Future a Wall Street sulla parità, l'Iran vuole il ritiro di Israele dal Libano
Il Brent continua a scendere, -3,7% a 80 dollari, sui minimi da marzo. Ancora rally su alcuni titoli dei chip, tra i migliori nel premarket Western Digital +8% e Seagate +6%

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I future a Wall Street preannunciano un andamento cauto, mentre i prezzi del petrolio scendono dopo l’annuncio dell’accordo raggiunto tra Usa e Iran.
S&P 500 e Nasdaq sulla parità.
Medio Oriente
A margine di un incontro tra il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, e gli ambasciatori esteri accreditati a Teheran, il suo vice Majid Takht Ravanchi ha illustrato ai giornalisti i contenuti del memorandum d’intesa con gli Stati Uniti: dalla fine delle operazioni militari su tutti i fronti, Libano incluso, alla ricostruzione e ai risarcimenti, fino allo sblocco dei beni iraniani congelati e alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Ravanchi ha aggiunto che la firma, prevista in Svizzera venerdì, sarà seguita da un nuovo ciclo negoziale dedicato ai temi nucleari, tra cui arricchimento, scorte e requisiti futuri del programma della Repubblica Islamica.
L’accordo preliminare richiederebbe il ritiro di Israele dal Libano, condizione già respinta da Israele e che potrebbe far naufragare l’intesa.
Nel frattempo, il petrolio si avvia alla serie di ribassi più lunga dell’anno, mentre l’accordo tra USA e Iran per riaprire la via d’acqua ha rafforzato le aspettative di una ripresa dell’offerta.
Morgan Stanley e Goldman Sachs hanno tagliato le previsioni sui prezzi del petrolio per i prossimi trimestri, ipotizzando che le esportazioni dal Golfo Persico torneranno ai livelli pre‑guerra entro la fine di luglio, un mese prima rispetto alle precedenti stime.
Il Brent è in ribasso del 3,7% e tratta sugli 80 dollari al barile, il WTI a 77,5, -3,75%. Sui minimi da marzo.
Altre Macrovariabili
Oro +0,7% a 4.340 dollari l'oncia.
Obbligazionario - Il rendimento del Treasury decennale è in calo al 4,44%. Il biennale al 4,05%.
Euro in lieve rialzo sul dollaro a 1,159, +0,04%.
Bitcoin +0,05% a 66.530 dollari.
Titoli sotto la lente a Wall Street
Magnifici sette - Amazon +0,7%, Meta -0,1%, Microsoft-0,8%, Alphabet -0,1%, Apple -0,5%, Nvidia -0,3%, Tesla -1%.
SpaceX +4,5%. Sulla buona strada per estendere il rally seguito al suo debutto esplosivo della scorsa settimana, +43% dall'IPO.
Huntsman -6%. L’azienda chimica ha concordato una fusione alla pari interamente in azioni con la rivale Olin, la nuova società si chiamerà OlinHuntsman. Il closing è atteso nella prima metà del 2027. Le azioni Olin cedono circa l’1%.
Robinhood Markets +1,5%. La società ha annunciato una riduzione del 10% della forza lavoro a tempo pieno e la chiusura di un piccolo numero di posizioni aperte. La società prevede oneri per circa 20 milioni di dollari legati a liquidazioni e benefici.
Dave & Buster’s -19%. I risultati del primo trimestre della catena di ristorazione e videogiochi si sono rivelati inferiori alle attese. L’utile è stato di 16 centesimi per azione, ben sotto la stima di 60 centesimi. Anche i ricavi, a 559,2 milioni di dollari, hanno mancato il consensus di 580,6 milioni. Le vendite sono scese del 5,4% rispetto all’anno precedente.
Semiconduttori/Hardware – Ancora in rialzo il settore, Western Digital +8%, Seagate +6%, Qualcomm +4,5%.
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