Future Usa in rialzo dopo un'inflazione che rallenta più del previsto

Su base mensile, a giugno, il calo è stato dello 0,4% contro attese pari a -0,1%. Nel corso della giornata ci sarà un intervento del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh

Autore: Gianluca Brigatti
Inquadratura del Manhattan Bridge, con struttura metallica e vista della città sullo sfondo.

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Wall Street dovrebbe salire, con i future sull'S&P 500 in accelerazione dello 0,5% sul Nasdaq dell'1,4%, dopo dati macro sorprendenti e la pubblicazione delle prime trimestrali.

L'inflazione al consumo CPI di giugno, negli Usa, è rallentata più del previsto. Su base mensile, il calo è stato dello 0,4% contro attese pari a -0,1%. Il dato precedente era +0,5%. Anno su anno, è rimasta in rialzo del 3,5%, sotto le stime del +3,8%.

Mentre l'inflazione core, escludendo beni volatili come l'energia, a livello mensile è stata nulla, contro attese del +0,2%. Anno su anno +2,6%, meno delle stime del +2,8%.

Da monitorare, nel corso della giornata, l'intervento del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, davanti ai membri della Camera dei Rappresentanti, in previsione dell'appuntamento di questo mese della banca centrale. La probabilità di un rialzo dei tassi a luglio, dopo il CPI, è passata da circa il 50% al 15%.

In ambito geopolitico, prosegue l'escalation tra Stati Uniti e Iran con focus sullo Stretto di Hormuz; il presidente americano, Donald Trump, ha ripristinato il blocco delle navi iraniane in transito nella via marittima e ha chiesto un rimborso del 20% a tutte le altre. Le forze statunitensi hanno inoltre completato un nuovo ciclo di attacchi contro la Repubblica Islamica.

Macrovariabili

Il petrolio Brent sale del 3,6% a oltre 86 dollari al barile, raggiungendo il livello più alto dell'ultimo mese.

Oro spot: +2,2% a 4.090 dollari l'oncia.

Rendimento del Treasury decennale statunitense: -7 punto base al 4,55% dopo i dati positivi sull'inflazione.

Euro: +0,6% a 1,145 dollari.

Bitcoin: +2% a 63.444 dollari.

Titoli sotto la lente

Apple -1%. KeyBanc ha declassato la società da “sector weight” a “underweight”, con un obiettivo di prezzo di 250 dollari che implica un ribasso del 21% rispetto alla chiusura di lunedì. La società di Wall Street prevede che il titolo potrebbe subire pressioni, poiché i consumatori stringono la cinghia in risposta all’aumento dei prezzi.

Bank of America -2%. benché abbia riportato un utile di 1,21 dollari per azione, superiore agli 1,13 dollari previsti dagli analisti interpellati da LSEG.

Citigroup -2% nonostante abbia riportato nel secondo trimestre utili per azione di 3,15 dollari, oltre le stime degli analisti di 2,73. Il fatturato del trimestre è stato pari a 24,77 miliardi, superando il consensus di 23,66 miliardi.

Goldman Sachs +4% dopo che la banca ha pubblicato risultati del secondo trimestre superiori alle attese. L'utile si è attestato a 20,98 dollari per azione, ben al di sopra del consenso LSEG pari a 14,48 dollari per azione.

IBM crolla del 22% dopo aver diffuso risultati preliminari del secondo trimestre inferiori alle aspettative. L'azienda ha comunicato un utile di 2,93 dollari per azione, al netto di alcune componenti straordinarie. Gli analisti interpellati da FactSet si aspettavano invece un utile di 3,01 dollari per azione.

JPMorgan Chase -2,8% nonostante abbia registrato il più elevato utile trimestrale della propria storia, grazie ai risultati dell'attività di trading azionario e al contributo di una storica partecipazione in Visa, che ha generato un beneficio di 4,6 miliardi di dollari. La banca ha riportato un utile di 6,14 dollari per azione, al netto delle componenti straordinarie, su ricavi pari a 58,02 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da LSEG si aspettavano un utile di 5,85 dollari per azione su ricavi di 50,19 miliardi di dollari. 

Wells Fargo -2%. La società ha registrato utili del secondo trimestre superiori alle stime degli analisti, sostenuti dall'aumento delle commissioni derivanti dal wealth management e dall'investment banking. In particolare: utile di 2 dollari per azione su ricavi pari a 22,62 miliardi di dollari. Gli analisti interpellati da LSEG prevedevano un utile di 1,72 dollari per azione e ricavi pari a 21,84 miliardi di dollari.



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