SMALL CAPS - Finalmente "gonfiano il petto" a WallStreet
L’indice Russell 2000, considerato il benchmark per le mid/small caps quotate a Wall Street, si avvia a chiudere un primo trimestre sottotono, ma in rimonta nelle ultime settimane

Fatto
L’indice Russell 2000 , considerato il benchmark per le mid/small caps quotate a Wall Street, si avvia a chiudere un primo trimestre sottotono, ma in rimonta nelle ultime settimane.
Ieri ha guadagnato il +2,1%, portandosi in prossimità dei massimi da due anni.
Ha guadagnato il +4,1% da inizio gennaio, meno dei tre indici principali: Dow Jones +5,5%, Nasdaq Composite +9,10%, S&P500 +10%.
Ma nell'ultimo mese la classifica si è invertita: Russell 2000 +3,60%, S&P500 +3,40%, Nasdaq Composite +2,80%, Dow Jones +2%.
La rimonta delle small caps è iniziata nell'ultima parte dell'anno scorso, nel momento in cui la Federal Reserve ha cominciato a parlare in modo esplicito di fine della stratta monetaria.
Le società medio piccole di Wall Street potrebbero beneficiare nel corso dell’anno di una combinazione di eventi: la progressiva discesa dei tassi d’interesse, l’atterraggio morbido dell’economia degli Stati Uniti e la possibile svolta protezionistica della politica economica di Washington.
Il rinvio o il rallentamento del processo di riduzione del costo del denaro non dovrebbero compromettere il sentiero di crescita.
Antonio Cesarano, strategist di Intermonte [INTM.MI], ha messo in evidenza che le small cap non sono solo un trading sul tasso d’interesse, c’è un tema politico che potrebbe incidere di più.
Se Donald Trump dovesse tornare alla Casa Bianca, gli Stati Uniti potrebbero diventare ancora più protezionisti di quanto non lo siano diventati già oggi, con l’Inflaction Riduction Act varato da Joe Biden.
Dazi e barriere all’ingresso aggiuntive dovrebbero irrobustire le aziende medio piccole a dimensione locale degli Stati Uniti, per anni messe in difficoltà dalle merci a basso costo in arrivo dall’Asia.
Effetto
Analisi Tecnica. Il rally di fine 2023 è partito da una soglia discriminante di estrema rilevanza, ovvero la parte bassa della banda laterale 1.640/2mila punti.
Segnali di spinta arriveranno con la piena violazione di area 2.100. In tale frangente, il movimento rialzista potrebbe ampliarsi fin verso i top assoluti del 2021 in area 2.457 punti (upside potenziale +17%).
Operatività. Manteniamo il giudizio positivo. Acquistare, sfruttando possibilmente le fasi correttive fino a 1.850 punti. Incrementare sulla forza alla piena rottura di area 2.100. Prendere profitto intorno a 2.400 punti.
L'indice RUSSELL 2000 è stato inserito nel PORTAFOGLIO ETF raccomandato di Websim.

Sono diversi gli ETF (Exchange Traded Fund) quotati alla Borsa di Milano, specializzati nelle Small Cap, che investono in diversi ambiti geografici e con diversi approcci, per esempio la ricerca di elevati dividendi. In particolare:
SPDR Russell 2000 Small Caps Ucits
Isin: IE00BJ38QD84 (R2US.MI)
Da inizio 2024: +6,0%
Obiettivo dell'ETF è replicare l'indice Russell 2000, che raccoglie 2mila titoli azionari statunitensi a bassa capitalizzazione. Valuta di denominazione USD. Le commissioni di gestione sono pari allo 0,30% annuo, è l’ETF più economico e più grande che replica l'indice Russell 2000®. Non distribuisce il dividendo. Leggi il documento KID. Le azioni più pesanti sono:

SPDR S&P400 Mid Cap Ucits
Isin: IE00B4YBJ215 (SPY4.MI)
Da inizio 2024: +10,80%
E' l'unico ETF che replica l'indice S&P MidCap 400. La replica dell’indice sottostante è fisica totale ovvero si acquistano tutti i componenti dello stesso. Ha dimensioni molto grandi con un patrimonio gestito superiore a 1,6 miliardi di Euro. L’ETF è stato lanciato il 30 gennaio 2012 ed ha domicilio fiscale in Irlanda. Valuta di denominazione USD. Le commissioni di gestione sono pari allo 0,30% annuo. Non distribuisce il dividendo. Leggi il documento KID. Le azioni più pesanti sono:

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