Borse miste, l'inflazione USA mette pressione sui bond
Secondo Morgan Stanley "la sfida sta diventando sempre più chiara: l’inflazione è ancora troppo alta per essere rassicurante". Occhi puntati sui conti NVIDIA in uscita dopo la chiusura di Wall Street

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La borsa degli Stati Uniti è incerta dopo la pubblicazione dei dati macro, S&P 500 intorno alla parità, Nasdaq -0,3%.
Le letture hanno mostrato una spesa reale piatta e un un'inflazione (PCE) leggermente sopra le attese e ancora distante dal target del 2% della Fed, mentre il dato core è risultato in linea. Il PCE è, infatti, aumentato dello 0,2% su base mensile, attese +0,1%, precedente -0,1%. Quello annuale è aumentato del +3,7%, contro le attese del +3,6%.
Non sono cambiate le scommesse su un possibile rialzo dei tassi nella prossima riunione, vicine al 40%, mentre il mercato prezza completamente una stretta entro dicembre.
La sfida della Federal Reserve
A luglio il reddito personale è salito dello 0,4%, sopra attese e il dato precedente, mentre la spesa personale è aumentata dello 0,2%, superando le stime e confermando una domanda che resta solida, pur rallentando rispetto a giugno.
Diverso il discorso per la spesa reale, quella al netto dell'inflazione, che è rimasta invariata dopo i forti aumenti di maggio e giugno. La combinazione fra questo dato e l'inflazione ancora sopra il target mantiene alta l'attenzione degli operatori verso qualsiasi segnale che favorisca una stretta monetaria della FED.
Secondo Ellen Zentner di Morgan Stanley Wealth Management, "La sfida sta diventando sempre più chiara: l’inflazione è ancora troppo alta per essere rassicurante". Per questo motivo cresce anche l'attenzione sulle prossime dichiarazioni di Kevin Warsh a Jackson Hole.
In attesa della trimestrale di NVIDIA
I conti di NVIDIA (-1%), in grado di influenzare sensibilmente i mercati, usciranno dopo la chiusura di Wall Street. Gli analisti sono molto positivi e si aspettano che i ricavi siano raddoppiati su base annua, il ritmo più rapido degli ultimi due anni, secondo dati Bloomberg.
Di recente, sono aumentati i dubbi degli investitori intorno alla sostenibilità degli investimenti dei colossi tech per sviluppare l'intelligenza artificiale. "La questione chiave non è più semplicemente se Nvidia vincerà stasera", ha detto Florian Ielpo, responsabile della ricerca macro di Lombard Odier Investment Managers. "Gli investitori si concentreranno quindi soprattutto sulla visibilità relativa alla domanda di intelligenza artificiale a medio termine e al ciclo di investimenti, ed è proprio in questo ambito che Nvidia non può permettersi di deludere".
Titoli sotto la lente a Wall Street
Intuit -4%
La piattaforma fintech scivola dopo una guidance per il 2027 sotto le attese: ricavi previsti tra 23,279 e 23,512 miliardi di dollari, contro i 23,7 miliardi stimati. Il quarto trimestre fiscale ha comunque battuto le previsioni su ricavi e utili.
Zoom -8%
La guidance del terzo trimestre delude: EPS atteso tra 1,46 e 1,48 dollari, sotto la stima FactSet di 1,50 $.
Semtech +8,5%
Il chipmaker batte le attese nel secondo trimestre: EPS rettificato a 0,71 dollari contro gli 0,61 delle stime. Ricavi e guidance sopra le attese.
Boston Scientific -4,5%
La società segnala alla SEC un incidente di cybersecurity che causerà disservizi e accesso limitato ai prodotti. Tempistiche di ripristino non note.
SolarEdge Technologies +7,5%
UBS alza il rating a buy, citando una nuova policy della FCC che dovrebbe aumentare la quota di mercato e il potere di prezzo del gruppo produttore di sistemi intelligenti per la conversione e la gestione dell'energia fotovoltaica.
Europa
Le borse europee estendono i guadagni nel finale: Euro Stoxx 50 +0,5%, Stoxx 600 poco sopra la parità.
In rialzo le banche, +0,8%. Deutsche Bank avanza del 4,5%, Commerzbank del 3%. Seguono le società di materiali da costruzione, +0,7%.
Salgono anche i titoli del lusso con Kering e Burberry in rialzo del 2%. Bene anche quelli dei viaggi con Ryanair +2%.
In calo i titoli energetici, -0,8%, colpiti dal ribasso di petrolio e gas.
Il comparto tecnologico è zavorrato principalmente dai software, che soffrono per via di una serie di indicazioni negative arrivate dagli USA: Intuit cede il 5% dopo una guidance deludente su utili e ricavi, mentre Zoom perde oltre l'8% in scia a risultati misti e a un outlook debole. In Europa pesano i ribassi di Sage -3,8% e Capgemini -3%, insieme alla flessione di SAP -3% dopo il downgrade di UBS per la lenta progressione dei prodotti AI.
A Milano l'indice Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,3%. Buzzi è il miglior titolo di giornata, in rialzo del 3%, seguono Fincantieri e Unicredit, +2,2%. A2A guadagna il 2% dopo che Kepler Cheuvreux ha confermato il rating definendo il gruppo "una buona società".
Inwit è la peggiore del paniere, -1,7%, segue Ferrari, in calo dell'1,5%. Eni, -1%, registra il quarto ribasso consecutivo.
CAC 40 di Parigi +0,6% e DAX di Francoforte poco sopra la parità.
Macrovariabili
Obbligazioni: Il rendimento del Treasury decennale sale di 3 punti base a 4,65%. Più colpiti dai risultati sull'inflazione i treasury a breve scadenza, il rendimento a 3 anni sale di 4 punti base a 4,27%. Il rendimento decennale del BTP sale di 4 punti base al 4,04%, Bund tedesco +2 punti base a 3,22%. Spread a 82 punti.
Petrolio: continua la sua discesa per il terzo giorno consecutivo di cali dopo 6 di rialzi, mentre Iran e Oman sono in trattative per delineare un piano per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il Brent tratta sotto gli 86 dollari il barile, -3%.
Oro in calo dello 1,3% a 4.590 dollari l'oncia.
Euro in calo dello 0,2% sul dollaro, cambio a 1,165.
Bitcoin in lieve calo a 78.000 dollari.
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