Negoziati Usa-Iran alla stretta finale, le borse fan festa

L'indice EuroStoxx 50 delle blue chip guadagna il 2% a 6.140 punti, all'incirca il livello sul quale si trovava alla fine di febbraio, al momento dell'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran

Autore: Marino Masotti
Facciata principale della Borsa Italiana a Milano, Piazza Affari.

Photo by michelangelop/Getty Images

I future accelerano e le borse europee incrementano i guadagni nel finale di seduta. Cade il prezzo del petrolio.


Iran

Donald Trump ha scritto su Truth che i negoziati con l'Iran stanno andando avanti bene. Il capo militare del Pakistan e principale interlocutore tra Washington e Teheran, Asim Munir, ha detto al ministro degli Esteri della Cina che un accordo di pace sta per essere raggiunto: a darne conto in modo ufficiale, è stato lo stesso Ministero degli Esteri di Pechino.

L'indice EuroStoxx 50 guadagna il 2% a 6.140 punti, all'incirca il livello sul quale si trovava alla fine di febbraio, al momento dell'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran.

Stoxx 600 +1%. Diciannove indici settoriali su venti sono in rialzo, in lieve calo lo Stoxx Energy. Rialzi nell'ordine del 2% per il segmento delle banche e delle società delle costruzioni.

L'indice Ftse Mib di Milano, guadagna l'1,5% e arriva a quota 50.240 punti, massimo di giornata e nuovo record storico, il precedente resisteva dal marzo 2000.
Classifica della seduta. Nexi (+7,5% dopo la notizia che Cdp salirà al 29,9%). Avio (+7,5% con l'attesa quotazione di SpaceX che ha riacceso i riflettori sulla space economy). Amplifon (+5,5%), . La prospettiva di una fine del conflitto in Medio Oriente spinge tuttavia le vendite sui titoli oil (Eni -1%). 

Dax di Francoforte +1,9%. Delivery Hero balza di oltre il 10% dopo aver ricevuto un’offerta di acquisizione da Uber Technologies in un’operazione che valuterebbe la società tedesca delle consegne circa 10 miliardi di euro.

"Un chiaro effetto FOMO contribuisce a una propensione al rischio globale sorprendentemente forte: gli investitori non vogliono restare esclusi nel caso in cui la guerra con l’Iran finisca mentre il tema dell’intelligenza artificiale continua a sostenere il mercato azionario", ha commentato Dana Malas, strategist di SEB.

Oggi non arrivano indicazioni da Wall Street, chiusa per festività. Anche la Borsa di Londra si prende una pausa. 

Macrovariabili

Il petrolio Brent crolla del 5,5% a 97,7 dollari al barile.
Da inizio anno i titoli petroliferi hanno registrato forti rialzi e offrono ancora valide occasioni di acquisto selettive, afferma Saverio Berlinzani, Chief Analyst, ActivTrades. Il greggio Brent sopra quota cento dollari al barile garantisce alle grandi compagnie flussi di cassa imponenti, ma espone i titoli a un rischio di correzione qualora le tensioni geopolitiche
dovessero allentarsi. Con il Brent stabilmente alto, le multinazionali del comparto generano un Free Cash Flow (Fcf) straordinario. Questo si traduce in dividendi ricchi e piani di riacquisto di azioni proprie (buyback) che sostengono le quotazioni. Secondo l'esperto, i tre titoli energetici tra Europa e Stati Uniti che presentano il maggiore potenziale di crescita e valutazioni a sconto, secondo le analisi finanziarie, sono Bp, TotalEnergies e Devon Energy.  Guardando al settore dei servizi petroliferi, "questo si trova in una fase di forte crescita ciclica e strutturale. Se le compagnie petrolifere tradizionali estraggono il greggio, le aziende di servizi forniscono la tecnologia, le infrastrutture, le piattaforme di trivellazione e i software necessari per farlo, anche se tale comparto tende a muoversi in ritardo rispetto ai produttori.

Obbligazionario. Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni scende di quasi 10 punti base al 2,95%. Rendimento BTP 10 anni al 3,64%, in discesa di 12 punti base.

L’oro sale dell’1,3% a 4.568 dollari l’oncia.

L’euro guadagna lo 0,3% a 1,164 dollari.

Il Bitcoin sale dell’1,1% a 77.368 dollari.



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