Borse in calo, petrolio in rally e chip sotto pressione, occhi sulla FED

Il Brent vola a 90 dollari e riaccende i timori sull'inflazione mentre i semiconduttori estendono il ribasso. L'Europa vira in negativo, Wall Street scende in vista della decisione della Fed

Autore: Niccolò Tirani
Dettaglio della Statua della Libertà, concentrandosi su volto e torcia.

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In Europa anche i listini più virtuosi della mattinata hanno chiuso la sessione in calo. A Wall Street la flessione è più marcata, in un contesto appesantito dal balzo del petrolio e dal nuovo tonfo dei chip.

Il Brent tratta a 90 dollari il barile, in rialzo del 7,5%, riaccendendo i timori sull'inflazione, mentre la volatilità aumenta e il sentiment peggiora rapidamente. L'Indice VIX della volatilità in rialzo del +9%.

Wall Street

L'S&P 500 è in calo dello 0,8%, il Nasdaq cede l'1%.

Gli investitori aspettano gli esiti della riunione della FED, prevista per le 20:00 ore italiane, e la pubblicazione dei risultati trimestrali di Meta e Microsoft, che avverrà a mercato chiuso.

Le vendite sui titoli del settore AI continuano a pesare sui listini: l'indice SOX dei semiconduttori segna l'ennesimo calo del mese (-3,5%) con solo un paio di titoli in territorio positivo. Secondo Matt Maley di Miller Tabak "L’attenzione si sposterà sull’annuncio della FED e sulla conferenza stampa di Warsh oggi, ma il settore tecnologico resta la questione più importante per gli investitori quest’estate". 

Le previsioni sui tassi

Gli analisti vedono come scenario migliore un segnale dovish con tassi invariati e tono più accomodante sull’inflazione, mentre lo scenario base resta quello di un “hawkish hold”, con la banca centrale pronta a ribadire la necessità di restare vigile.

Il FedWatch indica una probabilità del 64,2% che la Fed lasci i tassi invariati e del 35,8% di un rialzo (in aumento rispetto al 31% di ieri). 

Per la riunione di settembre il mercato prezza invece un quadro più restrittivo, con il 55,4% di probabilità di un aumento da 25 punti base, il 19,9% di tassi invariati e il 24,7% di un rialzo da 50 punti base.

Titoli sotto la lente 

Biogen +4,5%. La biotech ha battuto il consensus di Wall Street sui ricavi. La società ha inoltre alzato la guidance sull’EPS adjusted dell’intero anno.

Ford Motor +5%. Utili adjusted del secondo trimestre superiori alle attese e un rialzo della guidance sugli utili 2026. I ricavi automotive sono però risultati leggermente sotto le stime LSEG.

GE HealthCare Technologies +12%. Utili adjusted del secondo trimestre pari a 1,13 dollari per azione, sopra il consensus FactSet di 1,04 dollari. La società ha inoltre confermato la guidance sugli utili per il 2026.

Manhattan Associates +26%. Il fornitore di software per la supply chain avanza dopo utili e ricavi del secondo trimestre superiori alle attese. La società ha inoltre alzato le previsioni di profitto e ricavi per l’intero anno.

Seagate Technology +2%. Guidance nettamente superiore alle attese. Seagate prevede utili adjusted di circa 7,30 dollari per azione nel primo trimestre, contro la stima LSEG di 5,80 dollari per azione. I ricavi sono attesi a circa 4,1 miliardi di dollari, sopra i 3,75 miliardi di dollari previsti. 

Teradyne +5%. Utili adjusted e ricavi del secondo trimestre hanno superato le stime, insieme alle previsioni di profitto e vendite per il terzo trimestre. Uno dei pochi titoli in rialzo sul SOX dei semiconduttori.

Vertiv -13%. Risultati misti nel secondo trimestre per la società legata alle infrastrutture AI. Sebbene utili e ricavi abbiano superato le attese, la crescita organica dei ricavi del 17,8% è risultata ben sotto il consensus.

Borse europee

L'indice Euro Stoxx 50 chiude in ribasso dello 0,6% mentre lo Stoxx 600 dello 0,4%

Il comparto luxury è il peggiore nonostante il rally di Kering +14% sostenuto dai segnali positivi della controllata Gucci. Hermès arretra del 12% su risultati negativi registrati nel settore dei prodotti in pelle, ma è il settore dei consumi discrezionali ad essere appesantito dai rischi inflazionistici. 

Anche il tech europeo è misto: software e industrial tech in forte rialzo, semiconduttori e hardware ancora sotto pressione.

Sopra Steria +15% dopo la revisione al rialzo della guidance sui ricavi organici, Hexagon +12% grazie a una trimestrale molto forte, trainata dalla divisione Autonomous Solutions e da una domanda robusta in aerospace & defence, manufacturing ed electronics.

All’opposto, i chip e i titoli dell'hardware tech estendono il sell‑off iniziato a luglio, frenati dal cambio di sentiment sulla filiera AI, dai dubbi sui ritorni dei maxi‑investimenti e dalle preoccupazioni per i progressi della Cina nel chipmaking avanzato. Il contesto geopolitico aggiunge pressione al comparto: Logitech ASM International cedono oltre il 5%.

Tornano a salire i titoli Oil&Gas sui rialzi delle materie prime di riferimento: Eni +7%, forte anche di risultati trimestrali sopra le attese, e Equinor +4%.

A Milano, il Ftse Mib chiude in calo dello 0,5%. Italgas -4,5%, Lottomatica -4%, segue STM -3,5% in scia al comparto chip. Stellantis Nexi, guadagnano oltre il 3% e seguono Eni tra i maggiori rialzi di giornata. 

CAC 40 di Parigi -0,7%, DAX di Francoforte poco sotto la parità, sorretto da Rheinmetall +6,5%, BASF e Siemens Healthineers +4,5%.

Macrovariabili

Obbligazioni: il rendimento del Treasury decennale sale di 3 punti base a 4,63%. Il rendimento BTP decennale sale di 8 punti base al 3,97%. Bund tedesco al 3,15%, spread a 83 punti.

Metalli preziosioro in calo dello 0,5%, poco sopra la soglia dei 4.000 dollari l'oncia. L’argento scende dello 0,3%, sui 57 dollari l'oncia. 

Euro in rialzo dello 0,1% sul dollaro, cambio a 1,138.

Bitcoin +0,1%, oscilla intorno ai 64mila dollari.


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