SETTORE UTILITY - Nell'ultima settimana "straccia" il settore Tech

Accelera la forza relativa delle società che producono e distribuiscono energia alla luce della prospettiva di un calo dei tassi di interesse

Autore: Team Soluzioni di Investimento
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Fatto

L’indice Stoxx Utility europeo ha chiuso la settimana con un guadagno del +2,2%, portandosi su livelli che non vedeva dal gennaio 2022.

Confermato il recupero di forza relativa nei confronti del resto degli indici settoriali. Nello stesso lasso di tempo, per esempio, l'indice Stoxx Tech ha perso l'8,40%.

Gli ultimi dati macroeconomici hanno rafforzato la prospettiva di un taglio dei tassi da parte delle banche centrali a settembre, favorendo il travaso di liquidità in direzione dei comparti più sensibili alla discesa del costo del denaro.

Da inizio 2024, ora, l’indice Stoxx Utility registra un guadagno del +3,7%, che si confronta con il +5,80% dell'indice globale Stoxx 600. Undici indici settoriali hanno saputo fare meglio, con in testa Farmaceutici (+17%) e Banche (+16%).

Tra le dieci azioni migliori figurano tre italiane: Hera [HRA.MI] +19%, A2A [A2.MI] +12%, Terna [TRN.MI] +6%.

Se si restringe l'orizzonte temporale agli ultimi tre mesi, emerge che l’indice Stoxx Utility ha guadagnato il +6,90%, mentre l'indice globale Stoxx 600 nello stesso periodo è sceso del -3,30%. Solo tre indici settoriali hanno saputo fare meglio, Tlc (+9%), Real Estate (+9%) e Grande Distribuzione (+8%).

A Wall Street lo scenario non è molto dissimile, con l'indice S&P Utility salito ai massimi da settembre 2022 per una performance annuale intorno al +19%.

Aldilà del discorso dei tassi, propellente principale del rally in corso, gli investitori stanno puntando progressivamente sui servizi di pubblica utilità perchè si trovano al centro della irreversibile transizione energetica.

I Paesi sviluppati e non dovranno investire ingenti risorse nello sviluppo delle infrastrutture energetiche e ciò dovrebbe aumentare il potenziale di crescita di utili e dividendi.

Effetto

Quadro grafico settore Utility europeo. Quadro di fondo da tempo in laterale nel ristretto range 400/350 punti, ad eccezione delle puntate verso 420 punti nel 2020 e verso 300 punti a fine 2022. 

La recente solida ripartenza ha portato il valore dell'indice oltre la media mobile di lungo periodo evidenziata in rosso, fornendo un importante segnale di spinta. 

Alziamo l'allerta perchè la stabile violazione di area 400/420 punti dovrebbe provocare una accelerazione dell'uptrend, con obiettivi ambiziosi fin verso i top di inizio millennio in area 560 punti (upside +33%).

Operatività. Rafforziamo la visione positiva sul settore, anche in virtù della elevata remunerazione sotto il profilo dei dividendi (le stime di Bloomberg indicano un 4,80% medio a livello europeo). 

Pronti a incrementare alla prima chiusura sopra 420 punti. Si suggerisce di sfruttare eventuali pull back fino ad area 356 punti per comprare sulla debolezza. Stop loss prudenziale in caso di discesa sotto 350 punti.

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Chi vuole investire sul settore Utility europeo con la massima diversificazione ha a disposizione una serie di strumenti. Nel seguente ETF, le Utility italiane rappresentano il 16% del totale. Al primo posto la Spagna con il 25%:

SPDR MSCI Europe Utilities UCITS
Isin IE00BKWQ0P07 (STUX.MI)

Da inizio 2024: +8,0%

Obiettivo dell'ETF è la replica dell'indice MSCI Europe Utilities, che raggruppa i principali protagonisti europei del settore, comprensivo del reinvestimento del dividendo. Ciò consente di amplificare la performance da inizio anno a un livello superiore a quello registrato dall'indice corrispondente. Commissioni totali annue 0,30%. Nella tabella di seguito i primi dieci titoli. Leggi il documento KID. 

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