Borse europee incerte, PMI in crescita ma si teme l'inflazione

Indice PMI manifatturiero dell'Eurozona a 51,6 punti, sopra i 51,4 di aprile. Per gli esperti, il settore potrebbe risentire dell'aumento dei prezzi dovuto alla guerra in Medio Oriente

Autore: Niccolò Tirani
L’edificio Paul-Henri Spaak ospita l’emiciclo, la camera di dibattito del Parlamento Europeo e gli uffici del Presidente dal 1994.

Photo by olrat/Getty Images

Le borse in Europa si mantengono poco sopra la parità.

A Milano continuano a salire i petroliferi. Saipem +3%, Tenaris +2,4%, Eni +1,6%. Crolla invece Avio -5,5% dopo il downgrade da buy a hold di Equita. Scendono anche Nexi -2,8%, Fincantieri e Buzzi, che segnano un calo dell’1,8%.

L’indice Euro Stoxx 50 è sorretto dagli acquisti di Schneider Electric, che segna un rialzo del 3,5% seguita da Infineon Technologies +2,7%. Adyen è in calo di quasi il 5%, mentre Bayer e Rheinmetall perdono circa il 2%.

L’Euro Stoxx 600 resta il meno resiliente, -0,3%. Il comparto media è quello che registra le vendite più diffuse -1,5%, salgono invece i titoli petroliferi +1,4%

CAC 40 di Parigi e DAX di Francoforte continuano a trattare poco sopra la parità.

Manifattura Eurozona

L'indice PMI manifatturiero dell'Eurozona si è attestato a 51,6 punti,  sopra i 51,4 delle stime e del mese di aprile.

Il PMI della Germania si è portato a 50,1 punti, le stime e il dato precedente erano pari a 49,9 precedenti.

In Francia si è attestato a 49,7, in rialzo rispetto al 48,9 di aprile e previsto dagli analisti. 

In Italia, il PMI manifatturiero sale a 52,9 dal 52,1 precedente e supera il 52 atteso.

Infine, il PMI della Spagna è sceso a 51,2 da 51,7, contro il 52 atteso.

Chris Williamson, Chief Business Economist S&P Global Market Intelligence, ha sottolineato che "sebbene le aziende manifatturiere dell'Area euro abbiano riportato a maggio la quarta espansione mensile consecutiva, il settore mostra segni di difficoltà a causa all'aumento dei prezzi e delle interruzioni nella catena di fornitura derivanti dalla guerra in Medio Oriente. Il settore è stato costretto a trasferire costi più alti ai clienti, il che inevitabilmente farà aumentare l'inflazione nei prossimi mesi".

Medio Oriente

Continua lo stallo in Medio Oriente. Secondo Goldman Sachs, i prezzi del petrolio sono esposti a rischi in entrambe le direzioni. Da un lato, prolungate interruzioni delle potrebbero spingere ulteriormente i prezzi al rialzo; dall’altro, una domanda più debole del previsto potrebbe limitarne i guadagni.

Lo stallo ha portato il petrolio Brent a riavvicinarsi alla soglia dei 95 dollari al barile +3,7%. Il West Texas Intermediate segna un rialzo del 4,2% e supera i 91 dollari.

Altre Macrovariabili

Oro -0,9% a 4.498 dollari l'oncia.

Obbligazionario: rendimento BTP decennale a 3,70%, spread a 73 punti. Bund tedesco al 2,98%.

Euro stabile sul dollaro a 1,165.

Bitcoin -1,2% a 73.000 dollari.



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