Borse europee deboli, sale il comparto petrolifero
Il Brent si avvicina ai 90 dollari al barile; in un solo mese il prezzo dell'oro nero è avanzato del 19%. Saxo Bank vede una "chiusura prolungata di Hormuz"

Le borse europee sono deboli con l'Euro Stoxx 50 e Stoxx 600 che oscillano sulla parità.
Il comparto energy continua a beneficiare del rialzo del petrolio, che in un mese ha guadagnato circa il 19%. Il rivenditore di diesel e petrolio, Neste, avanza del 3% mentre Equinor segna +2,8%.
Salgono anche alcuni titoli tecnologici, con lo Stoxx di riferimento che guadagna lo 0,5%.
I comparti più colpiti dalle vendite sono quelli difensivi del food&beverage e della grande distribuzione (-0,8%) e il settore dei viaggi (-0,7%).
A Milano, il Ftse Mib è piatto. Stellantis arretra del 2% e cancella i guadagni della seduta precedente. Dall'inizio dell'anno il titolo ha dimezzato il suo valore. In calo anche Nexi -1% e Unipol -0,9%. I rialzi sono concentrati nel settore Oil&Gas con Eni e Tenaris che avanzano rispettivamente del 2% e dell'1%, segue tra le migliori Prysmian che guadagna l'1%.
DAX di Francoforte, CAC 40 di Parigi e Ftse 100 di Londra sono in ribasso dello 0,2%.
Iran e Stati Uniti sempre più distanti
Il quadro geopolitico sullo Stretto di Hormuz resta teso. Le nuove richieste di risarcimento avanzate da Donald Trump all’Iran hanno ridotto le speranze di un accordo rapido per riaprire il passaggio, con Teheran che ribadisce le proprie condizioni, anche in riferimento al blocco navale. Secondo la Camera di Commercio Iran‑Cina, il blocco navale potrebbe aggiungere fino a 18 miliardi di dollari l’anno ai costi commerciali di Teheran.
Il petrolio mantiene i recenti rialzi dopo il balzo del 5% di ieri, con il Brent che guadagna il 2,5%, posizionandosi poco sotto i 90 dollari il barile, mentre il gas TTF di Amsterdam si muove in un contesto di forte sensibilità alle tensioni sul corridoio energetico regionale a 61 euro il megawattora.
Gli analisti sottolineano che le richieste avanzate da entrambe le parti rendono improbabile un’intesa immediata sulla riapertura dello stretto. Secondo Saxo Bank, il contesto attuale "punta a una chiusura prolungata" che scoraggia strategie ribassiste sul greggio. La volatilità resta elevata anche per le tensioni nel Mar Rosso, dove i ribelli Houthi minacciano le rotte di rifornimento saudite.
Altre macrovariabili
Obbligazioni: Il rendimento del BTP decennale sale di 3 punti base, poco sotto il 4%, quello del Bund al 3,19%. Spread a 80 punti. Il rendimento del Gilt decennale torna sopra il 5%.
Metalli preziosi: l'oro è in calo dello 0,5%, sui 4.300 dollari l'oncia. L’argento arretra dell'1,5%, sui 64,7 dollari.
Euro poco mosso sul dollaro, cambio a 1,153.
Bitcoin poco mosso a 64mila dollari.
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