A Wall Street record storico per l'S&P 500 dopo la frenata dell'inflazione PPI

CPI ieri e PPI oggi riducono le probabilità di una stretta monetaria imminente da parte della Federal Reserve e sostengono il sentiment globale, in particolare sul tech. Cala la pressione sui bond

Autore: Niccolò Tirani
Inquadratura del Manhattan Bridge, con struttura metallica e vista della città sullo sfondo.

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Gli indici principali a Wall Street sono in rialzo, l'indice S&P 500 segna un nuovo record storico a 7.808 punti, +0,8% mentre il Nasdaq +1%. 

Dopo due mesi consecutivi di core CPI debole su base trimestrale, anche il PPI di luglio ha sorpreso al ribasso, con un dato invariato e un core in aumento dello 0,2%, entrambi sotto le attese. La dinamica dei prezzi a monte continua a raffreddarsi grazie al calo dei costi di trasporto e alla discesa della benzina, mentre i prezzi dei beni restano contenuti nonostante la volatilità delle materie prime legata alla guerra in Iran. Per Bloomberg Economics, un altro PPI “tiepido”, combinato con due CPI consecutivi moderati, rassicura l’ala più dovish della Fed sul fatto che l’inflazione non stia accelerando.

Sul fronte politico‑monetario, però, il fronte interno alla Fed resta diviso. Il presidente della Fed di Richmond, Tom Barkin, ha sostenuto la necessità di mantenere i tassi fermi alla luce dei segnali di rallentamento dell’inflazione, pur avvertendo del rischio che alcune pressioni possano radicarsi. La presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, ha messo in dubbio la persistenza del rallentamento dell’inflazione e ha ribadito la necessità di alzare i tassi subito, sostenendo che i livelli attuali non stanno “limitando in modo significativo” l’economia. Hammack, che aveva dissentito nella riunione di luglio chiedendo un rialzo di 25 punti base, ha avvertito che non ha “fiducia” nel fatto che i progressi recenti saranno sufficienti a riportare l’inflazione al 2%.

Il mercato, per ora, guarda più ai dati che ai dissensi interni: la combinazione di CPI e PPI morbidi riduce la pressione su un rialzo imminente e sostiene il sentiment globale, in particolare sul tech e sull’AI.

Secondo il FED Watch, le probabilità implicite di un rialzo dei tassi a settembre sono crollate nell'ultima settimana, dal 55% del 6 di agosto dopo l'uscita, ieri del CPI e oggi del PPI, sono scese al 32,4%.

Il PPI nel dettaglio

Nel mese di luglio l'indice dei prezzi alla produzione (PPI) è invariato su base mensile, rispetto a un consensus che lo vedeva in aumento dello 0,2% e a un precedente pari a -0,1% (rivisto da -0,3%); su base annua il dato si è attestato in crescita del 4,7% meno delle attese pari a +4,9% e un precedente pari a 5,5%.

Il PPI core, al netto di alimentari ed energia, si è attestato in aumento dello 0,2% su base mensile, meno delle attese pari a +0,3% e pari al mese precedente. Su base annua il dato si è attestato in aumento del 4,2%, leggermente superiore alle stime del 4,1% ma in rallentamento rispetto al +4,7% precedente.

Macrovariabili

Petrolio: il Brent ripiega verso 86 dollari, pur restando lontano dal recupero del rally delle ultime sedute che lo ha visto avanzare del 12%. Il WTI scende del 2,5% a 81 dollari. Mentre il mercato monitora i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz in assenza di progressi sul fronte diplomatico.

Obbligazioni: il Treasury decennale reagisce alle indicazioni in arrivo dal dato sui prezzi alla produzione e si rafforza, tasso di rendimento -6 punti base a 4,63%. Il biennale -6 punti base, al 4,14%.

Metalli preziosil'oro è in calo dello 0,5%, sui 4.400 dollari l'oncia. L’argento arretra dello 0,6%, sui 65 dollari.

Euro poco mosso sul dollaro, cambio a 1,153.

Bitcoin +0,3% poco sopra i 63.700 dollari.

Titoli sotto la lente a Wall Street

Hardware - Dell +3%  HP +4,5%

Il comparto hardware tratta in rialzo dopo la corsa di Lenovo, che a Hong Kong è balzata fino al +19% ai massimi storici grazie a ricavi trimestrali in aumento del 43% su base annua e sopra le stime. Il mercato legge i numeri del gruppo come un segnale di forza strutturale nella domanda di server AI, infrastruttura e dispositivi premium. La crescita, secondo Bloomberg Intelligence, dovrebbe proseguire anche nel secondo trimestre, guidata da un portafoglio ordini di circa 54 miliardi di dollari nei server AI.

Cerebras Systems -10%

I ricavi del produttore di chip nel secondo trimestre sono stati pari a 180 milioni di dollari, contro i 194 milioni stimati dal consensus.

Cisco Systems -7%

Il margine lordo rettificato del quarto trimestre è stato del 66,3%, solo leggermente sopra il 66% previsto dal consensus. Le proiezioni di vendita legate ai data center AI hanno deluso parte del mercato, frenando il sentiment sul comparto networking in una seduta dominata dai rialzi dell’hardware.

EnerSys +10%

Il produttore di batterie ha riportato risultati trimestrali nettamente superiori alle attese. L’utile rettificato del primo trimestre fiscale è stato di 3,66 dollari per azione, contro i 2,84 dollari attesi. I ricavi sono stati pari a 935,6 milioni di dollari, rispetto ai 928 milioni stimati. La guidance per l’EPS del secondo trimestre ha inoltre superato le attese.



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