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Indici nel mirino: tre Cash Collect per ogni profilo di rischio

Tre Cash Collect su panieri di indici azionari per incassare premi periodici con barriere profonde e diversificare per emittente e sottostante. Rendimenti potenziali dal 6,4% all'11,2% annuo.

Autore: Team Soluzioni di Investimento
Grafici a candele su sfondo blu con andamento dei prezzi

Canva

Gli indici azionari si muovono da mesi su livelli elevati, molti a ridosso dei rispettivi record. A trainare i listini restano i grandi temi di questo 2026 (a partire dall'intelligenza artificiale e dai semiconduttori) ma il percorso è tutt'altro che lineare: i timori sulle valutazioni del comparto AI, le tensioni commerciali e geopolitiche e qualche brusca rotazione settoriale hanno riportato la volatilità a farsi sentire, con oscillazioni anche violente in poche sedute.

In un contesto simile intercettare il timing d'ingresso diventa sempre più difficile. Restare fuori significa rinunciare a un trend di lungo periodo che rimane costruttivo, ma allo stesso tempo, entrare senza rete protettiva dopo il rally, espone al rischio di un'eventuale correzione. È lo scenario in cui tornano protagonisti gli strumenti capaci di pagare un flusso periodico di premi, offrendo al tempo stesso un solido cuscinetto di protezione.

I Certificati a premi sugli indici azionari

Proprio per questo i certificati Cash Collect su indici si stanno ritagliando uno spazio sempre più importante nei portafogli degli investitori italiani. Il motivo è intuitivo: questi prodotti permettono di realizzare yield enhancement della parte cedolare del portafoglio assumendosi un rischio tendenzialmente più contenuto, a parità delle altre condizioni, rispetto ai classici Cash Collect su basket di singoli titoli azionari. Gli indici, per costruzione diversificati, sono infatti mediamente meno volatili delle singole azioni.

Una soluzione tattica e interessante per chi vuole puntare sugli indici incassando premi periodici di tutto rispetto anche in fasi di mercato laterali o moderatamente negative. Rispetto all'investimento diretto, il Cash Collect offre una maggiore protezione grazie alla barriera a scadenza, offrendo di conseguenza un rendimento in buona parte decorrelato dalla sola performance dei sottostanti. E c'è un ulteriore vantaggio, non da poco: i premi e le eventuali plusvalenze rientrano tra i "redditi diversi", quindi sono compensabili con eventuali minusvalenze pregresse in portafoglio.

Di seguito una selezione di tre Cash Collect Worst of su indici, diversificati per emittente, paniere e profilo di rischio-rendimento.

ISIN Emittente Sottostanti Premi Barriere Rimborso anticipato Prezzo
DE000UR0A4S0 UniCredit Euro Stoxx 50 - Nikkei 225 - S&P 500 1,60% trimestrale con memoria (6,40% annuo) 50% per i premi e a scadenza Autocall trimestrale dal 17 febbraio 2027 con trigger decrescente del 2% (dal 95% al 79%) 98,92 EUR
DE000UR1VEB8 UniCredit Euro Stoxx Banks - Nasdaq 100 - Nikkei 225 - S&P 500 2,80% trimestrale con memoria (11,20% annuo) 60% per i premi e a scadenza Autocall trimestrale dal 20 maggio 2027 con trigger decrescente dell'1% (dal 100% all'88%) 99,66 EUR
IT0006776006 Natixis Euro Stoxx Banks - Euro Stoxx Technology - STOXX Europe 600 Telecommunications - STOXX Europe 600 Basic Resources 0,6183% mensile con memoria (7,42% annuo) 55% per i premi e a scadenza (europea) Autocall mensile dal 17 marzo 2027 con trigger decrescente dell'1% (dal 100% al 74%) 975,80 EUR

 

Il profilo difensivo: barriera al 50% su tre indici globali 

 

 

Partiamo dalla soluzione più prudente della selezione, il Memory Autocall Cash Collect di UniCredit (ISIN DE000UR0A4S0). Il prodotto punta su un paniere di tre indici globali molto diversificati tra loro: Euro Stoxx 50, Nikkei 225 e S&P 500. Un mix che copre area euro, Giappone e Stati Uniti, con una correlazione settoriale relativamente contenuta.

Il punto di forza è la protezione: la barriera, valida sia per il pagamento dei premi sia per il rimborso del capitale a scadenza, è fissata al 50% dei valori iniziali (strike rilevati il 6 luglio 2026). In altre parole, il capitale è protetto fino a un crollo del 50% del peggiore dei tre indici. Il certificato paga premi trimestrali con memoria dell'1,60% (6,40% annuo lordo), condizionati alla tenuta della stessa barriera al 50%. Grazie all'effetto memoria, una cedola non pagata perché il worst of si trova temporaneamente sotto barriera non va persa, ma viene accantonata e corrisposta alla prima data utile in cui il worst risale sopra la soglia.

La durata è di circa tre anni (scadenza fissata al 24 maggio 2029), ma dal 17 febbraio 2027 è previsto il rimborso anticipato automatico (autocall), con trigger decrescente del 2% a trimestre a partire dal 95% degli strike, fino ad arrivare al 79%. Un meccanismo di step down che, trimestre dopo trimestre, aumenta progressivamente la probabilità di richiamo anticipato anche in scenari di mercato non brillanti. Da segnalare, infine, l'opzione Quanto, che neutralizza il rischio di cambio euro/dollaro ed euro/yen. Un prodotto pensato per abbassare rischio e volatilità della componente equity del portafoglio, ottimo anche per strategie di equity substitution.

Di seguito possiamo osservare il calendario premi e autocall:

ISIN DE000UR0A4S0 Calendario
Calendario premi e autocall ISIN DE000UR0A4S0

Il profilo ad alto rendimento: 11,2% annuo su quattro indici

 

 

Chi cerca un rendimento potenziale più elevato può guardare al secondo Memory Autocall Cash Collect di UniCredit (ISIN DE000UR1VEB8). Qui il paniere sale a quattro indici e alza il potenziale: al fianco di Nikkei 225 e S&P 500 entrano infatti Euro Stoxx Banks e Nasdaq 100, due sottostanti più dinamici (e più volatili) che consentono alla struttura di staccare premi trimestrali con memoria del 2,80%, pari a un rendimento potenziale dell'11,20% annuo lordo.

A fronte del rendimento più generoso, la barriera si colloca al 60% dei valori iniziali (strike del 28 agosto 2026), sia per i premi sia per il rimborso del capitale: la protezione copre quindi cali fino al 40% del peggiore dei quattro indici. Facciamo un esempio concreto. Immaginiamo che a ogni osservazione trimestrale il worst of resti sopra la sua barriera al 60%: l'investitore incassa 2,80 euro ogni trimestre per ogni 100 euro di nominale, ovvero 11,20 euro all'anno. Se, al contrario, a scadenza il peggiore dei sottostanti avesse ceduto oltre il 40%, poniamo un -55%, il rimborso seguirebbe linearmente la performance del worst, con un controvalore di 45 euro per ogni 100 di nominale.

La durata è di circa quattro anni (scadenza 22 agosto 2030), con rimborso anticipato automatico a partire dal 20 maggio 2027: il trigger parte dal 100% degli strike e decresce dell'1% a trimestre, scendendo progressivamente fino all'88%. Anche in questo caso è presente l'opzione Quanto contro il rischio valutario. Una struttura per chi accetta una barriera un po' meno profonda e sottostanti più reattivi in cambio di un flusso cedolare a doppia cifra.

Di seguito possiamo analizzare il calendario premi e autocall:

ISIN DE000UR1VEB8 Calendario
Calendario premi e autocall ISIN DE000UR1VEB8

Il profilo tematico e la diversificazione d'emittente: quattro settori europei

 

 

Chiudiamo con una proposta che si distingue sia per emittente sia per approccio: il Memory Autocall Cash Collect (ISIN IT0006776006) emesso da Natixis. Affiancare un secondo emittente ai due certificati UniCredit consente peraltro di diversificare anche il rischio emittente, aspetto sempre da tenere presente nei certificati.
Il paniere qui è dichiaratamente settoriale e tutto europeo: Euro Stoxx Banks, Euro Stoxx Technology, STOXX Europe 600 Telecommunications e STOXX Europe 600 Basic Resources. Quattro comparti (banche, tecnologia, telecomunicazioni e materie prime di base) che permettono di prendere posizione su temi ben precisi del Vecchio Continente. Trattandosi di indici denominati in euro, non vi è alcun rischio di cambio per l'investitore.

Il certificato paga premi mensili con memoria dello 0,6183% (6,183 euro per ogni 1.000 euro di nominale), per un rendimento potenziale del 7,42% annuo lordo, condizionati a una barriera al 55% dei valori iniziali (strike del 17 giugno 2026). La stessa barriera al 55%, di tipo europeo perché osservata solo a scadenza, determina il rimborso del capitale: se alla valutazione finale il worst of si trova sopra tale soglia, il rimborso è pari al 100% del nominale (1.000 euro); in caso contrario segue la performance del peggiore. La cadenza mensile dei premi, unita all'effetto memoria, rende il flusso cedolare particolarmente frequente. Il rimborso anticipato automatico scatta dal 17 marzo 2027 con trigger iniziale al 100% e step down dell'1% al mese, fino al 74%.

Di seguito possiamo osservare il calendario premi e autocall:

ISIN IT0006776006 Calendario
Calendario premi e autocall ISIN IT0006776006

In sintesi, tre modi diversi di stare sugli indici con un cuscinetto di protezione: la barriera profondissima al 50% e i sottostanti globali del DE000UR0A4S0 per il profilo più prudente; il rendimento a doppia cifra del DE000UR1VEB8 per chi accetta più rischio; l'esposizione settoriale europea e i premi mensili del certificato Natixis per chi cerca diversificazione tematica e di emittente.


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