Borse dell'Europa prudenti, con un occhio allo Stretto di Hormuz

I transiti di navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz sono azzerati riporta oggi la Bbc, basandosi su un suo monitoraggio della navigazione. Il petrolio sale del 4%. Indice Stoxx 600 piatto

Autore: Marino Masotti
Vista aerea della sede a Casalborsetti

Le borse europee sono incerte tra ribasso e rialzo, il riaccendersi del conflitto nel Golfo Persico spinge di nuovo su il petrolio e indebolisce le obbligazioni.

Ultime dalla guerra

Nel fine settimana gli iraniani hanno sparato a una petroliera in transito a Hormuz su una rotta non autorizzata, gli Stati Uniti hanno fatto subito alzare gli aerei ed hanno iniziato a bombardare installazioni militari di Teheran. Alcuni singoli cargo sono passati nelle scorse ore 'al buio', ossia con i trasponder spenti. Ieri sera il governo di Teheran aveva parlato di passaggio "al momento" non più possibile a causa dei "movimenti illegali delle forze armate americane nella regione". 

Indice Euro Stoxx 50 -0,1%. 

Indice Stoxx 600. Nella scia del petrolio si tengono le azioni delle società collegate all'energia. Sale di quasi il 2% l'indice Stoxx TLC. In calo il tech ed il segmento dei viaggi.
Vodafone +5%, dal +12% di venerdì, a seguito del cambio degli assetti proprietari.  

Ftse Mib della borsa di Milano +0,1%. Inwit è la miglior blue chip +2,5%. Fineco Bank sale del 2% per effetto delle indiscrezioni del Corriere della Sera sulle prossime mosse di Unicredit. Moncler +2%.
In calo Avio e Leonardo. Saipem -1%.

Ftse 100 della borsa di Londra sulla parità. 
Secondo gli strateghi di Citigroup, il mercato azionario britannico è difensivo e orientato verso le materie prime, il che lo rende meno attraente con l'attenuarsi delle tensioni geopolitiche. Il team guidato da Beata Manthey ha declassato il Paese da sovrappeso a sottopesato.

Macrovariabili 

Il petrolio tipo Brent è in rialzo del 4% a 79 dollari il barile.

Euro in lieve rafforzamento su dollaro, a 1,143. 
Il dollaro potrebbe continuare a beneficiare del rialzo dei prezzi dell'energia e delle aspettative di una Federal Reserve ancora orientata verso una politica monetaria restrittiva, mentre euro e yen restano penalizzati dall'aumento dei costi energetici e dai differenziali di rendimento. È questa la valutazione di Chris Turner, analista di ING.

Bund al 3,08% e BTP al 3,82%. 



In questo articolo

Azioni menzionate

Disclaimer

Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezione Avvertenze.