Borse deboli, alta tensione in Medio Oriente, oro sotto i 4000 $

Correzione dei chip e geopolitica trascinano il Nasdaq n ribasso. In Europa rotazione su titoli più difensivi.
L'oro scivola sotto i 4.000 dollari l'oncia.
Ftse Mib zavorrato da STM, Fincantieri +3,5%

Autore: Niccolò Tirani
Operatore mentre posiziona un chip elettronico su una scheda

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Gli indici a Wall Street sono deboli con l’S&P 500 che oscilla poco sotto la parità e il Nasdaq giù dello 0,7%, penalizzato dalla nuova ondata di vendite sui titoli dei semiconduttori. Secondo Bloomberg market Live (MLIV) la direzione del comparto dipende dalle prospettive di spesa per l’intelligenza artificiale. Gli hyperscaler apriranno le trimestrali la prossima settimana, con stime di capex 2027 che per l’intero settore si avvicinano a 1 trilione di dollari. La domanda chiave, sottolinea MLIV, è se questa spesa possa crescere ancora e cosa la giustifichi.

Il Philadelphia Semiconductor Index perde un altro 3,5% ed è ora in calo di oltre il 16% dall’inizio del secondo semestre.

Macro Usa

L’indice della Fed di Philadelphia sulla fiducia manifatturiera di luglio sale a 41,4, molto sopra le attese a 12,5 e il dato precedente pari a 10,3, segnalando una forte espansione dell’attività nella regione.

Le vendite al dettaglio anticipate su base mensile crescono del +0,2% a giugno, in rallentamento rispetto al +1%, rivisto da +0,9%, di maggio ma in linea con le stime. Il quadro indica consumi ancora resilienti, sostenuti dal calo della benzina e dalle promozioni dei grandi retailer. I dati di Bank of America mostrano un miglioramento della spesa in tutte le fasce di reddito, con i nuclei a basso reddito favoriti dal ribasso dei prezzi alla pompa.

Le nuove richieste di disoccupazione aumentano di 208.000 unità nella settimana dell’11 luglio, sotto le attese a 217.000 e sotto il dato precedente rivisto a 216.000. È il livello più basso dall’inizio di maggio, confermando un mercato del lavoro ancora solido.

Titoli sotto la lente a Wall Street

AtaiBeckley +31,5% dopo l’accordo di acquisizione da 2,8 miliardi da parte di Eli Lilly, pari a 6,75 dollari per azione (+26% sulla chiusura). Possibili altri 2,50 dollari per azione legati al raggiungimento di specifici milestone.

GE Aerospace -2,5%. In calo nonostante risultati migliori delle attese: utile rettificato 2,02 dollari (1,86 atteso) e ricavi pari a 12,63 miliardi di dollari su attese di 11,86 miliardi. Guidance alzata.

J.B. Hunt +6%. Utile di 1,73 dollari per azione che batte le attese che si attestavano a 18 centesimi, ricavi pari a 3,5 miliardi in linea con le attese a 3,25.

Magnifici 7 – deboli: Nvidia -1,8%, Meta -1,7%, Tesla -1,6%, Microsoft -0,5%, Amazon -0,5%, Alphabet -0,2%. Apple +0,1%.

Semiconduttori in forte calo: Sandisk -7,5%, Western Digital -6%, Seagate -6%, Micron -3,5%.

Taiwan Semiconductor -3% nonostante batta le stime sugli utili. Alza la spesa annuale a 60–64 miliardi (da 52–56) e annuncia 100 miliardi di investimenti in Arizona.

United Airlines -3,5%. Guidance per il terzo trimestre più debole, utili tra i 2,50 e 3,50 dollari contro le stime di 3,53. Prevede, inoltre, 6 miliardi di costi carburante aggiuntivi.

UnitedHealth +8%. Risultati molto sopra le attese: utile pari a 6,38 dollari per azione contro le stime di 4,90 e ricavi pari a 112,03 miliardi contro stime di 110,85 miliardi. Guidance alzata.

Europa

Le borse in Europa sono in calo. L’Euro Stoxx 50 chiude poco sopra la parità. In rialzo c'è ASML +3%. Infineon Technologies arretra del 4% insieme a Siemens Energy e TotalEnergies che perdono oltre il 2%.

Stoxx 600 piatto. La sfiducia sui chip e l’incertezza in Medio Oriente ha portato il mercato a ruotare su titoli più difensivi. I chipmakers europei sono in calo tra il -2,5% e il -5,5%.
Salgono i consumi staples e il retail, +1% gli Stoxx di riferimento. In forte calo le utilities e risorse di base, con maggiore concentrazione di vendite sui titoli minerari come Antofagasta e Hochschild Mining (-4%).

Ftse Mib di Milano -0,4%. Fincantieri la più resiliente con un rialzo del 3,5%, seguono Moncler +2%, Campari e Generali oltre il +1,5%.
STM è la peggiore dell'indice, -5%, peggiore anche tra i tech europei. Prysmian arretra del 3%, Buzzi del 2,5% e Saipem del 2%.

L’inflazione armonizzata UE segna un lieve rallentamento in Italia. +3,0% su base annuale, leggermente sotto consensus e valore precedente (+3,1%). Su base mensile resta piatto (+0,0% contro l’atteso +0,1%).
Il quadro conferma una dinamica dei prezzi stabile e priva di pressioni.

CAC 40 di Parigi -0,2%, DAX di Francoforte -0,6%.

Macrovariabili

Sul fronte mediorientale gli Stati Uniti intensificano gli attacchi contro l’Iran, colpendo una petroliera in transito vicino all'isola di Kharg, nei pressi dello Stretto di Hormuz. L’azione suggerisce un ampliamento dell’operazione navale USA.

Energia: Il petrolio Brent torna sulla fascia bassa degli 85 dollari il barile. Il WTI tratta sui 79 dollari.
Gas naturale TTF di Amsterdam vicino ai massimi di tre mesi, a 54,7 euro il megawattora.

Metalli preziosi: l’oro è in calo dell’1,5%, scende sotto i 4mila dollari l'oncia, l’argento spot segna -3%, sui 56 dollari l'oncia. Entrambi vicini ai minimi da fine novembre scorso. Con il peggioramento delle ostilità tra Iran e Stati Uniti il dollaro si è rinforzato, pesando sui metalli preziosi.

Obbligazionario: Rendimento del Treasury decennale statunitense: +3 punti base al 4,57%.
Il rendimento BTP decennale è in rialzo a 3,93%, +3 punti base. Bund tedesco al 3,13%, spread a 80 punti.

Euro in calo sul dollaro, -0,2%. Cambio a 1,144. 

Bitcoin -0,7% a 64.500 dollari.



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