Future a Wall Street in netto calo, tech pesanti insieme ad Alphabet e SpaceX

I chip guidano i ribassi, penalizzati dalle tensioni in Medio Oriente e dalla competizione cinese dopo il lancio del nuovo modello di intelligenza artificiale open‑source di Moonshot AI.

Autore: Niccolò Tirani
Inquadratura del Manhattan Bridge, con struttura metallica e vista della città sullo sfondo.

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Wall Street si prepara a un avvio debole, con i future sull’S&P 500 in calo dello 0,9% e quelli sul Nasdaq 100 in calo dell’1,9%, mentre prosegue la correzione globale dei semiconduttori.

Gli investitori stanno riducendo posizioni nei titoli che hanno guidato il rally dell’AI, in un contesto di valutazioni elevate e timori che la spesa dei grandi hyperscaler possa rallentare. La debolezza arriva anche dall’Asia, dove Taiwan è scivolata in correzione tecnica e il comparto tech resta sotto pressione.

Dalla conferenza sull’intelligenza artificiale di Shanghai, uno dei principali eventi tecnologici del Paese, il Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, ha difeso l’approccio open‑source e criticato implicitamente le restrizioni statunitensi sui chip. La Cina vuole presentarsi come più aperta e collaborativa, mentre Moonshot AI, una delle sei “Tigri dell’AI” cinesi, ha appena lanciato un nuovo modello di intelligenza artificiale open-source avanzato che alimenta la competizione con gli Stati Uniti. Il messaggio di Xi, che invoca regole globali e sistemi sempre sotto controllo umano, aggiunge un ulteriore elemento di incertezza per un mercato già impegnato a ridurre l’esposizione ai titoli più affollati del settore.

Il sentiment resta fragile anche per le tensioni nel Golfo Persico: al sesto giorno di attacchi tra Stati Uniti e Iran non si intravedono segnali di rallentamento, con lo US Centcom che parla di capacità militari iraniane “ulteriormente indebolite” e oltre 50.000 soldati americani schierati nell’area. Il nuovo blocco navale imposto da Washington continua a ridurre i transiti energetici attraverso Hormuz, dove più di 90 navi iraniane risultano ferme o in attesa tra Golfo Persico e Golfo dell’Oman. Sul fronte europeo, il gas naturale corre verso la terza settimana di rialzi: offerta GNL limitata, concorrenza con l’Asia e stoccaggi UE al 53% spingono i prezzi oltre il 70% rispetto ai livelli pre‑conflitto.

Petrolio Brent vicino a 86 dollari il barile, +2%, WTI +2,3%, a 80 dollari.

Gas Naturale TTF di Amsterdam +5% a 57,5 euro il megawattora, sui massimi da fine marzo.

Quadro macro USA

Gli avvii di nuove costruzioni residenziali di giugno si attestano a 1,427 milioni di unità, rispetto al precedente pari a 1,177 milioni (rivisto a 1,199 milioni) e a fronte di un consensus fissato a 1,310 milioni. La variazione su base mensile balza a +19,0%, contro il precedente -15,2% (rivisto da -15,4%) e un consensus al +11,2%. Il settore residenziale continua a rispondere con una certa resilienza nonostante condizioni finanziarie ancora restrittive.

Si attendono nel pomeriggio altri indicatori sull'attività industriale e fiducia dei consumatori.
Per la Produzione industriale su base mensile di giugno, le attese sono per un incremento del +0,2% su un precedente +0,1%.
Per l'indice dell’Università del Michigan sul sentiment di luglio (lettura preliminare), il precedente è 49,5 punti e il consensus indica un aumento a 51,0.

Altre macrovariabili

Obbligazioni: Il rendimento del Treasury decennale è in calo di oltre 3 punti base, al 4,51%.

Metalli preziosi: l’oro è in rialzo dello 0,4%, resta sotto i 4mila dollari l'oncia, l’argento spot è in lieve calo, sui 55,3 dollari l'oncia. Entrambi ancora vicini ai minimi da dicembre scorso.

L’euro è in lieve calo sul dollaro, -0,1%. Oggi il cambio è a 1,1432.

Bitcoin -1,3% a 63.200 dollari. 

Titoli sotto la lente a Wall Street

Alcoa -1,5% nonostante risultati trimestrali superiori alle attese: 2,12 dollari per azione adjusted su 3,97 miliardi di ricavi, contro le stime LSEG di 2,06 dollari su 3,94 miliardi. La società ha però ridotto l’outlook 2026 per la produzione di allumina.

Alphabet -1,9%. Bloomberg ha riportato che Google è in ritardo di alcuni mesi nella consegna del nuovo modello Gemini. Giovedì Alphabet aveva perso quasi il 4,5% sulla stessa notizia.

BP, ConocoPhillips +2%. CNBC ha riportato che le due società annunceranno nuovi investimenti in Iraq. I dettagli non sono ancora disponibili, ma fonti informate indicano impegni nell’ordine di miliardi, potenzialmente anche decine di miliardi di dollari.

Intuitive Surgical -10%. La società ha registrato 2,80 dollari per azione adjusted su ricavi di 2,89 miliardi, contro le attese LSEG di 2,50 dollari su 2,82 miliardi. Intuitive ha confermato l’outlook annuale per le procedure con il sistema da Vinci, con una crescita attesa intorno al 14%.

Netflix -11,5%. I risultati del secondo trimestre, in linea con le attese, non hanno convinto gli investitori. Netflix ha riportato 80 centesimi per azione su ricavi per 12,56 miliardi di dollari, contro le stime LSEG di 79 centesimi su 12,59 miliardi. La società ha inoltre comunicato che ridurrà la frequenza dei report “What We Watched”, che offrono indicazioni sull’engagement degli utenti.

SpaceX -4,5% sui minimi post-IPO. Ha dovuto interrompere il lancio del razzo Starhip. Elon Musk ha spiegato in un post su X che alcuni motori non si sono avviati, attivando l’interruzione automatica del lancio, ma ha assicurato che un nuovo tentativo avverrà nei prossimi giorni.

Titoli delle memorie - I titoli della memoria restano sotto pressione: l’ETF DRAM perde oltre il 4% e si avvia a chiudere la settimana a -19%. Western Digital -4%, Micron -3%, Seagate -3,5%.

Titoli dei software - Il comparto software è in calo, con l’ETF IGV giù di oltre l’1,5% e diretto verso la sesta settimana negativa su sette. Salesforce e Palantir -2,5%, ServiceNow -2%, Microsoft -1,9%.

Verizon Communications +1%. La società ha annunciato la vendita di 274 negozi retail di proprietà e il taglio di circa 500 posti corporate, nell’ambito della ristrutturazione in corso.



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