Future deboli a Wall Street, timore sui colossi tech dopo i dati sulla spesa AI

Le mega‑cap tech guidano i ribassi dopo trimestrali che hanno riacceso le preoccupazioni sulla spesa. La BCE mantiene invariati i tassi, la finestra di settembre rimane la più naturale per intervenire

Autore: Niccolò Tirani
Dettaglio della Statua della Libertà, concentrandosi su volto e torcia.

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Wall Street si avvia a una seduta debole, con i timori legati ai costi dell’AI che continuano a pesare sul sentiment. I future sull’S&P 500 cedono lo 0,9% e quelli sul Nasdaq 100 l'1,2%.
Le mega‑cap tecnologiche guidano i ribassi dopo trimestrali che hanno riacceso le preoccupazioni sulla sostenibilità della spesa in intelligenza artificiale, mentre i titoli legati all’infrastruttura AI mostrano un tono più solido grazie alle indicazioni di Alphabet e Tesla sull’uso crescente di capacità esterna nel terzo trimestre.

Macro Usa

Le nuove richieste di disoccupazione della settimana al 18 luglio si sono attestate a 187 mila, contro attese a 210 mila unità e dopo le 209 mila precedenti (riviste da 208 mila).

I dati confermano un mercato del lavoro ancora resiliente con un livello di licenziamenti contenuto e inferiore alle attese, mentre il calo delle richieste continue suggerisce che la disoccupazione resta poco persistente. Nel complesso, la dinamica dei sussidi non segnala pressioni significative sul mercato.

Macrovariabili

Il Petrolio Brent è in rialzo del 5,5%, sui 99 dollari il barile. Il WTI segna +4,6% e tratta sui 90 dollari. 
Gli Houthi rivendicano il primo attacco a navi commerciali nello stretto di Bab el-Mandeb. Sebbene non sia chiaro se le navi abbiano riportato danni, l’azione rischia di chiudere di fatto un altro snodo marittimo cruciale per l’energia.

Obbligazioni: il rendimento del Treasury decennale sale di un punto base a 4,63%, sui livelli di maggio.

Metalli preziosioro in rialzo dell'1,1%, sui 4.100 dollari l'oncia.
L’argento scende del 2,2%, sui 58 dollari l'oncia. 

Euro in calo dello 0,2% sul dollaro, cambio a 1,392.

Bitcoin -0,6%, oscilla intorno ai 65.500 dollari.

Tassi BCE

La Banca centrale europea (BCE) ha lasciato i tassi di riferimento invariati nella sua riunione di luglio, come da attese, dopo averli alzati per la prima volta quest'anno di 25 punti base a giugno.

Nel comunicare la decisione odierna, il Consiglio Direttivo ha spiegato che le prospettive per i prezzi dell’energia, seppur molto volatili, restano vicine allo scenario di base delle proiezioni di giugno e nettamente superiori ai livelli precedenti al conflitto in Medio Oriente. L’incertezza rimane elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico non si è ancora dispiegato completamente. Per questo, il Consiglio segue con attenzione intensità, durata ed effetti indiretti dello shock.

La BCE sottolinea di trovarsi in una posizione favorevole per gestire l’incertezza legata al conflitto e ribadisce che l’orientamento di politica monetaria sarà definito riunione per riunione, sulla base dei dati. Le decisioni sui tassi dipenderanno dalla valutazione delle prospettive di inflazione, dei rischi collegati, dei nuovi dati economici e finanziari, della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’efficacia della trasmissione della politica monetaria, senza pre‑impegnarsi su un percorso prestabilito.
I tassi restano invariati, con il deposito al 2,25%, il rifinanziamento principale al 2,40% e il rifinanziamento marginale al 2,65%.

Secondo Bloomberg, la decisione di lasciare i tassi invariati non modifica la postura della BCE, che resta chiaramente hawkish. Gli swap continuano a prezzare un rialzo a settembre e un altro entro fine anno. La finestra di settembre, con nuove proiezioni e più dati, resta il punto naturale per un eventuale nuovo intervento.

Alphabet

Alphabet arretra del 5%. Il flusso di cassa della Holding di Google è scivolato in rosso per la prima volta dalla sua IPO nel 2004, complice l’esplosione di spese operative e investimenti: ha rivisto al rialzo la spesa in conto capitale fino a 205 miliardi di dollari per il 2026, riaccendendo i timori sulla disciplina finanziaria nella corsa all’AI, mentre il cloud resta la parte più solida dei conti con ricavi del secondo trimestre in crescita dell’82% rispetto all’anno precedente.
La CFO ha avvertito che il free cash flow resterà sotto pressione, mentre il mercato teme che la corsa agli investimenti possa durare più del previsto, penalizzando gli hyperscaler e sostenendo invece i produttori di chip e componenti per data center.

Tesla

Tesla in calo del 7,5% dopo utili sotto le stime e indicazioni che gli investimenti nel business "fisico‑AI" richiederanno più tempo per generare ritorni. La spesa per AI e robotica ha inoltre oscurato un trimestre solido nell’automotive, mentre Elon Musk ha ribadito l’intenzione di "spendere in capex il più velocemente possibile". Il mercato teme che la corsa agli investimenti possa protrarsi più del previsto.

Altri titoli sotto la lente a Wall Street 

Magnifici 7: Tesla e Alphabet guidano i ribassi dopo trimestrali, il resto del gruppo segue in calo: Meta -2,3%, Amazon -2,6%, Microsoft -0,6%, Apple -1%, Nvidia -1,4%.

Eli Lilly -0,9%. Presenterà domanda di approvazione per un farmaco anti‑obesità di nuova generazione nel primo trimestre del 2027, dopo esiti positivi in due studi avanzati. In uno di questi, adulti con obesità e malattia cardiovascolare hanno perso 55,8 libbre, (circa 25kg) pari a una media del 22,6% del peso, in 80 settimane.

IBM -2,5%. Ha riportato utili e ricavi del secondo trimestre inferiori alle attese degli analisti. Ciò segue i risultati preliminari diffusi la scorsa settimana, che avevano innescato il più forte sell‑off nella storia del titolo IBM.

Lockheed Martin +4,5%. Risultati del secondo trimestre migliori delle attese. Ha registrato 7,94 dollari per azione su 20,06 miliardi di ricavi, contro le stime FactSet di 7,19 dollari su 19,34 miliardi. La società ha inoltre alzato l’outlook sugli utili dell’intero anno.

Rollins -19%. Risultati sotto le attese per la società di disinfestazione, con il segmento Residential particolarmente debole e margini penalizzati da una stagione di picco meno robusta del previsto, secondo JP Morgan.

ServiceNow +5,5%. Trimestre forte con vendite e prenotazioni sopra le attese; il business AI supera le previsioni e la società alza leggermente l’outlook sui ricavi da abbonamenti, aumentati del 25% a 3,88 miliardi di dollari.La società ha superato 1 miliardo di dollari di annual contract value per le offerte AI.

Sigma Lithium +5%. La canadese mineraria del litio quotata al Nasdaq è in trattativa con lo stato brasiliano di Minas Gerais per adeguare le procedure a seguito di multe per circa 540.000 dollari legate a violazioni ambientali. Le attività sono parzialmente sospese, e lo saranno fino a che non troverà un accordo con le autorità; capex stimato a 1 milione di dollari per la ripresa.

Texas Instruments -4% nonostante abbia pubblicato risultati del secondo trimestre superiori alle attese: 2,14 dollari per azione, contro la previsione LSEG di 1,93 dollari, e ricavi a 5,46 miliardi rispetto ai 5,25 miliardi del consensus. 



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