Future in rosso, petrolio e guerra pesano in vista dei conti dei Big Tech
Il Brent sale del 4%. Il mercato attende conferme dai conti di Alphabet sulla tenuta dell'infrastruttura AI ma nel frattempo è sell-off dopo il rally di martedì. ETF iShares sui chip -2,5%

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Gli indici future a Wall Street sono deboli: S&P 500 -0,4% e Nasdaq 100 -1%. Il mercato sta attendendo i conti di Alphabet (+0,8%), in uscita oggi dopo la chiusura, per chiarire se gli investimenti degli hyperscaler nell'intelligenza artificiale siano giustificati.
ETF iShares Semiconductor -2,5%.
Il sell-off sui tech è avvenuto anche sulle borse asiatiche e su quelle europee che, seppur positive, registrano vendite diffuse nel settore.
Amanda Lyons di Energy Group Capital, citata da Bloomberg, ha affermato: "Se il management di Alphabet dovesse sembrare meno convinto a proseguire gli investimenti, il mercato non punirebbe solo Google, ma metterebbe in dubbio la tenuta dell’intera infrastruttura dell’AI. Gli investitori vogliono sempre più prove che la spesa stia generando ritorni".
Dopo la chiusura anche Tesla, IBM e Texas Instruments pubblicheranno i dati.
Macrovariabili
I mercati energetici globali sono in allerta mentre il conflitto tra Stati Uniti e Iran continua per l'undicesimo giorno.
Il Petrolio Brent è in rialzo del 4%, vicino ai 95 dollari il barile. Il WTI ha un andamento simile e tratta a 87 dollari.
Il Joint Maritime Information Center ha dichiarato, in un’allerta diffusa ieri, che "Gli Houthi hanno completato i preparativi per attaccare la navigazione nello stretto di Bab el-Mandeb con il dispiegamento di missili e droni".
La possibile chiusura di Bab el-Mandeb si presenta in uno scenario già critico, con il traffico nello Stretto di Hormuz sostanzialmente inesistente.
Gas TTF di Amsterdam +5,3%, vicino ai 63 euro il megawattora. Sui livelli di marzo.
Obbligazioni: Il rendimento del Treasury decennale sale di un punto base a 4,63%, sui livelli di maggio.
Metalli preziosi: oro in rialzo dell'1%, sui 4.100 dollari l'oncia.
L’argento spot sale dello 0,9%, sui 59 dollari l'oncia.
Euro in lieve calo sul dollaro, cambio a 1,140.
Bitcoin -0,6%, oscilla intorno ai 66mila dollari.
Titoli sotto la lente a Wall Street
Equinor +4%. Ha riportato utili sopra le stime grazie ai prezzi del gas in Europa e ai profitti del trading petrolifero legati alla guerra in Iran.
Super Micro Computer +16%. Ha comunicato risultati preliminari con un backlog record, grazie a nuovi ordini per oltre 60 miliardi nel trimestre.
Dell Technologies +4%, HP +3%. Il rally di Super Micro si estende ai peer del segmento server, con l’intero gruppo sostenuto dai risultati preliminari migliori del previsto.
Pegasystems -15%. Risultati del secondo trimestre inferiori alle attese di Wall Street. L’utile rettificato si è attestato a 35 centesimi per azione, sotto i 43 centesimi stimati dagli analisti.
Oklo +2%, X-Energy +3,5%. Secondo un report Bloomberg, le due società di reattori nucleari di nuova generazione si uniranno all’iniziativa dell’amministrazione Trump per accelerare lo sviluppo di centrali nucleari destinate ai data center AI.
Rocket Lab +3%. La società ha ottenuto un contratto da 266 milioni di dollari dall’US Air Force, che prevede il lancio di 12 veicoli suborbitali entro fine 2028.
Cal‑Maine Foods -5%. Ha riportato una perdita di 76 centesimi per azione nel quarto trimestre fiscale su stime di utile pari a 8 centesimi. La società ha attribuito la perdita ai prezzi delle uova, rimasti su livelli storicamente bassi in termini reali nel periodo.
GE Vernova -4,5% nonostante ricavi superiori alle attese nel secondo trimestre e un rialzo della guidance annuale. Il CEO Scott Strazik ha dichiarato che il backlog da 176 miliardi di dollari consentirà una crescita continua dei ricavi e un’espansione dei margini.
AT&T +4,5% nonostante risultati misti nel secondo trimestre. L’utile rettificato è stato di 65 centesimi per azione, sopra i 59 centesimi del consensus FactSet.
Philip Morris International -1%. Guidance per il terzo trimestre più debole del previsto: prevede un utile tra 2,20 e 2,25 dollari per azione, sotto i 2,42 stimati da FactSet. Nel secondo trimestre la società ha comunque battuto le attese su utile e ricavi.
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