Europa debole, preoccupata per l'inflazione e le tensioni in Medio Oriente

L'Iran avrebbe dichiarato di poter estendere il conflitto all'Oceano Indiano se USA e Israele dovessero attaccare di nuovo, petrolio a 105 dollari. Rendimenti sui massimi: BTP al 4,54%, spread a 96

Autore: Niccolò Tirani
Bandiere Unione Europea con bagliore in primo piano

Photo by Bloomberg Creative/Getty Images

Le borse europee estendono le perdite mentre il petrolio Brent raggiunge i 105 dollari il barile (+2,5%) e i rendimenti dei bond raggiungono i livelli più alti da decenni.

Indice Euro Stoxx 50 -0,5%, Stoxx 600 -0,4%.

Petrolio

Un consigliere militare della Guida Suprema iraniana ha dichiarato che Teheran potrebbe estendere la guerra all’Oceano Indiano se gli USA o Israele dovessero attaccare di nuovo. 

Le dichiarazioni hanno smorzato l’ottimismo attorno agli incontri tra funzionari iraniani e statunitensi a margine dell’Assemblea Generale ONU. L’Iran ha ripetutamente promesso di intensificare la propria risposta contro gli USA in caso di nuovi attacchi.

Inoltre, nonostante il presidente della Repubblica islamica, Masoud Pazeshkian, abbia affermato di essere aperto a colloqui di pace con gli USA, resta fermo sulla posizione contraria alla libera navigazione attraverso Hormuz finché resteranno in vigore le sanzioni e il blocco statunitense.

Bond

Il Bund tedesco a dieci anni sale di 2 punti base al 3,57% sui massimi dal 2007 all'indomani della pubblicazione di dati sull'andamento dell'attività economia nella zona euro di parecchio superiori alle aspettative. Inoltre, l'indice IFO sul clima commerciale ha raggiunto gli 89,9 punti, livello più alto da maggio 2023.
Il BTP è al 4,54%. Lo spread BTP-Bund sale a 96 punti, massimo da giugno 2025.

L'OAT francese al 4,69%, sui massimi dal 2007. 

A peggiorare le condizioni del mercato dei bond è stato l'esito dell'asta del Tesoro degli Stati Uniti da 70 miliardi di dollari in titoli a cinque anni. Il prestito è stato aggiudicato a un rendimento del 5,033% — il livello più alto dal 2006 — contro il 5,002% registrato sul mercato "when-issued", ovvero, alla scadenza per la presentazione delle offerte. Questa differenza mostra che la domanda è stata inferiore alle previsioni; si tratta dell'undicesimo risultato consecutivo sottotono per questa scadenza.

Negli Stati Uniti, il Treasury decennale sale di oltre 2 punti base al 5,14%, vicino ai massimi del 2007. Salgono al 75% le probabilità di un rialzo dei tassi d'interesse nella prossima riunione della FED.

Borse europee

I maggiori rialzi sono registrati nel comparto energy, spinto dal rialzo del petrolio: Vallourec +4,5%, Equinor +3% e Repsol +2,5%.

Salgono anche i comparti dei consumi, tipicamente più difensivi. Food&Beverage +1% e grande distribuzione +0,9%.

In calo il settore tecnologico: SOITEC -4,5%, Logitech -4%, Infineon -3,7%; mentre continua ad arretrare il settore automotive, finora il peggiore dell'anno (-18%). Maggiormente penalizzati i produttori tedeschi, in calo di oltre il 2%.

Vendite diffuse anche sui comparti delle banche e dei servizi finanziari (-1%). BNP Paribas -4,5%, Société Générale -3%.

A Milano il Ftse Mib arretra dello 0,6%. STM -3% segue i cali nel comparto tecnologico, Fincantieri e Leonardo cedono il 2,7%. I rialzi coinvolgono Eni e Tenaris, +1,1%, in scia al petrolio e DiaSorin +0,6%.

CAC 40 di Parigi e DAX di Francoforte -0,7%.

Macroivariabili

Gas TTF di Amsterdam: in rialzo del 3,2% a 74 euro il Megawattora.

Oro -0,8% a 4.255 dollari l'oncia. Argento in calo dell'1,5% a 63,5 dollari. Il rafforzamento del dollaro deprezza i metalli preziosi. Da inizio settembre il Dollar Index ha guadagnato quasi l'1,8%.

L'Euro è in calo dello 0,1% sul dollaro, cambio a 1,137, sui minimi da luglio. 

Bitcoin -1,2% sugli 83.200 dollari.



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