Borse caute, dati macro in lieve crescita ma disomogenei

Indici S&P Global PMI europei in miglioramento: Italia e Spagna migliorano, Francia e Germania avanzano ma restano sotto soglia. Il composito Eurozona torna in area espansiva

Autore: Niccolò Tirani
19 aprile 2023, Bruxelles, Belgio: Foto delle bandiere dell’UE davanti al Parlamento Europeo a Bruxelles, Belgio.

Photo by George Pachantouris/Getty Images

In Europa, l’indice Euro Stoxx 50 guadagna lo 0,2%. Nel paniere spiccano ASML +2,5%, Mercedes Benz e VolksWagen, +1,5%.

In calo l’Oreal -3%. Ahold Delhaize, leader nella grande distribuzione, scende del -2,8%, mentre Rheinmetall arretra del -2,5%.

Vanno male anche i titoli del lusso: Hermes, EssilorLuxottica e LVHM sono in calo tra l’1% e il 2%.

Lo Stoxx 600 tratta invece intorno alla parità. Salgono le utility (+1,3%) e il comparto automotive (+0,8%). E.ON +3,3%, Fortum +2,8% e Ørsted +2,2% guidano il comparto utilities europeo. Porsche guida il settore automotive con un rialzo di oltre il 3%.

Scendono i consumi e il lusso: Kering -3%, Tesco e Carrefour -2%.

A Piazza Affari il Ftse Mib sale dello +0,1%. Amplifon, Saipem e Prysmian trattano intorno al +2%. Scendono Brunello Cucinelli -2%, Stellantis, -1,5%, Leonardo -1,3% e Moncler -1%.

CAC 40 di Parigi -0,2%, DAX di Francoforte +0,4%.

Macro Eurozona

La mattinata europea ha offerto un quadro macro molto ricco, con la Francia in primo piano grazie ai dati sulla produzione industriale e manifatturiera di maggio. L’output industriale francese registra un lieve calo mensile del -0,1%, meno pesante delle attese che indicavano -0,4% e in controtendenza rispetto al +0,3% precedente. Su base annua, l'incremento è stato pari al +3,2% sopra sia alle stime, sia al dato precedente, entrambi al +2,9%. Anche la manifattura su base mensile mostra un arretramento contenuto del -0,1%, migliore delle attese di -0,3%, dopo un precedente rivisto al rialzo a +0,6%. Nel complesso, Parigi conferma un settore industriale che rallenta nel breve ma mantiene una traiettoria annua sorprendentemente forte, mentre la manifattura resta più esposta alla debolezza del ciclo europeo.

In Italia, le vendite al dettaglio di maggio offrono un segnale di ripresa dei consumi. Su base mensile il dato cresce dello 0,2%, in linea con le attese e meglio del precedente, rimasto invariato. Su base annua accelera al +2,2%, superando nettamente la stima di +1,7% e il dato precedente del +1,7% (rivisto da +1,6%). La domanda interna rimane prudente, ma il trend mostra un miglioramento graduale e coerente con una fase di stabilizzazione del quadro macro.

Sul fronte dei PMI S&P Global servizi e composito di giugno, l’Europa si conferma a più velocità.

La Spagna sorprende con un netto miglioramento: i servizi balzano a 54,2, ben sopra le attese di 50,9 e il precedente 50,1, mentre il dato composito sale a 53,3, anche qui sopra stime e il precedente di quasi 3 punti.

L’Italia mostra una stabilità senza sorprese, con i servizi globali a 50,2, in linea con le attese e sopra il 49,4 precedente, e il composito a 50,8, poco sotto la stima di 50,9,  50,4 il precedente.

La Francia resta invece il punto debole dell’area: sia i servizi globali sia il composito rimangono sotto la soglia dei 50, rispettivamente a 46,8 e 47,2, entrambi inferiori alle attese e ai dati precedenti, confermando una fase di contrazione moderata ma persistente.

La Germania mostra un miglioramento significativo pur restando sotto soglia: i servizi risalgono a 48,6, ben sopra stime e il precedente a 46,8, mentre il composito avanza a 49,5, rispetto ai 48 di stime e precedente. Berlino resta debole, ma il trend è chiaramente in miglioramento.

Chiude il quadro l’eurozona, con un segnale di stabilizzazione dell’attività aggregata. I servizi globali salgono a 49,4, sopra attese e precedente di 48,9, pur restando sotto soglia, mentre il composito raggiunge finalmente quota 50, tornando in area espansiva dopo il 49,5 precedente e le stime identiche. È un dato che suggerisce un primo ritorno alla crescita dell’attività complessiva del blocco, coerente con una normalizzazione graduale del ciclo e con rischi geopolitici meno acuti rispetto ai mesi scorsi.

Petrolio

Il greggio resta sotto pressione dopo il crollo del secondo trimestre, con Citi che vede un calo fino a 60 dollari del Brent entro fine anno, grazie alla normalizzazione dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz e a fondamentali più deboli. La banca segnala domanda cinese assente, mercati fisici in netto indebolimento e scorte meno ridotte del previsto.

La riapertura dello Stretto sta riportando rapidamente il mercato in condizioni di oversupply, eccesso di offerta, tema ripreso anche da Goldman Sachs e Morgan Stanley, che hanno rivisto al ribasso le loro previsioni. Il ritorno a rotte organizzate e traffico crescente suggerisce che gli operatori percepiscono un rischio gestibile, non più proibitivo.

Il petrolio Brent è in rialzo dello 0,2% sui 72 dollari al barile, il WTI tratta intorno alla parità poco sotto i 69 dollari.

Altre Macrovariabili

Oro +1,2% a 4.180 dollari l'oncia.

Obbligazionario: rendimento BTP decennale in rialzo a 3,72%, +2 punti base. Bund tedesco al 2,92%, +2,5 punti base e spread a 78 punti.

Euro in rialzo più contenuto sul dollaro, +0,14%. Cambio a 1,1448.

Bitcoin in rialzo dello 0,2% a 61.620 dollari. +5% dall’inizio del secondo semestre.



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