'oncia. 

Euro +0,1% sul dollaro, cambio a 1,138.

Bitcoin +0,5% intorno ai 65mila dollari.

Titoli sotto la lente

Amkor Technology. Le azioni guadagnano oltre il 2,4% in vista della pubblicazione dei risultati trimestrali, prevista dopo la chiusura di Wall Street, del gruppo specializzato nel packaging e nei test dei semiconduttori.

Baker Hughes. +2,2% dopo che la società ha pubblicato risultati del secondo trimestre superiori alle attese sia in termini di utile sia di ricavi. L'amministratore delegato, Lorenzo Simonelli, ha dichiarato che l'azienda prevede inoltre di raggiungere il punto medio della guidance per l'intero esercizio grazie a "solidi fondamentali di mercato favorevoli, mentre continuiamo a gestire l'incertezza in Medio Oriente".

Forte Biosciences. Il titolo della società biotech balza di oltre il 39% dopo l'annuncio dell'acquisizione da parte della società olandese Argenx per 2,2 miliardi di dollari in contanti, pari a 77 dollari per azione. L'operazione, che dovrebbe essere completata nel terzo trimestre, rappresenta un premio del 40% rispetto al prezzo di chiusura di Forte di 54,78 dollari registrato venerdì. Le azioni Argenx quotate negli Stati Uniti risultavano invece in lieve calo.

Energia. Il comparto segue il ribasso dei prezzi del petrolio. Chevron ed ExxonMobil cedono rispettivamente il 2,7% e il 3,2%. APA, Devon Energy e Diamondback Energy lasciano sul terreno circa il 4%.

Memorie-semiconduttori. I titoli del settore registrano rialzi diffusi dopo il debutto in Borsa a Shanghai del produttore di chip CXMT, le cui azioni sono schizzate di oltre il 466%. L'entusiasmo si è riflesso anche sui produttori di memorie quotati negli Stati Uniti. SK Hynix +4,7%, SanDisk +3,6%, Micron Technology +2,5%.



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