Focus sui Mercati Finanziari

Borse dell'Asia-Pacifico quasi tutte in deciso rialzo, anche se vanno avanti le incursioni delle forze armate Usa sull'Iran. Il future sul NASDAQ guadagna l'1%, poco mosso quello sull'Eurostoxx. 

Autore: Mauro Vicini
Schermata di trading con andamento dei mercati finanziari

Canva

Borse di notte

Borse dell'Asia-Pacifico quasi tutte in deciso rialzo, anche se vanno avanti le incursioni delle forze armate degli Stati Uniti sull'Iran. Il future sul NASDAQ guadagna l'1%, poco mosso quello sull'Eurostoxx. 

Cina. Hang Seng +0,1%. CSI 300 +2,2%. Taiex di Taipei +3,8%. La Cina sta ulteriormente intensificando gli sforzi per stabilizzare il proprio mercato azionario, sono state mobilitate altre istituzioni legate allo Stato. La crescita economica di Taiwan potrebbe superare il 10% quest’ anno, secondo quanto affermato dal ministro dell’Economia dell’isola, Kung Ming-hsin, nel corso di un evento.

Corea del Sud. Kospi +3%. I titoli coreani del settore dei chip traggono slancio dai dati che mostrano come le esportazioni del Paese dal 1° al 20 luglio abbiano raggiunto un livello record, con i semiconduttori in crescita del 180,6% su base annua a 22,11 miliardi di dollari, il 40,3% delle esportazioni totali.

Giappone. Nikkei +2,5%. Il mese scorso le compagnie assicurative giapponesi hanno acquistato il volume più elevato di titoli di Stato a lunghissimo termine degli ultimi tre anni, rafforzando i segnali di una stabilizzazione della domanda da parte di un acquirente chiave.  

Punto sulle borse  

Le scommesse ribassiste sulla borsa di Wall Street stanno raggiungendo livelli record, riflettendo la preoccupazione per la tenuta di un rally che ha visto l'S&P 500 balzare del +18% dalla fine di marzo. Le posizioni short sull'indice S&P 500 si avvicinano al 3,79% del flottante, il valore più alto nei dati monitorati da S3 Partners LLC a partire dal 2010. Per le società del Russell 3000, la cifra è recentemente salita al 6,3%, un record.

Sebbene scommettere contro le azioni si sia generalmente rivelato perdente quest'anno, i venditori allo scoperto non si arrendono, poiché le preoccupazioni sui rendimenti degli investimenti nell'intelligenza artificiale continuano a scuotere i mercati. I timori sulla spesa legata all'IA e la concorrenza cinese hanno fatto scendere l'S&P 500 dell'1,6% la scorsa settimana.

Il rally di Wall Street durato quasi quattro anni ha soffocato le vendite allo scoperto, spingendo molti investitori a coprire le proprie posizioni ribassiste con posizioni lunghe. Secondo i dati di S3 Partners, gli investitori hanno investito circa il doppio in posizioni lunghe rispetto a quelle corte. Tuttavia, la persistenza degli "orsi" nell'accumulare posizioni corte segnala preoccupazioni per un mercato che fino all'inizio di giugno non ha fatto altro che crescere. 

Macrovariabili

Petrolio (Brent 88,60 usd)

Il petrolio è in lieve ribasso, dopo aver superato ieri la soglia dei 90 usd. La minaccia degli Houthi nel Mar Rosso rischia di aggravare il quadro del mercato petrolifero. Gli Houthi, un gruppo yemenita sostenuto dall'Iran, hanno annunciato l'intenzione di imporre un blocco marittimo all'Arabia Saudita, mettendo a rischio il flusso di milioni di barili di petrolio che il regno esporta attraverso il Mar Rosso. Il blocco è una risposta a quello che il gruppo definisce l'assedio saudita alla capitale yemenita, Sana'a. Il divieto di transito per le navi saudite entrerà in vigore immediatamente, ha dichiarato il portavoce del gruppo, Yahya Saree, in un video pubblicato lunedì sul suo account X. L'annuncio si aggiunge a una serie di rischi per le forniture globali di petrolio. Il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, dove transita circa un quinto del petrolio mondiale, rimane pressoché bloccato a causa delle ritorsioni tra Stati Uniti e Iran. Le tensioni tra Arabia Saudita e Houthi sono in aumento dalla scorsa settimana, quando Riad ha attaccato l'aeroporto di Sana'a. Gli Houthi hanno poi attaccato un aeroporto nel sud dell'Arabia Saudita, la peggiore escalation di tensione tra le due parti dal cessate il fuoco del 2022. 

Operatività

Il quadro di breve ha ancora una connotazione ribassista, ma il ritorno sopra la media mobile a 200 gg, che transita intorno a 79 usd, confermato a fine settimana, ha fatto ripartire l'uptrend e di conseguenza gli acquisti sulla forza. Obiettivo di breve a 94 usd. Soltanto oltre tale soglia si determinerà una inversione del trend ribassista.

Indice Commodity (132,40 usd)

Sesto rialzo in sette sedute. Il rame consolida i guadagni del 2026 (+9,6%), seppure il prezzo resti al di sotto del record di gennaio (13.625 usd vs 14.520 usd). Secondo gli operatori, i dati sulle importazioni, che mostrano un picco di nove mesi per le importazioni cinesi di rame raffinato a giugno, hanno rafforzato il sentiment positivo per il metallo utilizzato nei settori energetico e delle costruzioni. L'aumento è in parte dovuto al calo dell'offerta interna a causa della manutenzione degli impianti di fusione. Le scorte di rame nei magazzini monitorati dalla Borsa dei Futures di Shanghai, pari a 79.909 tonnellate, sono al livello più basso da agosto dello scorso anno e in calo di oltre l'80% da metà marzo. Nel frattempo, le scorte di rame nei magazzini approvati dal LME (London Metal Exchange) sono diminuite del 24% dalla fine di maggio, attestandosi a 295.275 tonnellate. "Prevediamo che il mercato del rame al di fuori degli Stati Uniti rimarrà teso nel breve termine, con la continua spinta alle importazioni statunitensi dovuta alle aspettative di dazi che sottrae unità a un mercato al di fuori degli Stati Uniti già ridotto, mentre le basse scorte cinesi e la limitata sostituzione con rottami metallici attutiscono i ribassi", hanno affermato gli analisti di Goldman Sachs in una nota. Le preoccupazioni sulla disponibilità di rame sul LME hanno creato una backwardation, ovvero un premio per la maggior parte dei contratti a breve termine rispetto ai contratti forward a più lunga scadenza.

Operatività

Il trend di breve dell'indice sta tornando a spingere. Segnali di forza si vedranno con una chiusura su base settimanale sopra 133 usd per un obiettivo intorno a 142 punti. Peggioramento strutturale del quadro di fondo in caso di cedimento di area 120 usd.

Oro (4.050 usd) Argento (57,80 usd)

Apertura in rialzo dell'1% per l'oro e del +2,5% per l'argento. L'oro perde sempre più attrattiva, complice la pessima performance di quest'anno (-7%), soprattutto se confrontata con altri asset ben più remunerativi come le azioni. Secondo i dati raccolti da Bloomberg, gli ETF hanno ridotto le proprie riserve di oro di 110.310 once nell'ultima seduta, portando le vendite nette di quest'anno a 2,69 milioni di once. Le vendite sono state equivalenti a 443,2 milioni di dollari. Le riserve totali di oro detenute dagli ETF sono diminuite del 2,7% quest'anno, attestandosi a 96,2 milioni di once, il livello più basso dal 25 settembre 2025. L'ETF SPDR Gold Shares di World Gold, il più grande sui metalli preziosi, ha ridotto le proprie riserve di 91.750 once nell'ultima seduta. Le riserve totali del fondo, pari a 32,1 milioni di once, hanno una capitalizzazione di mercato di 129 miliardi di dollari. Al contrario, gli ETF hanno aggiunto 773.200 once di argento alle loro riserve, portando le vendite nette di quest'anno a 77,4 milioni di once. Si è trattato del terzo giorno consecutivo di crescita, la serie positiva più lunga dal 15 maggio.

Operatività

La tendenza di fondo dell'oro si conferma debole e non mostrerà segnali di risveglio finchè il prezzo resta sotto la media mobile a 200 gg (4.500 usd). Tuttavia, è stata raggiunta un'area, 4.100/4mila usd, dove torna interessante comprare in ottica di lungo periodo. Attenzione però perchè il cedimento di area 4mila proietterebbe obiettivi intorno a 3.500 usd. Pertanto, per le posizioni più speculative è preferibile piazzare uno stop loss ravvicinato a 3.800 usd.

Forex Euro/Usd (1,142)

Il dollaro statunitense si è rafforzato lunedì, sostenuto dalla domanda di beni rifugio dopo che il presidente Donald Trump ha promesso di far pagare all'Iran l'uccisione di tre militari americani. La tensione in Medio Oriente sarà probabilmente uno dei principali fattori che influenzeranno il dollaro questa settimana, in un contesto di scarsità di dati economici e di silenzio stampa da parte della Federal Reserve in vista del meeting. Le indicazioni di politica monetaria sono state il principale catalizzatore del calo del dollaro la scorsa settimana, poiché i dati positivi sull'inflazione hanno portato a una riduzione delle aspettative di rialzo dei tassi di interesse a breve termine. 

Operatività

Il quadro di breve resta favorevole al dollaro. Lo sfondamento dell'area discriminante 1,15/1,14 proietta un target di breve in area 1,13. Cambio di tendenza in caso di risalita oltre 1,16.

Bitcoin (65.500 usd)

Bitcoin si porta sui massimi da un mese. A differenza dell'oro, gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato la seconda settimana consecutiva di afflussi netti dopo quasi due mesi di fuga di capitali, alimentando le speranze che le criptovalute possano aver trovato un punto di svolta. I 13 ETF spot su Bitcoin hanno attratto 75,7 milioni di dollari la scorsa settimana, che si aggiungono ai 197,4 milioni di dollari raccolti la settimana precedente. L'inversione di tendenza, combinata con i flussi verso gli ETF legati a Ether, la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato, potrebbe segnalare un ritorno del sentiment positivo sul mercato, "Considerate le loro dimensioni e la loro varietà, gli ETF sono diventati un buon indicatore del sentiment generale nei confronti di Bitcoin e del settore. Pertanto, un'inversione di tendenza dopo otto settimane consecutive, ora confermata nell'arco di due settimane, è un segnale positivo." secondo Richard Galvin, presidente esecutivo della società di investimento in criptovalute DACM. 

Operatività

Il quadro di fondo resta fragile. Nessuna delle soglie discriminanti al rialzo, a partire dalle medie mobili a 100 (circa 70.600 usd) e 200 giorni (circa 73.500 usd), è stata ancora violata. Tuttavia, la discesa verso 60mila usd ha fatto scattare acquisti "in ottica speculativa" per target di breve verso 70mila usd. Attenzione che la rottura al ribasso di area 60mila potrebbe provocare un brusco sell off con obiettivo finale intorno a 40mila usd. Si suggerisce perciò di applicare uno stop loss ravvicinato in area 58mila.  

Bond

Lunedì i rendimenti dei governativi dell'Eurozona sono aumentati su tutta la linea, poiché il persistente shock geopolitico legato al prezzo del petrolio e l'incombente minaccia di un'inflazione persistente hanno spinto gli investitori a prezzare un percorso più restrittivo da parte della Banca Centrale Europea. Il rendimento del titolo decennale tedesco, benchmark per l'area dell'euro, è salito a circa il 3,14%, rimanendo vicino ai massimi da fine maggio. BTP decennale a 3,96%, vicino alla soglia discriminante del 4%.

I gestori di fondi temono che il prolungato aumento dei prezzi dell'energia si ripercuoterà rapidamente sui prezzi al consumo, spingendo l'inflazione dell'Eurozona ben al di sopra della zona di comfort della banca centrale. Questa impennata dei prezzi dell'energia prepara il terreno per una tesa riunione di politica monetaria della BCE giovedì.

Mentre ci si aspetta che i membri del comitato mantengano il tasso di interesse sui depositi invariato al 2,25% dopo l'aumento di 25 punti base di giugno, i mercati obbligazionari si stanno riposizionando in previsione di un messaggio rigido e intransigente da Francoforte. Gli analisti osservano che la nuova pressione sul settore energetico priva completamente la presidente della BCE, Christine Lagarde, del lusso di accennare a una pausa autunnale anticipata. Gli investitori si aspettano invece che la Lagarde tenga una conferenza stampa decisamente restrittiva giovedì pomeriggio, ribadendo la dipendenza dai dati economici e mantenendo ferma la possibilità di un aumento dei tassi a settembre.

L'agenda macro. Oggi il Regno Unito fornirà ai mercati i dati sulla disoccupazione, mentre mercoledì seguirà il rapporto sull’inflazione relativo al mese di giugno. Giovedì la Banca centrale europea si riunirà per la seduta dedicata alla politica monetaria: il mese scorso la BCE ha aumentato il tasso di riferimento sui depositi di 25 punti base, portandolo al 2,25%, il primo aumento in tre anni. Venerdì il Giappone pubblicherà i propri dati sull'inflazione, in concomitanza con la pubblicazione di diversi indici dei responsabili degli acquisti, tra cui quelli relativi all'eurozona, al Regno Unito, agli Stati Uniti e al Giappone. Venerdì, gli investitori monitoreranno l'ultimo rapporto S&P Global Flash U.S. PMI, che misura lo stato di salute dell'economia dei settori manifatturiero e dei servizi statunitensi.



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