Patto da 10 miliardi di euro tra Italia e Arabia Saudita
Da Occidente (insediamento di Trump) a Oriente (un tè con il principe saudita Mohammad bin Salman sotto la tenda nel eserto) Giorgia Meloni continua a tessere la rete delle alleanze internazionali

Fatto
Da Occidente (insediamento di Donald Trump) a Oriente (un tè con il principe saudita Mohammad bin Salman sotto la tenda nel eserto) Giorgia Meloni continua a tessere meticolosamente la rete delle alleanze internazionali dell'Italia.
L'Italia ha stretto accordi da circa 10 miliardi di euro nell'ambito della partnership strategica che rafforza le relazioni fra Italia e Arabia Saudita, considerata un Paese strategico per i delicati equilibri dello scacchiere medio-orientale.
Palazzo Chigi ha informato che durante l'incontro sono state affrontate "diverse questioni globali e regionali di rilievo, anche nel contesto delle relazioni tra Unione Europea e Consiglio di cooperazione del Golfo".
Il dopo-Assad è stato fra i temi dell'incontro. L'erede al trono preme per eliminare le sanzioni contro la Siria. Altri temi sul tavolo, "il consolidamento del cessate il fuoco a Gaza e la ripresa di un processo politico verso una soluzione dei due Stati", l'assistenza al Libano e "la ricerca di una pace giusta e duratura in Ucraina".
Si è discusso anche di transizione energetica e di Africa.
L'Italia ambisce a diventare un partner privilegiato dell'Arabia Saudita nel suo percorso di diversificazione economica, denominato Vision 2030.
Il premier Giorgia Meloni conta che questa missione e questi accordi (che vanno dalla Difesa all'Energia, passando per il Piano Mattei) segnino "un salto di qualità".
"C'è un enorme potenziale non sfruttato nella nostra cooperazione, e questa visita - ha spiegato - può aprire una fase completamente nuova nella nostra partnership, e per questo abbiamo elevato le nostre relazioni bilaterali al livello della partnership strategica".
"Cooperare è tutta un'altra cosa, significa confrontarsi, ragionare insieme nelle differenze in uno scenario sempre più incerto, in cui saper ascoltare ed essere ascoltati è fondamentale ed è il primo passo. E - ha aggiunto - più il dialogo è franco e intenso, più si svilupperà naturalmente".
Gli accordi coinvolgono, tra gli altri, Leonardo, Pirelli, Fincantieri (attraverso la sua controllata Fincantieri Arabia for Naval Services) e Cy4Gate (attraverso ELT Group).
Effetto
L'incidenza della borsa dell'Arabia Saudita ha superato quello della Borsa del Brasile nell'ultima revisione di fine 2024. La borsa di Riyad è diventata così la quinta in termini di peso specifico all'interno dell'indice MSCI Emerging Markets.
Composizione MSCI Emerging Markets. L'indice MSCI Emerging Markets comprende in totale 24 Paesi: Arabia Saudita, Brasile, Cile, Cina, Colombia, Repubblica Ceca, Egitto, Grecia, Ungheria, India, Indonesia, Corea del Sud, Kuwait, Malaysia, Messico, Perù, Filippine, Polonia, Qatar, Sud Africa, Taiwan, Thailandia, Turchia, Emirati Arabi Uniti. La Borsa cinese ha il peso specifico maggiore, seppure in forte calo rispetto al 2023, quando superava il 30%.
Per puntare sulle prospettive di crescita della Borsa dell'Arabia Saudita, Franklin Templeton ha lanciato un nuovo ETF:
L'ETF Franklin FTSE Saudi Arabia UCITS
Isin: IE000C7DDDX4 (SAUDI IM)
Da inizio 2025: +2,20%
L'ETF è collegato al FTSE Saudi Arabia 30/18 Capped Index che copre azioni saudite a grande e media capitalizzazione ponderate in base alla capitalizzazione di mercato. L'indice incorpora un limite massimo del 30% sulla partecipazione più grande e un limite massimo del 18% sugli altri componenti, offrendo un'esposizione più diversificata rispetto alla regola del limite del 35/20 determinato dall'indice MSCI.
Valuta di denominazione USA. Valuta di quotazione Euro. Non distribuisce dividendo. E' il più economico d'Europa, per un costo annuo pari allo 0,39%.
Nel FTSE Saudi Arabia 30/18 Capped Index, il settore finanziario rappresenta il 39,3% del peso totale. Seguono materiali di base (15,8%), energia (11,7%), servizi di pubblica utilità (9,2%) e tlc (7,9%).
Il titolo più "pesante" è Al Rajhi Banking & Investment (14,2%), seguito dal gigante dell'energia Saudi Aramco (9,8%), ACWA Power (7,4%) e Saudi National Bank (7,4%).
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