Speciale Iran e Mercati: il rifugio sicuro è la liquidità
Il dollaro è un eccellente bunker a prova di ribasso, tutto il resto, a partire dai metalli preziosi, non tiene. Le aspettative di un aumento dell'inflazione affossano i bond governativi

Photo by Anton Petrus/Getty Images
Si intensifica la reazione negativa dei mercati in risposta alle crescenti tensioni in Medio Oriente. A preoccupare gli investitori, principalmente, la percezione della mancanza di reale controllo della situazione da parte degli Stati Uniti, dopo che il presidente Trump ha affermato di essere pronto a fare “tutto il necessario” (“whatever it takes”), ribadendo come non sia prevista una scadenza precisa alle attività nell’area.
Le implicazioni di una corsa dei prezzi energetici per le economie occidentali si sono riverberate sui tassi governativi, con il decennale USA arrivato in area 4,10% ed il bund tedesco in prossimità del 2,80%. Per il momento sembra prevalere maggiormente l’aspettativa di un impatto inflazionistico, rispetto alla corsa a beni rifugio come oro e titoli di stato, come testimonia l'andamento fortemente negativo dei preziosi (maglia nera per il platino, seguito dall'argento). Le aspettative dei mercati sulle mosse delle banche centrali sono infatti passate dal prezzare per il 2026 due/tre tagli per la Fed e la possibilità di un taglio per BCE, ad uno scenario di un taglio per la Fed e di possibilità di rialzo per la BCE. La dinamica dei metalli preziosi nonostante il contesto di incertezza geopolitica e il deciso apprezzamento del dollaro (tornato ben al di sotto dell'area 1.16 con l'euro) suggeriscono la preferenza degli operatori per la pura liquidità in questa fase.
Sul fronte energetico, nella tarda mattinata è giunto un altro annuncio da QatarEnergy, che ha dichiarato l’interruzione della produzione di alcuni prodotti raffinati, tra cui urea, polimeri, metanolo e alluminio. Queste dichiarazioni fanno seguito all’annuncio di ieri di stop alla produzione di gas naturale liquido dopo gli attacchi subìti da due stabilimenti, e aggiungono ulteriore pressione su tutta la filiera delle materie prime legate agli idrocarburi. L’Italia rimane tra i paesi più esposti alle interruzioni di fornitura di gas del Qatar, e infatti nella giornata odierna prosegue l’allargamento dello spread del BTP rispetto al bund tedesco, ora intorno ai 71 punti base, rispetto ai 60 dello scorso venerdì.
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