Titoli di Stato: cosa sono, come funzionano e quali rischi comportano

I titoli di Stato sono prestiti allo Stato: si riceve il nominale a scadenza, più cedole o scarto d'acquisto. Il prezzo varia con i tassi (se salgono, scende) e comporta rischi di prezzo ed emittente.


I titoli di Stato sono lo strumento attraverso cui uno Stato raccoglie denaro dagli investitori. In pratica, quando acquisti un BTP, stai prestando denaro allo Stato italiano, che si impegna a restituirlo alla scadenza e, a seconda del titolo, a riconoscere un rendimento. 

Lo Stato utilizza queste risorse per finanziare le proprie attività e le proprie spese, come pensioni, stipendi pubblici, scuole, ospedali e infrastrutture. 

Come funziona un titolo di Stato 

Immaginiamo di acquistare un titolo con un valore nominale di 1.000 euro e una scadenza di cinque anni. Alla scadenza, lo Stato si impegna a rimborsare i 1.000 euro. 

Nel frattempo, il rendimento può arrivare attraverso le cedole, cioè pagamenti periodici di interessi. Per esempio, una cedola annua del 3% su 1.000 euro corrisponde a 30 euro all'anno. 

Non tutti i titoli, però, funzionano allo stesso modo. Nel caso di un BOT, per esempio, il rendimento deriva dalla differenza tra il prezzo pagato per acquistarlo e il valore rimborsato alla scadenza. Se viene acquistato a 980 euro e rimborsato a 1.000, il guadagno è di 20 euro. 

Valore nominale e prezzo non sono la stessa cosa 

Un aspetto fondamentale è distinguere tra valore nominale e prezzo. 

Il valore nominale è l'importo che lo Stato si impegna a rimborsare alla scadenza. Il prezzo è invece quanto l'investitore paga per acquistare il titolo in un determinato momento. 

Un titolo dal valore nominale di 1.000 euro può quindi essere scambiato sul mercato a 980, 1.000 o 1.020 euro. 

Perché il prezzo dei titoli cambia 

I titoli di Stato possono essere acquistati e venduti anche prima della scadenza. Il loro prezzo può quindi variare in funzione, tra le altre cose, dell'andamento dei tassi di interesse. 

Quando i tassi salgono, i nuovi titoli tendono a offrire rendimenti più elevati. Di conseguenza, i titoli già emessi, che pagano cedole inferiori, possono diventare meno interessanti e il loro prezzo può scendere. 

Tassi e prezzi si muovono in direzioni opposte 

Se, per esempio, un vecchio BTP offre una cedola del 2% e sul mercato vengono emessi nuovi titoli al 4%, il vecchio titolo può perdere valore perché offre cedole inferiori rispetto alle nuove alternative. 

Per questo, in generale, quando i rendimenti salgono, il prezzo dei titoli già emessi tende a scendere. 

Anche la durata è importante: maggiore è la scadenza, maggiore può essere la sensibilità del prezzo ai movimenti dei tassi e quindi la volatilità. 

Quali sono i rischi dei titoli di Stato 

I titoli di Stato non sono privi di rischio, nonostante siano spesso considerati investimenti sicuri. 

Un primo rischio riguarda lo Stato emittente, che potrebbe avere difficoltà a pagare gli interessi o a rimborsare il capitale. Per questo, se il mercato lo considera meno affidabile, chiede un rendimento maggiore per prestargli denaro. 

C'è poi il rischio di prezzo. Se i tassi salgono, il valore di un titolo già emesso può diminuire, soprattutto quando la scadenza è lontana. 

Se l'investitore mantiene il titolo fino alla scadenza, la variazione del prezzo di mercato assume un'importanza diversa, purché lo Stato rispetti gli impegni previsti. Se invece il titolo viene venduto prima della scadenza, si potrebbe incassare meno di quanto pagato e quindi subire una perdita. 

Titoli di Stato: rendimento e rischio vanno valutati insieme 

Capire come funzionano i titoli di Stato significa quindi guardare non solo al rendimento, ma anche ai rischi. 

Scadenza, andamento dei tassi e affidabilità dello Stato emittente sono elementi fondamentali per valutare un investimento in questi strumenti. 

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