Le borse europee recuperano parte delle perdite, rallenta l'inflazione

I prezzi al consumo calano a giugno su base mensile, grazie alla flessione dei costi energetici e alla rinnovata speranza in una risoluzione rapida in Medio Oriente. Borse sorrette dalla difesa

Autore: Niccolò Tirani
Bandiera dell’Unione europea con ombre di persone, immagine concettuale a tema politico.

Photo by AlxeyPnferov/Getty Images

Le borse europee recuperano parte delle perdite accumulate in apertura grazie anche alle performance dei titoli della difesa. L’indice Stoxx 50 tratta intorno alla parità.

Il mercato tiene gli occhi puntati sul Forum della Bce di Sintra, che oggi si concluderà con il tanto atteso confronto tra i principali banchieri centrali del mondo.

Macro Eurozona

Gli indici manifatturieri S&P Global di giugno nelle 4 maggiori potenze economiche dell’eurozona mostrano un quadro disomogeneo. Da una parte Francia e Germania registrano un incremento, rispettivamente a 51,2 (contro 50,7 del dato precedente e delle stime) e 50,3 (contro 50 del dato precedente e delle stime).

L’altro lato della medaglia invece vede Spagna e Italia in flessione. Lo stivale passa da 52,9 punti a 52,2 deludendo anche le aspettative di 52,4. La Spagna invece registra un rallentamento più brusco, scendendo anche sotto la soglia di crescita di 50 punti e registrandone 49,7, dai 51,2 del mese precedente e sotto le stime di 51.
Per quanto concerne il dato complessivo nell’eurozona si registra un lieve incremento passando da 51,3 a 51,4 punti.

Nel mese di giugno l’inflazione dell’area euro ha registrato un rallentamento rispetto alle attese. Su base annua registra un incremento del 2,8%, meno delle attese al 3% e in rallentamento rispetto al precedente 3,2%. Su base mensile, i prezzi al consumo sono diminuiti -0,1% meglio delle attese e del dato precedente che vedevano un incremento del +0,1%. La componente core è risultata pari a 2,4%, meglio del consensus al 2,5% e del precedente 2,6%.

Il quadro di giugno conferma una fase di rallentamento più marcato del previsto. La discesa simultanea di headline e core suggerisce che la dinamica dei prezzi sta beneficiando del recente calo dell’energia, favorito dal miglioramento del contesto geopolitico in Medio Oriente.
Per la BCE, il punto chiave ora è capire se il rialzo dei tassi di giugno, il primo dal 2023, sarà sufficiente a sterilizzare le pressioni inflazionistiche che si erano riaccese con l’impennata dei costi energetici durante la fase acuta del conflitto.

Borse Europee

Sull’indice Stoxx 50 salgono il colosso tedesco della difesa Rheinmetall +4,5% e Airbus +2,5%, anch’essa impegnata, seppur in maniera non così dominante nel settore della difesa. In calo Schneider Electric -2% e LVMH -1,5%.

L’Euro Stoxx 600 tratta intorno alla parità. I migliori comparti sono il comparto Automotive +1% e quello industriale, trainato nuovamente dai titoli della difesa: Babcock, che opera nel settore aereo, +5% e SAAB +3,5%. In calo i titoli media e dei consumi discrezionali che perdono oltre l’1,2%.

Anche Milano (poco mossa) vede rialzi dal comparto difesa: Avio +2%, Leonardo +4% e Fincantieri +2,5%. Salgono anche Unipol +2,5% e Diasorin +2%. In calo Snam -2%, Campari -1,8% e le utility Hera e Italgas -1,5%.

CAC 40 di Parigi -0,4%, DAX di Francoforte +0,4%.

Medio Oriente

Secondo un alto funzionario dell’amministrazione statunitense, i colloqui iniziati ieri a Doha tra le delegazioni del Golfo e i due negoziatori statunitensi, Jared Kushner e Steve Witkoff, sarebbero stati positivi.

L’ostacolo maggiore rimane la volontà dell’Iran di mantenere un certo controllo sul traffico nello Stretto di Hormuz. Teheran continua a valutare l’idea di imporre tariffe di transito, proposta respinta da USA, Europa e paesi del Golfo. L’accordo provvisorio sospende i pedaggi per 60 giorni, ma lascia aperta la possibilità che vengano introdotti in seguito.

Il Petrolio Brent torna in calo, -1,7% a 71,5 dollari al barile. Il WTI vede un simile andamento attestandosi sui 68 dollari. Entrambi sui minimi dall’inizio del conflitto.

Altre Macrovariabili

Oro -0,7% a 3.980 dollari l'oncia. Sui minimi da ottobre scorso.

Obbligazionario: rendimento BTP decennale in rialzo a 3,67%, + 4,5 punti base. Bund tedesco al 2,88%, spread a 78 punti.

Euro in calo sul dollaro. Cambio a 1,1393, -0,25%.

Bitcoin +0,3% a 58.800 dollari. Sui minimi da settembre 2024.



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