Asia in calo, crolla il KOSPI, il petrolio continua l'impennata

I titoli energetici balzano grazie all’aumento del greggio

Autore: Redazione
corea del sud websim

La maggior parte dei mercati azionari asiatici è in discesa, mentre prosegue la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.

L’impennata dei prezzi del petrolio (Brent a 80 dollari) e le interruzioni del commercio globale rappresentano le due principali preoccupazioni legate al conflitto, con la prima che rischia anche di alimentare l’inflazione.

In questo scenario, i titoli delle compagnie aeree - costrette a sospendere i voli in tutto il Medio Oriente - sono in calo in tutta l’Asia, mentre i titoli energetici balzano grazie all’aumento dei prezzi del petrolio.

Corea e Giappone

L’indice sudcoreano KOSPI è il peggiore in Asia, perde il 6%.

I titoli locali sono stati colpiti anche da un’ondata di prese di profitto dopo una forte performance a febbraio. I protagonisti del settore chip SK Hynix Inc e Samsung Electronics, insieme alla casa automobilistica Hyundai Motor – che avevano beneficiato dell’ottimismo sull’intelligenza artificiale – scendono tra il 5% e l’8%.

Gli indici giapponesi Nikkei 225 e TOPIX perdono oltre il 2%. A livello macro, la spesa in conto capitale è aumentata bruscamente nel quarto trimestre, indicando una certa resilienza della crescita. Tuttavia, il tasso di disoccupazione in Giappone è cresciuto inaspettatamente a gennaio.

Bank of Japan: il vice governatore Ryozo Himino ha dichiarato lunedì che la banca centrale probabilmente continuerà ad aumentare i tassi di interesse.

Cina e Hong Kong

In Cina, lo Shanghai Shenzhen CSI 300 scende dello 0,6%.

Entro l’11 marzo, la leadership cinese dovrebbe delineare il 15° piano quinquennale per il periodo 2026-2030, con priorità attese per lo sviluppo tecnologico e industriale. I media locali suggeriscono inoltre che Pechino presenterà piani per ulteriori misure di stimolo, a fronte di una crescita economica debole negli ultimi cinque anni.

L’indice Hang Seng di Hong Kong cala dello 0,5%, con i rialzi di alcuni titoli energetici e tecnologici che hanno contribuito a limitare le perdite complessive. 

Altrove in Asia

L’indice Straits Times di Singapore è un’eccezione e sale dello 0,9% grazie ai guadagni dei titoli energetici locali, mentre i future sull’indice indiano Nifty 50 calano dello 0,6%.

L’indice australiano ASX 200 arretra dell’1,3%, l’attenzione si concentra sui dati del prodotto interno lordo del quarto trimestre, attesi per mercoledì. Si teme una possibile debolezza.

I mercati australiani sono stati inoltre scossi dalle dichiarazioni della governatrice della Reserve Bank of Australia, Michele Bullock, che ha suggerito un possibile nuovo aumento dei tassi a marzo. Bullock ha avvertito dei rischi inflazionistici derivanti da un conflitto prolungato in Medio Oriente.

 



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