La Fed prepara il rialzo tassi, Trump firma la pace, in Asia salgono Nikkei e Kospi

Alla Federal Reserve si è aperta l'era Kevin Warsh con una conferma dei tassi al 3,5%-3,75%. La banca centrale apre la strada a un possibile rialzo del costo del denaro entro l'anno

Autore: Marino Masotti
Facciata della Borsa di Tokyo, una delle borse più grandi del mondo.

Photo by LewisTsePuiLung/Getty Images

La firma del presidente degli Stati Uniti Donald Trump al pre-accordo di pace con l’Iran ha di nuovo cambiato gli scenari di mercato, scossi ieri ieri sera dai moniti della Federal Reserve sull’inflazione.

Torna a scendere il petrolio ed a rafforzarsi le obbligazioni, indebolitesi ieri, insieme alle azioni, sulle aspettative di un imminente rialzo dei tassi. Si sono ridotti nel corso della notte i forti guadagni messi a segno dal dollaro.

Il petrolio tipo Brent perde il 2% a 78 dollari il barile. Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha affermato che l'Iran riaprirà "immediatamente" lo Stretto di Hormuz e che gli Stati Uniti revocheranno "subito" il blocco.

Euro dollaro in apprezzamento a 1,152, dopo il calo di quasi l’1% di ieri.
Alla Federal Reserve si è aperta l'era Kevin Warsh con una conferma dei tassi al 3,5%-3,75%. La banca centrale apre la strada a un possibile rialzo del costo del denaro entro l'anno. Nove dei 18 membri del Fomc hanno infatti stimato almeno una stretta entro il 2026, in deciso aumento rispetto a marzo quando nessuno aveva espresso l'intenzione di aumentare i tassi. Altri otto, invece, hanno previsto che lo status quo può permanere per tutto l'anno, mentre solo un membro si è detto a favore di un allentamento della politica monetaria.

Le borse dell’Asia Pacifico sono contrastate, l’indice di riferimento dell’area di MSCI sale dell’1% ed arriva alla quarta seduta consecutiva di rialzo. 

Giappone

Indice Nikkei di Tokyio +1,7%. Lo yen tocca i minimi degli ultimi due anni su dollaro a 160,6.
Il tasso di rendimento del bond governativo a dieci anni tratta a 2,60%. I mercati si aspettano da un momento all’altro un intervento delle autorità monetarie e la maggior parte degli economisti prevedono un altro rialzo dei tassi da parte della banca centrale prima della fine dell’anno.

Cina

Indice Hang Seng di Hong Kong -1,6%. Piatto l’indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhem. In rialzo dello 0,7% la borsa di Taiwan. 
In primo piano:
Le autorità di regolamentazione cinesi si sono impegnate ad accelerare la trasformazione di Shanghai in un vero e proprio polo finanziario globale e a incoraggiare l’adozione dello yuan all’estero, mentre Pechino cerca di mettere in risalto la stabilità del Paese in un contesto di volatilità del mercato globale.
Intervenendo ieri a Shanghai in occasione del Forum annuale di Lujiazui, un incontro dedicato alla finanza, esponenti politici quali il governatore della Banca Popolare Cinese (PBOC) Pan Gongsheng, hanno affermato che la città continuerà a fungere da canale fondamentale per la finanza offshore e la partecipazione straniera ai mercati interni.
“Avvieremo un programma pilota per il trading in valuta estera dello yuan offshore a Shanghai per promuovere un’apertura bidirezionale del mercato e aiutare Shanghai a diventare un centro globale per l’allocazione degli asset in yuan e la gestione del rischio», ha affermato Pan.
Sei istituti di credito – la Banca Industriale e Commerciale della Cina, la Banca Agricola della Cina, la Banca di Cina, la Banca Cinese per le Costruzioni, la Banca delle Comunicazioni e la Citic Bank – sarebbero autorizzati a svolgere operazioni di cambio in yuan offshore nella zona di libero scambio di Shanghai.

Corea del Sud. Indice Kospi +1,5%, nel corso della notte per la prima volta nella storia oltre quota novemila punti.

India

Borsa di Mumbai piatta. Potrebbe essere imminente la firma di un accordo commerciale e strategico tra India e Stati Uniti.
"Posso dirvi questo, senza avere un accordo: noi non abbiamo un accordo, ma se venissero attaccati, saremmo lì ad aiutarli", ha affermato il presidente americano secondo l'agenzia Pti parlando dei rapporti tra Usa e India. E, secondo la Bbc, Trump ha poi dichiarato di voler visitare l'India "in un momento futuro".
Il ministero degli Esteri indiano nei giorni scorsi ha detto di aver convocato due volte l'incaricato d'affari Usa per gli attacchi a navi commerciali al largo dell'Oman con a bordo marinai indiani. Secondo Delhi, in uno di questi attacchi da parte delle forze Usa sono stati uccisi tre cittadini indiani.
"L'ho sentito. E' un mestiere duro, non c'è dubbio. Lavoreremo insieme", è stato il commento di Trump stando alla Pti, secondo cui il premier indiano Modi ha sollevato la questione della sicurezza dei marinai durante l'incontro con il presidente americano a margine del G7.



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