Fed, occhi su Jackson Hole, attesa per le parole di Warsh
I mercati vogliono rassicurazioni su più fronti, anche se, secondo alcuni esperti, sarà difficile che capo della Fed si sbilanci

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Ieri è iniziato il forum di Jackson Hole, la conferenza annuale della Fed. C'è molta attesa per le dichiarazioni di Kevin Warsh, anche alla luce degli ultimi dati sull'inflazione usciti mercoledì. Il numero uno della banca centrale Usa parlerà oggi alle 16.00 ore italiane.
A livello annuale, i prezzi al consumo in Usa sono aumentati del 3,7%, rimanendo ben al di sopra del target della Fed del 2%. Per gli analisti, la probabilità che l'istituto aumenti i tassi a settembre sono del 42%, ma questa percentuale sale sensibilmente a dicembre.
Il quadro attuale è complesso e rende meno facili le decisioni di politica monetaria. Oltre all'inflazione, i banchieri dovranno anche tener conto del rallentamento del mercato del lavoro. In aggiunta, gli investitori stanno valutando anche le ultime mosse del Segretario al Tesoro, Scott Bessent, che di recente ha stabilito un piano di riacquisto di Treasury per contrastare l'ascesa dei rendimenti a lungo termine.
Secondo Ulrich Urbahn di Berenberg, "un messaggio deciso sull’inflazione, sulla credibilità fiscale o sulla necessità di mantenere una politica monetaria restrittiva tenderebbe a far salire i rendimenti reali e nominali sulle scadenze più lunghe, sostenere il dollaro e penalizzare gli asset più sensibili alla duration. Le azioni potrebbero inizialmente non reagire".
I mercati vogliono quindi rassicurazioni su più fronti, anche se, secondo alcuni esperti, come Kevin Thozet di Carmignac, sarà difficile che Warsh dia indicazioni troppo specifiche, avendo anche abolito la forward guidance.
Secondo quanto dichiarato da Torsten Slok di Apollo Global Management a Bloomberg Television, "se Warsh non fornirà indicazioni sul quadro di riferimento della politica monetaria, si potrebbe innescare un movimento molto più ampio dei tassi a lunga scadenza".
"Ciò che gli investitori vogliono vedere è il quadro di riferimento che la Fed sta utilizzando per valutare l’economia, in modo da consentire ai mercati di interpretare meglio i dati in arrivo", ha affermato Hugh Gimber, strategist sui mercati globali di JPMorgan Asset Management. "È questo l’elemento che al momento manca".
Il presidente della Federal Reserve Bank di Kansas City, Jeff Schmid, ha affermato che l’attuale livello dei tassi di interesse non stia frenando l’economia statunitense. "A mio avviso, potrebbe esserci una politica accomodante nel breve termine", ha dichiarato a Bloomberg Television. "Quindi abbiamo ancora del lavoro da fare".
Nella riunione di luglio, i membri del Fomc hanno mantenuto il tasso sui federal funds tra il 3,5% e il 3,75%. I verbali della riunione hanno evidenziato che diversi funzionari, compresi alcuni senza diritto di voto, erano favorevoli a un rialzo dei tassi, mentre altri avevano sostenuto questa necessità solo nel caso di inflazione persistente.
La Fed si riunirà nuovamente il 15 e 16 settembre e poi a fine ottobre, poco prima delle elezioni Usa di metà mandato.
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