Borse solide, DAX pronto a chiudere la migliore settimana da inizio anno
Record storico per il listino di Francoforte, grazie a Rheinmetall, +15% nella settimana. A Milano la migliore nelle 5 sedute è stata Leonardo +15%, Tenaris la peggiore, -4%.

Leonardo S.p.A. and subsidiaries.
Le borse in Europa si preparano ad una chiusura in rialzo, segnata dalle ottime performance settimanali di alcuni titoli della difesa.
A Milano, l’indice Ftse Mib è in rialzo dello 0,7%, trainato da Amplifon +4,7%, alla quarta seduta consecutiva in rialzo. Seguono Saipem +4% e Lottomatica +3%, bene anche Prysmian +3%. In calo Stellantis -3,5%, seguita da Brunello Cucinelli e Ferrari -0,8%.
Nella settimana i migliori titoli a Piazza Affari sono stati Leonardo +15%, Avio +14,5% e Unipol +11,5%. I cali maggiori sono stati registrati da Tenaris, -4%, Stellantis -1,5% e Italgas -1,5%.
L’indice Euro Stoxx 50 sale del +0,9%. Salgono ASML +3,9% e Siemens +2,7%. In calo i titoli del lusso, Kering ed EssilorLuxottica -1,6%, e SAP -1,8%.
I migliori titoli della settimana sono stati Rheinmetall +15% e Bayer +13%.
Lo Stoxx 600 è in rialzo dello 0,7%. I settori utility (+1,8%) e tecnologia (+1,4%) stanno sovraperformando, portando l’indice verso un possibile nuovo record a 651,86 punti. In particolare, E.ON nel comparto utility guadagna il 4%. Tra i tech spiccano Aixtron +5,7% e BE Semiconductor +4,5%.
Le vendite sono concentrate sui consumi. Dino Polska -4%, guida al ribasso la grande distribuzione, De’Longhi i consumi discrezionali con -2,3% insieme a l’Oreal -1,7%.
Il CAC 40 di Parigi è in rialzo dello 0,5%, mentre il DAX di Francoforte con un +1% si prepara a chiudere la miglior settimana da inizio anno.
Macro Eurozona
La mattinata europea ha offerto un quadro macro molto ricco, con la Francia in primo piano grazie ai dati sulla produzione industriale e manifatturiera di maggio. L’output industriale francese registra un lieve calo mensile del -0,1%, meno pesante delle attese che indicavano -0,4% e in controtendenza rispetto al +0,3% precedente. Su base annua, l'incremento è stato pari al +3,2% sopra sia alle stime, sia al dato precedente, entrambi al +2,9%. Anche la manifattura su base mensile mostra un arretramento contenuto del -0,1%, migliore delle attese di -0,3%, dopo un precedente rivisto al rialzo a +0,6%. Nel complesso, Parigi conferma un settore industriale che rallenta nel breve ma mantiene una traiettoria annua sorprendentemente forte, mentre la manifattura resta più esposta alla debolezza del ciclo europeo.
In Italia, le vendite al dettaglio di maggio offrono un segnale di ripresa dei consumi. Su base mensile il dato cresce dello 0,2%, in linea con le attese e meglio del precedente, rimasto invariato. Su base annua accelera al +2,2%, superando nettamente la stima di +1,7% e il dato precedente del +1,7% (rivisto da +1,6%). La domanda interna rimane prudente, ma il trend mostra un miglioramento graduale e coerente con una fase di stabilizzazione del quadro macro.
Sul fronte dei PMI S&P Global servizi e composito di giugno, l’Europa si conferma a più velocità.
La Spagna sorprende con un netto miglioramento: i servizi balzano a 54,2, ben sopra le attese di 50,9 e il precedente 50,1, mentre il dato composito sale a 53,3, anche qui sopra stime e il precedente di quasi 3 punti.
L’Italia mostra una stabilità senza sorprese, con i servizi globali a 50,2, in linea con le attese e sopra il 49,4 precedente, e il composito a 50,8, poco sotto la stima di 50,9, 50,4 il precedente.
La Francia resta invece il punto debole dell’area: sia i servizi globali sia il composito rimangono sotto la soglia dei 50, rispettivamente a 46,8 e 47,2, entrambi inferiori alle attese e ai dati precedenti, confermando una fase di contrazione moderata ma persistente.
La Germania mostra un miglioramento significativo pur restando sotto soglia: i servizi risalgono a 48,6, ben sopra stime e il precedente a 46,8, mentre il composito avanza a 49,5, rispetto ai 48 di stime e precedente. Berlino resta debole, ma il trend è chiaramente in miglioramento.
Chiude il quadro l’eurozona, con un segnale di stabilizzazione dell’attività aggregata. I servizi globali salgono a 49,4, sopra attese e precedente di 48,9, pur restando sotto soglia, mentre il composito raggiunge finalmente quota 50, tornando in area espansiva dopo il 49,5 precedente e le stime identiche. È un dato che suggerisce un primo ritorno alla crescita dell’attività complessiva del blocco, coerente con una normalizzazione graduale del ciclo e con rischi geopolitici meno acuti rispetto ai mesi scorsi.
Petrolio
Nessun aggiornamento sul fronte dei negoziati tra Stati Uniti e Iran.
Nel frattempo, Reuters riporta, citando tre persone a conoscenza della questione, che l’Iran avrebbe avviato colloqui per vendere petrolio a società giapponesi. I potenziali acquirenti chiedono una proroga più lunga della deroga alle sanzioni statunitensi e garanzie sulle condizioni di trasporto.
Citi vede un calo fino a 60 dollari del petrolio Brent entro fine anno, grazie alla normalizzazione dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz e a fondamentali più deboli. La banca segnala una domanda cinese assente, mercati fisici in netto indebolimento e scorte meno ridotte del previsto. Anche Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno rivisto al ribasso le loro previsioni. La riapertura dello Stretto sta riportando rapidamente il mercato in condizioni di eccesso di offerta e il ritorno a rotte organizzate e traffico crescente suggerisce agli operatori un rischio gestibile.
Il petrolio Brent è in calo dello 0,1% sui 71,8 dollari il barile, il WTI segna -0,3%, trattando a 68,5 dollari.
Altre macrovariabili
Oro +1% a 4.170 dollari l'oncia.
Obbligazionario: rendimento BTP decennale in rialzo a 3,70%, +3 punti base. Bund tedesco al 2,93%, +3 punti base e spread a 78 punti.
Si attenua il rialzo dell’euro sul dollaro, +0,1%. Cambio a 1,1442.
Bitcoin in rialzo dello 1% a 62.140 dollari. +6% dall’inizio del secondo semestre.
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