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L'inflazione USA ha già toccato il picco
Secondo il presidente della Fed di New York, John Williams, l'inflazione Usa scenderà al 3,25% a fine 2026, perciò i tassi di interesse attuali sono "ben posizionati"

Photo by PM Images/Getty Images
Il dollaro consolida a poca distanza dai massimi degli ultimi dodici mesi.
Verbali della FED
Il presidente della Federal Reserve di New York, John Williams, ritiene che l'inflazione statunitense abbia ormai superato il suo punto massimo e che la politica monetaria attuale sia sufficiente per riportare i prezzi sotto controllo, senza la necessità immediata di un nuovo rialzo dei tassi.
Intervenendo davanti a imprenditori del suo distretto, Williams ha indicato cinque elementi che, a suo giudizio, confermano l'avvio di una fase di graduale rallentamento dell'inflazione. «Ci sono motivi incoraggianti per aspettarsi che l'inflazione abbia raggiunto il picco e diminuisca nei prossimi trimestri», ha affermato.
Secondo le sue stime, l'inflazione complessiva scenderà al 3,25% entro la fine dell'anno, per poi convergere gradualmente verso il target del 2% della Fed tra il 2027 e il 2028.
Williams ha ricordato che l'accelerazione dei prezzi è stata alimentata dall'impennata del petrolio dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran, oltre che dagli effetti dei dazi e dal boom degli investimenti nell'intelligenza artificiale. Tuttavia, questi fattori stanno perdendo intensità: il petrolio dovrebbe tornare su livelli più vicini a quelli precedenti al conflitto, mentre gli squilibri legati all'IA sono destinati ad attenuarsi con l'aumento dell'offerta.
Il banchiere centrale ha inoltre sottolineato che il mercato del lavoro non rappresenta oggi una fonte di nuove pressioni inflazionistiche e che le aspettative sui prezzi restano «ben ancorate». «La crescita economica è solida e il mercato del lavoro stabile. L'attuale orientamento della politica monetaria è ben posizionato per riportare l'inflazione al 2%», ha dichiarato.
Le parole di Williams arrivano mentre i mercati continuano a scommettere su un rialzo dei tassi già a settembre e dopo che il Federal Open Market Committee aveva indicato a giugno la possibilità di un aumento entro fine anno.
Le dichiarazioni seguono anche la pubblicazione dei dati sull'inflazione di giugno, che hanno mostrato un calo mensile dei prezzi dello 0,4%, il più marcato dall'aprile 2020, con un tasso annuo al 3,5%. Un segnale positivo, ma non ancora sufficiente, secondo il presidente della Fed Kevin Warsh, che ha escluso si possa parlare di «missione compiuta».
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Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

