Listini europei in rialzo, record per lo Stoxx 600
I settori utility e tech sovraperformano, portando l’indice ad un nuovo record intraday a 651,86 punti. Milano +0,7% trainata da Amplifon +4%. Quarta seduta consecutiva in rialzo

Photo by MASSIMO SCARSELLETTA/Getty Images
Le borse in Europa continuano positive.
Euro Stoxx 50 +0,8%. Salgono ASML +3,5% e Siemens +2,5%. In calo i titoli del lusso Kering ed EssilorLuxottica -2%.
Stoxx 600 in rialzo dello 0,5%. I settori utility (+1,8%) e tecnologia (+1,4%) stanno sovraperformando, portando l’indice ad un nuovo record intraday a 651,86 punti. In particolare, E.ON nel comparto utility guadagna il 4%. Tra i tech spiccano Aixtron +6% e BE Semiconductor +4%.
I consumi sono i più penalizzati. Dino Polska -4,5%, guida al ribasso la grande distribuzione, De’Longhi invece, i consumi discrezionali con -2%.
A Milano, l’indice Ftse Mib è in rialzo dello 0,7%, trainato da Amplifon +5%, alla quarta seduta consecutiva in rialzo. Seguono Saipem +4% e Lottomatica +3%, bene anche Prysmian +2,5%.
In calo Stellantis -3%, seguita da Brunello Cucinelli e Moncler, -1%, per effetto delle vendite diffuse nel settore.
CAC 40 di Parigi +0,4%, DAX di Francoforte +0,9%.
Macro Eurozona
La mattinata europea ha offerto un quadro macro molto ricco, con la Francia in primo piano grazie ai dati sulla produzione industriale e manifatturiera di maggio. L’output industriale francese registra un lieve calo mensile del -0,1%, meno pesante delle attese che indicavano -0,4% e in controtendenza rispetto al +0,3% precedente. Su base annua, l'incremento è stato pari al +3,2% sopra sia alle stime, sia al dato precedente, entrambi al +2,9%. Anche la manifattura su base mensile mostra un arretramento contenuto del -0,1%, migliore delle attese di -0,3%, dopo un precedente rivisto al rialzo a +0,6%. Nel complesso, Parigi conferma un settore industriale che rallenta nel breve ma mantiene una traiettoria annua sorprendentemente forte, mentre la manifattura resta più esposta alla debolezza del ciclo europeo.
In Italia, le vendite al dettaglio di maggio offrono un segnale di ripresa dei consumi. Su base mensile il dato cresce dello 0,2%, in linea con le attese e meglio del precedente, rimasto invariato. Su base annua accelera al +2,2%, superando nettamente la stima di +1,7% e il dato precedente del +1,7% (rivisto da +1,6%). La domanda interna rimane prudente, ma il trend mostra un miglioramento graduale e coerente con una fase di stabilizzazione del quadro macro.
Sul fronte dei PMI S&P Global servizi e composito di giugno, l’Europa si conferma a più velocità.
La Spagna sorprende con un netto miglioramento: i servizi balzano a 54,2, ben sopra le attese di 50,9 e il precedente 50,1, mentre il dato composito sale a 53,3, anche qui sopra stime e il precedente di quasi 3 punti.
L’Italia mostra una stabilità senza sorprese, con i servizi globali a 50,2, in linea con le attese e sopra il 49,4 precedente, e il composito a 50,8, poco sotto la stima di 50,9, 50,4 il precedente.
La Francia resta invece il punto debole dell’area: sia i servizi globali sia il composito rimangono sotto la soglia dei 50, rispettivamente a 46,8 e 47,2, entrambi inferiori alle attese e ai dati precedenti, confermando una fase di contrazione moderata ma persistente.
La Germania mostra un miglioramento significativo pur restando sotto soglia: i servizi risalgono a 48,6, ben sopra stime e il precedente a 46,8, mentre il composito avanza a 49,5, rispetto ai 48 di stime e precedente. Berlino resta debole, ma il trend è chiaramente in miglioramento.
Chiude il quadro l’eurozona, con un segnale di stabilizzazione dell’attività aggregata. I servizi globali salgono a 49,4, sopra attese e precedente di 48,9, pur restando sotto soglia, mentre il composito raggiunge finalmente quota 50, tornando in area espansiva dopo il 49,5 precedente e le stime identiche. È un dato che suggerisce un primo ritorno alla crescita dell’attività complessiva del blocco, coerente con una normalizzazione graduale del ciclo e con rischi geopolitici meno acuti rispetto ai mesi scorsi.
Petrolio
Nessun aggiornamento sul fronte dei negoziati tra Stati Uniti e Iran.
Nel frattempo, Citi vede un calo fino a 60 dollari del petrolio Brent entro fine anno, grazie alla normalizzazione dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz e a fondamentali più deboli. La banca segnala domanda cinese assente, mercati fisici in netto indebolimento e scorte meno ridotte del previsto. Anche Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno rivisto al ribasso le loro previsioni. La riapertura dello Stretto sta riportando rapidamente il mercato in condizioni di eccesso di offerta e il ritorno a rotte organizzate e traffico crescente suggerisce che gli operatori percepiscono un rischio gestibile, non più proibitivo.
Il petrolio Brent è in rialzo dello 0,1% poco sotto i 72 dollari il barile, il WTI segna -0,1%, trattando a 68,5 dollari.
Altre macrovariabili
Oro +1% a 4.170 dollari l'oncia.
Obbligazionario: rendimento BTP decennale in rialzo a 3,70%, +3 punti base. Bund tedesco al 2,93%, +3 punti base e spread a 78 punti.
Si attenua il rialzo dell’euro sul dollaro, +0,08%. Cambio a 1,1441.
Bitcoin in rialzo dello 0,9% a 62mila dollari. Quasi +6% dall’inizio del secondo semestre.
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