SETTORE UTILITY - Il governo prevede più incentivi per l'eolico

Negli ultimi tre mesi il comparto è riuscito a recuperare buona parte del ritardo accumulato da inizio anno grazie alla prospettiva di un taglio dei tassi

Autore: Team Soluzioni di Investimento
Parco eolico in paesaggio verdeggiante

Fatto

L'indice Stoxx del settore Utility europeo ha completato maggio con un guadagno del +2%, leggermente inferiore al +3% registrato dall'indice Stoxx 600. Il dato non tiene conto dei dividendi staccati. 

Negli ultimi tre mesi il comparto è riuscito a recuperare buona parte del ritardo accumulato da inizio anno, che ancora lo colloca all'ultimo posto nel 2024 (-2% vs +8,70%) mettendo a segno un rally del +8% (vs +4,70% dello Stoxx 600) grazie alla prospettiva di una riduzione del costo del denaro.

Nello stesso periodo gli indici settoriali Stoxx Banks +21%, Stoxx Media +14%, Stoxx Tech +13%, hanno galoppato a un ritmo ben più veloce.

Quotidiano Energia anticipa una nuova bozza del Decreto Fer X, il provvedimento chiamato a sostituire il DM Fer 1 per incentivare le tecnologie rinnovabili mature.

Da una prima analisi dei contenuti, emerge che il contingente totale da mettere ad asta risulta inferiore rispetto alla bozza circolata a inizio marzo (57.15 GW contro 62.15 GW con la differenza dettata interamente dal fotovoltaico, che passa da 45 a 40 GW), mentre sul fronte dei prezzi i valori sono pari a Eu85/MWh sia per il FV (confermato) che per l’eolico di grandi dimensioni (in aumento da precedente Eu80/MWh), a Eu90/MWh per l’idro (in calo da Eu110/MWh) e Eu85/MWh per i gas residuati dai processi di depurazione (da Eu100/MWh della precedente bozza).

Per gli impianti sopra 1 MW il documento prevede però anche un “prezzo di esercizio superiore” (che rappresenta il valore necessario per assicurare adeguata remunerazione in caso di condizioni di costo particolarmente elevate) pari a Eu95/MWh per eolico e FV, a Eu105/MWh per l’idro e Eu100/Mwh per i gas residuati, nonché un “prezzo di esercizio inferiore” in caso di condizioni di costo particolarmente basse, pari a Eu70/MWh per eolico e FV, a Eu80/MWh per l’idro e Eu75/MWh per i gas residuati.

Il sottosegretario Mase Claudio Barbaro ha detto di recente alla Camera che “le prime aste potranno essere bandite entro la fine dell’anno”.

Rispetto alla bozza precedente riteniamo positivo l’incremento del prezzo di riferimento per l'eolico a Eu85/MWh, che in generale si confronta con quelli delle ultime aste pari a circa Eu76-77/MWh.

Ricordiamo che le ultime aste Wind Onshore in Francia hanno visto prezzi a Eu87/MWh, quelle tedesche prezzi ancora più elevati, vicino ai Eu100/MWh. Attendiamo maggiori dettagli per un’analisi più puntuale.

Dal primo gennaio Hera [HRA.MI] +15% è il miglior titolo dell'indice Stoxx Utility. A2A [A2.MI] con un +5% figura all'ottavo posto. Enel [ENEI.MI] registra una performance piatta. Italgas [IG.MI] -5% è tredicesima. Si badi che il conteggio non tiene conto del dividendo staccato nel corso del periodo.

Effetto

Quadro grafico settore Utility europeo. Quadro di fondo da tempo in laterale nel ristretto range 400/350 punti, ad eccezione delle puntate verso 420 punti nel 2020 e verso 300 punti a fine 2022. La recente solida ripartenza ha portato il valore dell'indice oltre la media mobile di lungo periodo evidenziata in rosso, fornendo un primo timido segnale di spinta. La violazione di area 400/420 punti dovrebbe provocare una accelerazione dell'uptrend con obiettivi ambiziosi fin verso i top di inizio millennio in area 560 punti,

Operatività. Confermiamo la visione positiva sul settore, anche in virtù della elevata remunerazione sotto il profilo dei dividendi (le stime di Bloomberg indicano un 5,0% medio a livello europeo). Si suggerisce di sfruttare la debolezza per comprare ai livelli attuali o, meglio, se si riescono a sfruttare eventuali pull back fino ad area 356 punti. Stop loss prudenziale in caso di discesa sotto 350 punti.

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Chi vuole investire sul settore Utility europeo con la massima diversificazione ha a disposizione una serie di strumenti. Nel seguente ETF, le Utility italiane rappresentano il 16% del totale. Al primo posto la Spagna con il 25%:

SPDR MSCI Europe Utilities UCITS
Isin IE00BKWQ0P07 (STUX.MI)

Da inizio 2024: -0,50%

Obiettivo dell'ETF è la replica dell'indice MSCI Europe Utilities, che raggruppa i principali protagonisti europei del settore, comprensivo del reinvestimento del dividendo. Ciò consente di amplificare la performance da inizio anno a un livello superiore a quello registrato dall'indice corrispondente. Commissioni totali annue 0,30%. Nella tabella di seguito i primi dieci titoli. Leggi il documento KID. 

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