Il rialzo del silicio prosegue in Asia, record del Nikkei e del Taiex

L’indice MSCI Asia Pacific guadagna lo 0,7%, nuovo record. Nikkei di Tokio +3%, nuovo massimo storico. Tokyo Electron, un produttore di chip, guadagna il 9%. Yen giapponese vicino a una soglia critica

Autore: Marino Masotti
Operatore mentre posiziona un chip elettronico su una scheda

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La risalita del petrolio, provocata dalle notizie sulla continuazione delle attività militari in Medio Oriente, non ferma la corsa delle borse. Ieri a Wall Street, ancora una volta, il Dow Jones, il Nasdaq e l’S&P500 hanno segnato nuovi record: siamo arrivati alla quinta seduta consecutiva di massimi storici concomitanti dei tre indici di riferimento dell’azionario degli Stati Uniti. 

La spinta continua ad arrivare dai chip: ieri l’indice SOX è salito del 5,9% e Marvell Technology di circa il 20%.

Stamattina l’indice MSCI Asia Pacific guadagna lo 0,7%, record.

Nel corso della notte, gli Stati Uniti hanno annunciato l'imposizione di nuovi dazi al 10% sulle merci in arrivo da vari paesi, la novità sta raffreddando i future sull'Europa.

Giappone

Indice Nikkei di Tokio +3%, nuovo massimo storico. Tokyo Electron, un produttore di chip, guadagna il 9%. 

Il produttore giapponese di sanitari Toto, prevede che la spesa per le sue attività legate al settore dei chip costituirà più della metà del suo investimento totale nei prossimi anni, mentre cerca di trarre nuovi vantaggi dalla forte crescita dell'intelligenza artificiale. Il titolo sale del 9%.
La società nota soprattutto per i sedili WC riscaldati e bidet sta sfruttando un'imprevista impennata della domanda da parte dei produttori di apparecchiature per chip alla ricerca l'esperienza di Toto nella ceramica progettata per resistere a particelle di sporco, materiali corrosivi e alte temperature. La spesa di Toto per i prodotti legati ai semiconduttori ha rappresentato l'11% degli investimenti nell’ anno fiscale conclusosi a marzo.

Lo yen è intorno a 160 su dollaro, sui minimi di medio periodo ed in prossimità della soglia che fa scattare un intervento pubblico a sostegno della valuta.

Stanotte il governo ha approvato una maxi-manovra da 16,7 miliardi di euro contro il caro energia. Il provvedimento riaccende il dibattito sulla tenuta dei conti pubblici giapponesi, dopo che i rendimenti dei titoli di Stato decennali hanno raggiunto i livelli più alti in quasi 30 anni, un segnale, secondo gli economisti, del crescente nervosismo dei mercati di fronte all'accumulo di nuovo debito. Sul secondario, il titolo governativo a dieci anni si indebolisce a 2,58%.

Dal marzo scorso, l'esecutivo ha già attinto a circa 800 miliardi di yen del fondo di riserva dell'anno fiscale 2025 - uno strumento normalmente riservato a calamità naturali e altre emergenze, per finanziare in via temporanea i sussidi alla benzina.

La Banca del Giappone (BoJ) ha rivisto le proprie stime: ad aprile ha alzato le previsioni di inflazione e abbassato quelle di crescita, indicando che l'aumento del prezzo del greggio si trasmette ai prezzi al consumo soprattutto attraverso l'energia e i prodotti manifatturieri, in un contesto in cui le imprese continuano incorporare nei prezzi i maggiori costi del lavoro.

A inizio settimana la premier Sanae Takaichi - che dall'inizio del conflitto ha evitato di criticare l'amministrazione Trump, ha avuto una conversazione telefonica con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, sollecitando l'apertura del passaggio a Hormuz. Takaichi ha dichiarato che il governo prevede di garantire forniture stabili di greggio “fino alla prossima primavera" e che le fonti di approvvigionamento alternative di nafta al di fuori del Medio Oriente sono tornate a superare l'80% dei livelli precedenti alla crisi. A partire da maggio il Giappone ha quadruplicato le importazioni di greggio dagli Stati Uniti rispetto ai livelli dell'anno precedente, nell'ambito di una più ampia strategia di diversificazione degli approvvigionamenti energetici.

Cina

Indice CSI 300 dei listini di Shanghai Shenzhen +1,5%, con le società dell’indice China Next in rialzo del 4%. In calo l’Hang Seng di Hong Kong, -1,5%. Massimo storico della borsa di Taiwan, indice Taiex +2%.

L'attività del settore privato cinese ha accelerato a maggio, con l'indice Pmi composito salito a 54 punti dai 53,1 di aprile, raggiungendo il livello più elevato da febbraio. Lo rileva l'indagine di S&P Global.

Secondo il rapporto, l'ultimo dato indica il secondo ritmo di espansione più rapido degli ultimi due anni, sostenuto dal rafforzamento del settore dei servizi e dalla crescita solida della produzione manifatturiera. I nuovi ordinativi sono aumentati al passo più sostenuto degli ultimi tre mesi, segnale di un miglioramento delle condizioni della domanda nell’economia.

Sul fronte dei prezzi, l'inflazione dei costi di produzione ha mostrato un rallentamento per la prima volta da gennaio, contribuendo a contenere gli aumenti dei prezzi praticati ai clienti. Le pressioni sui costi, tuttavia, sono rimaste sostanzialmente in linea con la media storica dell’indagine, suggerendo un quadro inflazionistico nel complesso gestibile.

Chiusa per festività la borsa della Corea del Sud.

Indice BSE Sensex di Mumbai -1%. Straits Times di Singapore +0,7%.

Australia

Indice S&P ASX 200 di Sidney +0,7%.
La crescita economica dell’Australia ha subito un rallentamento superiore alle attese nell’ultimo trimestre, poiché le famiglie hanno adottato un atteggiamento di cautela di fronte all’aumento dei costi del carburante e all’innalzamento dei tassi di interesse.

Il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,3% nei primi tre mesi dell’anno, mancando le stime e attestandosi a circa un terzo del ritmo registrato nell’ultimo trimestre del 2025, secondo i dati governativi pubblicati mercoledì.
"La crescita economica ha subito un rallentamento nel trimestre di marzo, con una spesa modesta da parte delle famiglie e del settore pubblico", ha affermato Grace Kim, responsabile dei conti nazionali presso l'Ufficio australiano di statistica. "L'aumento dei tassi di interesse e i costi del carburante significativamente più elevati nel mese di marzo hanno probabilmente creato un contesto che ha favorito un comportamento più cauto da parte dei consumatori."



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