SETTORE UTILITY - ENEL (+1,40%) è il miglior titolo, Citi alza aBUY
L'indice Stoxx del settore Utility europeo è sotto i riflettori grazie allo spunto di ENEL, miglior titolo di oggi con un guadagno dell'1,40%. Stamattina Citi ha operato una inversione a U, alzando la raccomandazione da Sell a Buy e il target price da 4,50 a 6,50 euro.

Fatto
L'indice Stoxx del settore Utility europeo è sotto i riflettori grazie allo spunto di ENEL [ENEI.MI], miglior titolo di oggi con un guadagno dell'1,40%.
Stamattina Citi ha operato una inversione a U, alzando la raccomandazione da Sell a Buy e il target price da 4,50 a 6,50 euro.
Da inizio anno l'indice delle Utility è salito del +10,70% quasi in linea con l'andamento dell'indice globale Stoxx 600, +11,30%.
Italia: approvati i principi generali dell’approccio ROSS-base
Con la deliberazione 163/2023 pubblicata venerdì scorso, l’Autorità ha approvato la Parte I, recante le disposizioni comuni, e la Parte II, dedicata al ROSS-base del Testo Integrato dei criteri e dei principi generali della Regolazione per Obiettivi di Spesa e di Servizio per il periodo 2024-2031 (TIROSS 2024-2031) per i servizi infrastrutturali regolati dei settori elettrico e gas.
Il documento definisce i criteri generali per la determinazione del costo riconosciuto da applicare a tutti i servizi infrastrutturali regolati dei settori elettrico e gas (ROSS-base), che siano orientati alla spesa totale e all’incentivo alla produttività totale, senza distinzioni di trattamento tra spesa di capitale e spesa operativa.
La regolazione prevede che i criteri generali per la determinazione del costo riconosciuto secondo le logiche ROSS-base siano applicati a tutti i servizi a partire dal sesto periodo di regolazione (2024 per tutti i settori ad eccezione del servizio di distribuzione e misura del gas che vedrà la partenza del sesto periodo nel 2026) e che la concreta applicazione di tali criteri generali ai singoli servizi sia definita nell’ambito dei procedimenti specifici di fissazione dei criteri di regolazione per ciascun servizio infrastrutturale regolato (i criteri specifici riguardano aspetti quali la definizione della baseline dei costi operativi, la declinazione dei criteri di incentivo all’efficienza, la definizione dei tassi di capitalizzazione, le modalità di trattamento dell’inflazione e l’individuazione dei meccanismi di monitoraggio dell’andamento delle spese di capitale e dell’avanzamento fisico degli investimenti).
Per quanto riguarda gli incentivi all’efficienza è previsto che:
1) i recuperi di efficienza sugli investimenti sono ripartiti tra imprese e utenti sulla base di un coefficiente di sharing pari al 70% (alle imprese è quindi lasciato un incentivo pari al 30% delle maggiori/minori efficienze rispetto alla previsione di spesa);
2) per il recupero di efficienza sui costi operativi le imprese potranno scegliere tra una opzione a basso potenziale di incentivo (100% dell’outperformance il primo anno e 50% nei 3 anni successivi) ed una opzione ad alto potenziale di incentivo (100% dell’outperformance il primo anno ed una percentuale da concordarsi per i 3 anni successivi superiore al 50% ma partendo da una baseline più sfidante).
Commento
Ricordiamo che l’obiettivo dell’autorità è quello di superare il meccanismo “ibrido” di tipo “rate of return” per i costi di capitale e di tipo “price cap” per i costi operativi attualmente vigente, che può indurre sovra-investimenti o priorità di investimento non sufficientemente orientate all’utilità per il sistema.
Al momento è stato solo definito il framework regolatorio ma mancano ancora la maggior parte dei criteri e dei parametri specifici inclusa la definizione dei tassi di capitalizzazione. Per quanto riguarda i recuperi di efficienza sugli investimenti la ripartizione tra imprese e utenti sulla base di un coefficiente di sharing pari al 70% è in linea con quanto già fatto per i capex standard nel servizio di misura gas.
Effetto
Quadro grafico settore Utility europeo. Quadro in progressivo miglioramento a partire dai minimi di metà ottobre, grazie anche al raffreddamento delle tensioni sui tassi. La ripartenza tuttora in corso ha già prodotto alcuni importanti effetti tecnici positivi grazie a: 1) ritorno sopra 328 punti, dove transita la media mobile di lungo periodo evidenziata in verde; 2) ripresa di area 350 punti, importante resistenza statica; 3) ritorno sopra area 361,0 punti, dove transita la successiva media mobile di lungo periodo evidenziata in rosso.
La violazione di area 400/420 punti potrebbe provocare una accelerazione dell'uptrend con obiettivi ambiziosi fin verso i top di inizio millennio in area 560 punti,
Operatività. Miglioriamo la visione positiva sul settore, anche in virtù della elevata remunerazione sotto il profilo dei dividendi (le stime di Bloomberg indicano un 4,10% medio a livello europeo). Si suggerisce di comprare anche ai livelli attuali o, meglio, se si riescono a sfruttare eventuali pull back fino ad area 360 punti. Pronti a incrementare alla prima chiusura sopra 420 punti. Stop loss prudenziale in caso di discesa sotto 355 punti.

Chi vuole investire sul settore Utility europeo con la massima diversificazione ha a disposizione una serie di strumenti. Nel seguente ETF, le Utility italiane rappresentano il 16% del totale. Al primo posto la Spagna con il 25%:
SPDR MSCI Europe Utilities UCITS
Isin IE00BKWQ0P07 [STUX.MI]
Da inizio 2023: +12,10%
Obiettivo dell'ETF è la replica dell'indice MSCI Europe Utilities, che raggruppa i principali protagonisti europei del settore, comprensivo del reinvestimento del dividendo. Ciò consente di amplificare la performance da inizio anno a un livello superiore a quello registrato dall'indice corrispondente. Commissioni totali annue 0,30%. Nella tabella di seguito i primi dieci titoli. Leggi il documento KID.
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