Asia in ribasso dopo l'escalation Usa-Iran, vendite sui tech

L'inflazione dei prezzi alla produzione (PPI) giapponese per il mese di maggio è risultata molto più elevata del previsto, principalmente a causa dell'aumento dei costi dei carburanti

Autore: Redazione
Facciata della Borsa di Tokyo, una delle borse più grandi del mondo.

Photo by LewisTsePuiLung/Getty Images

I mercati asiatici viaggiano in ribasso, penalizzati da una maggiore avversione al rischio a seguito della nuova escalation militare tra Stati Uniti e Iran, mentre anche il recupero dei titoli tecnologici si è esaurito.

Dopo che le due parti si sono scambiate una serie di attacchi ieri, è ripartita la corsa dei prezzi del petrolio. Le rinnovate ostilità sono state innescate dall'abbattimento da parte dell'Iran di un elicottero statunitense nello Stretto di Hormuz.

Giappone

L'indice Nikkei 225 del Giappone perde il 2%. 

L'inflazione dei prezzi alla produzione (PPI) giapponese per il mese di maggio è risultata molto più elevata del previsto, principalmente a causa dell'aumento dei costi dei carburanti, conseguenza del conflitto con l'Iran.

Questo dato ha alimentato il timore che la Banca del Giappone debba aumentare ulteriormente i tassi di interesse. La banca centrale ha segnalato che discuterà un possibile rialzo nella riunione prevista per la prossima settimana.

Le perdite del settore tecnologico hanno inoltre pesato sul Nikkei. Le azioni di SoftBank Group sono crollate di quasi il 10% dopo che Bloomberg ha riferito che i colloqui del conglomerato tecnologico con potenziali finanziatori, per raccogliere 6 miliardi di dollari tramite un prestito garantito dalla sua partecipazione in OpenAI, si sono arenati.

Cina e Hong Kong

Gli indici cinesi Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite scendono rispettivamente dell'1% e dello 0,6%.

I dati sull'indice dei prezzi al consumo (CPI) della Cina per maggio sono risultati più deboli delle attese.

L'inflazione dei prezzi alla produzione (PPI) cinese, invece, è aumentata. Si tratta del ritmo di crescita più rapido degli ultimi quasi quattro anni. A pesare sono sempre gli effetti della guerra in Medio Oriente.

La divergenza tra i dati inflazionistici cinesi indica ulteriori ostacoli per l'economia, soprattutto a causa del crescente squilibrio tra domanda e offerta.

L'indice Hang Seng di Hong Kong perde l'1,1%, crolla Lenovo.

Corea del Sud

L'indice KOSPI della Corea del Sud perde il 5,6% a causa delle vendite sui principali titoli del settore dei semiconduttori.

L'aumento dell'incertezza economica favorisce la presa di profitto sui titoli dei chip. Anche alcuni dubbi sulla sostenibilità a lungo termine del cosiddetto “trade dell'intelligenza artificiale” pesano sul settore.



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